Gomme delle auto, ecco perché è così importante riciclarle

Bruciare i copertoni causa il rilascio di una moltitudine di sostanze tossiche, mettendo in pericolo anche la salute umana. Il riciclo del materiale proveniente dagli pneumatici fuori uso permette invece una serie di utilizzi che vanno dalla pavimentazione delle piste di atletica alle traversine per la ferrovia.
Rubrica a cura di Federico Turrisi
19 Febbraio 2020

Non dovrebbe essere (per fortuna) una scena consueta, ma se dovessi vedere abbandonata per strada una montagna di pneumatici abbandonati, magari in fiamme, dovrebbe subito suonarti un campanello d'allarme. È come se ti dovessi imbattere in un cane abbandonato: la prima domanda è "Che cosa ci fa qui?". Del resto, l'abbandono di pneumatici fuori uso è un reato, come stabilito dal Decreto Ministeriale numero 82 dell'11 aprile 2011.

Già, perché dare fuoco ai copertoni è uno dei peggiori crimini ambientali. Studi scientifici hanno confermato che nei fumi si trovano più di 100 prodotti organici tra cui idrocarburi leggeri (metano, acetilene, etilene), composti monoaromatici (benzene, toluene, xilene), idrocarburi poli-ciclici aromatici (naftalene, pirene, fenantrene), composti parzialmente ossigenati (naftolo, dibenzofurano, diossine) ed altri composti eterociclici. In più, la presenza di zolfo e di azoto negli pneumatici porta, combinandosi all'ossigeno dell'aria, alla produzione di ossidi nocivi, come appunto quelli di zolfo e di azoto.

Insomma, un vero e proprio mix di sostanze tossiche molto pericoloso per la nostra salute, senza contare il danno per l'ambiente. La buona notizia è che le gomme delle automobili possono essere riciclate ed esiste una filiera dedicata per garantire la loro raccolta e il loro trattamento. In Italia sono tre i principali consorzi di riferimento per la gestione degli pneumatici fuori uso: Ecopneus, Ecotyre e Greentire.

Prima di analizzare la situazione italiana diamo un'occhiata ai dati a livello europeo. La fonte più autorevole in questo campo è l'European Tyre and Rubber Manufacturers' Asssociation (ETRMA), l'associazione europea dei produttori degli pneumatici e manufatti in gomma che ha pubblicato un resoconto statistico dei flussi degli pneumatici usati e fuori uso complessivamente generati, raccolti e trattati in 32 paesi (i ventisette membri dell'Ue più Regno Unito, Norvegia, Serbia, Svezia e Turchia). Dati comunque da prendere con cautela, dal momento che le normative e le metodologie di calcolo in vigore nei diversi paesi differiscono tra loro.

Nel 2016 il numero degli pneumatici fuori uso in Europa era di 3,9 megatonnellate. Di queste il 95% viene riciclato o recuperato, mentre solo il 5% viene smaltito in discarica. Più nel dettaglio il 39% è stato avviato a recupero di materia in modo da ottenere nuova gomma, il 34% per Riuso/Ricostruzione/Esportazione e infine il 22% è stato avviato a recupero di energia, cioè è finito principalmente in impianti di produzione del cemento per essere usati come combustibili.

E In Italia come vanno le cose? La quantità di pneumatici fuori uso avviati a recupero dai tre consorzi è stata di 305.440 tonnellate, con un incremento del 2% rispetto all'anno precedente: il 58% dei materiali separati è stato avviato a recupero di materia mentre il 42% a recupero di energia. Sempre nel 2018 sono state recuperate 176.058 tonnellate di materie prime, di cui 137.558 tonnellate di gomma (78%), 34.002 di acciaio (19%) e 4.499 di fibra tessile (3%).

Con il materiale recuperato si possono realizzare nuove infrastrutture sportive, come per esempio piste di atletica, pavimentazioni di arredi urbani (quelli dei parchi giochi, per intenderci) e altri manufatti, tra cui perfino suole delle scarpe. Il polverino di gomma viene anche utilizzato per fabbricare bitume e innovative versioni ecosostenibili delle traversine per la rete ferroviaria, ossia quegli assi fissati alle rotaie solitamenti fatti in legno. Insomma, pochi dubbi se devi smaltire un set di gomme ormai arrivate a fine vita: rivolgiti a un gommista o a un centro specializzato per il ritiro degli pnuematici. Non ti costerà niente, dal momento che già al momento dell'acquisto delle tue gomme hai pagato un sovrapprezzo (circa 3 euro per pneumatico) stabilito dai produttori per il loro corretto smaltimento.

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Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un altro…