Felice o arrabbiato, deluso o sorpreso? Come interpretare le emozioni nascoste dietro una mascherina

Fortunato chi ha imparato a cavarsela. Comunicare uno stato d’animo o un’emozione dietro a una mascherina che copre metà viso non è un’operazione tanto semplice. tuttavia, da un anno a questa parte, siamo tutti chiamati ad almeno provarci. Ecco quindi come Judi James, esperta di linguaggio, fornisce alcuni utili suggerimenti per migliorare la comunicazione in tempi di pandemia.
Gaia Cortese 23 Aprile 2021

Se le guance si arrotondano lievemente e compaiono alcune rughette intorno agli occhi, dietro la mascherina dovrebbe celarsi un sorriso sincero. Un’increspatura delle sopracciglia, una fossetta della pelle sul ponte del naso e una forma degli occhi più assottigliata potrebbe invece rivelare una sensazione di disgusto. E attenzione ad uno sguardo severo, palpebre che sbattono di frequente e sopracciglia che scendono drasticamente sopra gli occhi: quella è proprio rabbia.

Da quando si usano le mascherine per proteggersi dal Covid-19, il modo di comunicare è cambiato. A parlare sono gli occhi e qualche altro movimento facciale a cui certamente, prima della pandemia, si prestava minor attenzione. Da uno studio sulle espressioni degli occhi commissionato da VisionDirect e condotto su 2.000 adulti, è evidente una certa difficoltà nell’interpretare e comprendere lo stato d’animo e le emozioni di una persona che indossa una mascherina sul viso.

Non c'è da sorprendersi che più di due terzi delle persone coinvolte nello studio abbiano ammesso questa difficoltà, tant’è che quattro persone con la mascherina su dieci sono state fraintese quando cercavano di comunicare qualcosa. Non solo. Più di sei adulti su dieci ammettono di non aver capito quello che il proprio interlocutore con la mascherina stava dicendo poiché almeno il 42% di quest’ultimi attribuisce il problema al fatto di non poter osservare il movimento delle labbra.

“Gli esseri umani hanno sempre sfruttato l'espressione del viso come mezzo di comunicazione sociale, e nel corso dei secoli l’attenzione è sempre stata rivolta principalmente alla bocca – ha commentato l’esperta di linguaggio del corpo Judi James -. Siamo arrivati ​​a dipendere dal movimento delle labbra perché vediamo queste come scorciatoia per costruire rapporti sociali, motivo per cui l'uso di mascherine ha causato difficoltà nella nostra capacità di comunicare. La buona notizia è che i nostri occhi sono più che in grado di trasmettere e leggere segnali non verbali. Infatti, uno dei motivi per cui tendiamo a rivolgere l'attenzione alle espressioni della bocca è che gli occhi sono comunicatori molto forti (e più onesti) di stati d'animo ed emozioni".

In verità, anche il movimento degli occhi, delle ciglia e delle sopracciglia può aiutare a comunicare. L’esperta di linguaggio fornisce quindi alcuni suggerimenti per comprendere meglio chi si ha di fronte e ovviamente anche per essere compresi.

Se vuoi per esempio far capire che stai sorridendo, sorridi come un gatto. Secondo Judi James, dal momento che i gatti sembrano “sorridere” quando restringono e ammorbidiscono la forma degli occhi, questa potrebbe essere una soluzione per comunicare che si sta sorridendo sotto la mascherina. A questo tuttavia si aggiunge anche la comparsa di alcune pieghe agli angoli degli occhi e un arrotondamento delle guance.

Se vuoi mandare un segnale di intesa (o un messaggio di apprezzamento), dovresti socchiudere leggermente gli occhi  a alzare e abbassare con movimenti veloci le sopracciglia.

Spalancare gli occhi e inarcare le sopracciglia rivela invece un’espressione di sorpresa poiché in natura questo gesto consente una migliore visione nel momento in cui una persona viene colta di sorpresa per qualsiasi motivo.

E cosa succede quando si ha di fronte qualcuno che sta raccontando qualcosa di spiacevole o triste? Per mostrare empatia e preoccupazione attraverso l’espressione dei propri occhi bisognerebbe tirare le sopracciglia in un lieve cipiglio, mentre gli occhi mantengono comunque una forma ammorbidita, per non essere fraintesi e sembrare arrabbiati. A questi si aggiunge una lieve inclinazione della testa, che dà il segnale di empatia e di ascolto attivo.

La diffidenza invece si dimostra o si comprende da un sopracciglio alzato mentre l’altro rimane abbassato o immobile o in posizione neutrale: questa espressione rappresenta bene una perplessità o qualsiasi emozione contrastante.

Se vuoi testare la tua capacità di interpretare correttamente le espressioni sotto la mascherina, puoi metterti alla prova affrontando il quiz online reso disponibile sul sito di VisionDirect. La nostra fortuna è che a differenza del popolo britannico, direttamente coinvolto dallo studio, noi Italiani siamo abituati a comunicare molto con le mani. Forse è corretto anche dire che questa gestualità, per cui spesso veniamo presi in giro, tutto sommato ci dà una mano in più.