Festa dei Santi: le tradizioni italiane più antiche che abbiamo

Non solo Halloween: I giorni fra il 31 ottobre e l’1 novembre sono dedicati al culto dei morti, che viene declinato secondo diverse tradizioni in tutta Italia. Eccone alcune, tra il religioso e il culinario, per omaggiare i propri defunti.
Sara Polotti 1 Novembre 2021

Il 31 ottobre ormai viene identificato con Halloween, che arriva dai Paesi anglosassoni, ma è comunque festa anche in Italia e, tra cultura e religione, sono moltissime le tradizioni sparse in tutto lo stivale. Alcune ricordano moltissimo Halloween, altre sono prettamente cattoliche, ma in generale il perno è preciso: i giorni fra il 31 ottobre e il 2 novembre sono un'occasione per ricordare i propri cari defunti e i Santi della cristianità.

Ecco quindi alcune delle tradizioni tutte italiane per celebrare Ognissanti e il giorno dei morti, fra riti e cucina.

La tradizione cattolica

Nel calendario cattolico, l'1 novembre è dedicato a Ognissanti, ovvero al ricordo di tutti i Santi presenti sul calendario e anche quelli che non vi appaiono. Il 2 novembre, invece, è la giornata dei morti, ed è quindi il giorno in cui ricordare i propri cari defunti. I paramenti durante la messa sono viola, proprio come nei funerali e durante Quaresima, poiché è il colore dell'attesa, del dolore e del pentimento.

Solitamente in queste due giornate (soprattutto l'1 novembre, dato che è anche un giorno di lavoro festivo) ci si reca al cimitero e nei luoghi di sepoltura portando fiori freschi tipicamente autunnali, ovvero crisantemi e garofani, ma anche ciclamini e gigli.

Dissetare i defunti

In alcune zone della Lombardia, ma anche in altre parti d'Italia, una tradizione vede le persone lasciare, nella notte tra il 31 ottobre e l'1 novembre, un bicchiere di acqua oppure una zucca riempita con del vino sul davanzale della finestra. Essendo infatti i giorni dedicati ai defunti, si lasciano loro delle bevande per dissetarsi durante il loro passaggio.

Richiamare i propri cari

In Trentino (ma anche in alcune zone di Val d'Aosta e Piemonte) c'è una tradizione cattolica molto sentita: le campane, nella notte di Ognissanti, suonano per attirare le anime dei defunti e nelle case in paese viene lasciata la tavola imbandita, con il focolare acceso, per accogliere i morti durante il loro passaggio. In Liguria si preparano invece delle semplici castagne bollite per sfamare i cari defunti.

I dolci dei morti

Ogni regione d'Italia ha la propria tradizione culinaria riguardo ai morti, e in molti casi si tratta di dolcetti e torte. In Umbria, ad esempio, si preparano gli stinchetti dei morti a forma di fava, mentre in Toscana si è soliti cucinare dei dolcetti a base di miele, farina, noci, strutto, uvetta e pepe: se ne ottiene una pagnotta dolce che si inforna l'1 novembre e che viene mangiata fino all'arrivo dell'Avvento.

Il pan dei morti

Il pan dei morti è probabilmente il dolce italiano legato ad Ognissanti più conosciuto. Nato a Milano, si tratta di un biscotto con amaretti, frutta secca e cannella (con qualche variazione), da gustare abbinato ad un bicchiere di vin santo. Spesso lo si trova cosparso di leggero zucchero a velo, per ricordare le ossa dei morti.

La colva

In Puglia è tradizione, nei giorni dei morti, preparare la colva: si tratta di una sorta di macedonia a base di melograno e grano bollito, che ha origini greche e che si ottiene mescolando gli ingredienti con del vino cotto.