video suggerito
video suggerito
24 Marzo 2020
13:00

Giampiero Giron, il medico anestesista che torna in corsia a 85 anni: “Non sono spaventato”

Non teme il coronavirus, anche se ammette "le situazioni epidemiche sono sempre molto difficili da affrontare". Così, Giampiero Giron è pronto a tornare a prestare servizio nonostante l'età avanzata, perché un medico rimane sempre fedele a un giuramento di Ippocrate che non ha scadenza.

1.736 condivisioni
Giampiero Giron, il medico anestesista che torna in corsia a 85 anni: “Non sono spaventato”
Immagine

È stato il medico anestesista che il 14 novembre del 1985 addormentò Ilario Lazzari, il primo trapiantato di cuore in Italia. Trentacinque anni dopo, Giampiero Giron, professore emerito dell’Università di Padova e direttore sanitario dell’ospedale Villa Salus di Mestre, torna a lavorare in ospedale.

“Un paio di settimane fa mi ha telefonato un primario padovano chiedendomi se, all’occorrenza, la Sanità pubblica potrà contare sulla mia esperienza – ha dichiarato Giampiero Giron in un’intervista al Corriere del Veneto -. Da quel giorno vivo con il telefonino sempre a portata di mano. Possono chiamarmi in qualunque momento e io, nell’eventualità, sono pronto ad andare. Lo ritengo un dovere: a prescindere dall’età, in questa fase i medici possono fare la differenza. Anche se il mio giuramento di Ippocrate risale ormai a tanto tempo fa, non ha scadenza”.

Giampiero Giron ha prestato la sua assistenza in sala operatoria anche in tempi recenti, per tappare qualche buco in organico o per richiesta specifica di qualche paziente. Oggi si mette a disposizione per combattere “un nemico invisibile", come lui stesso lo definisce, certo che l’esperienza maturata in tanti anni di servizio possa dare una mano ai tanti medici e infermieri impegnati nella lotta contro il coronavirus.

L'anestesista padovano non è l'unico esempio virtuoso di cosa significhi fare ed essere un medico. Come lui, anche Franco Faella, il medico del colera è tornato recentemente a lavorare al Cotugno di Napoli per l'emergenza Covid-19.

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.