Tetra Pak, dove si buttano le confezioni del latte e del succo di frutta?

La risposta è più semplice di quanto pensi. Dipende dal Comune in cui risiedi. Nella maggior parte dei casi va nella carta, essendo un tipo di imballaggio costituito prevalentemente da materiale cellulosico, a cui si aggiungono strati sottili di plastica e alluminio. Tutti materiali riciclabili. Per questo è importante conferire il tetra Pak nella maniera corretta.

15 Aprile 2020
10:30
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Tetra Pak, dove si buttano le confezioni del latte e del succo di frutta?
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È uno dei grandi misteri della raccolta differenziata. Solo a parole, però. Perché nei fatti ci dovrebbero essere pochi dubbi quando arriva il momento di liberarsi della confezione del latte o di quella del succo di frutta. Questi imballaggi hanno infatti una loro destinazione ben precisa. Dipende dalle indicazioni fornite dall'azienda che gestisce il servizio di raccolta di rifiuti urbani nel tuo Comune. Per esempio a Milano e a Roma (e nella maggior parte dei Comuni italiani) si buttano nel bidone della carta, dopo aver avuto cura di sciacquare l'interno della confezione e aver tolto il tappo di plastica. Tuttavia, in altre città, come Firenze per esempio, il Tetra Pak va nella raccolta del multimateriale.

Cos’è il Tetra Pak

Facciamo anche una precisazione riguardo alla questione terminologica. Tetra Pak è infatti il nome dell'azienda multinazionale svedese che produce questo tipo di imballaggi per alimenti. Il termine più appropriato da usare sarebbe cartone per bevande, o ancora meglio imballaggi poliaccopiati.

Poliaccoppiati perché sono composti da diversi materiali: quello di base è di origine cellulosica (quindi carta) a cui vengono aggiunti sottili strati di alluminio e di polietilene (che è invece un materiale plastico) per proteggere meglio il prodotto alimentare contenuto. La buona notizia è che, una volta avviati a riciclo gli imballaggi, tutti questi materiali si possono recuperare per essere reinseriti nei circuiti produttivi.

Il Tetra Pak nella raccolta differenziata

I poliaccoppiati a base cellulosica rappresentano infatti una fonte importante di materia prima seconda e da alcuni anni sono stati avviati processi industriali di raccolta e selezione indirizzati verso una migliore valorizzazione in termini di riciclo di questi imballaggi. In Italia ci sono due cartiere, la Lucart a Diecimo (Lucca) e Cartiere Saci a Verona, che si sono specializzate proprio nel riciclo dei poliaccoppiati. Per questo motivo sbagli se, nel dubbio o per pigrizia, butti la confezione del latte nell'indifferenziato. Come ripetiamo sempre in questa rubrica, la consapevolezza è il primo passo per dare il proprio contributo nella tutela dell'ambiente.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.