Hai avuto un contatto con un positivo, sei in quarantena e manchi al lavoro: quest’assenza è pagata?

Nei primi mesi di pandemia, nel 2020, l’Inps aveva equiparato la quarantena alla malattia e attingendo dai fondi messi a disposizione dal Governo riconosceva ai lavoratori un’indennità. Ora le cose sono cambiate: non sono state ancora stanziate altre risorse e l’Istituto non può più quindi occuparsi degli indennizzi.
Kevin Ben Alì Zinati 22 Settembre 2021
* ultima modifica il 22/09/2021

Sette giorni se sei vaccinato, dieci se ancora non hai completato il tuo giro di iniezioni e risulti non del tutto immunizzato. È il periodo di quarantena che dovresti rispettare se dovessi entrare in contatto con un positivo pur rimanendo sano e asintomatico.

Una settimana o poco di più che dovresti dunque passare isolato, lontano dagli amici, dai colleghi e quindi dal tuo posto di lavoro. Ma se ti assentassi per quarantena saresti considerato allo stesso modo di un lavoratore in malattia? E quindi: sarebbero giorni pagati?

Nei primi mesi di pandemia è stato così. La quarantena è stata equiparata alla malattia e per chi restava a casa l’Inps garantiva un indennizzo. Al lavoratore divenuto un contatto stretto bastava presentare il certificato di malattia che attestava la necessità di restare in quarantena e, come recita il sito dell’Ente previdenziale, anche “se disponibili, gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica”.

Questo, come ti ho detto, valeva per il 2021. Con lo scoccare dell’anno nuovo le cose sono cambiate, tanto che lo scorso 6 agosto l’Inps ha dovuto fare marcia indietro spiegando che questa assenza non è più a carico dell’Istituto: “Poiché per il 2021 il legislatore non ha stanziato nuove risorse, l’indennità non potrà essere erogata anche per gli eventi avvenuti nell’anno in corso”.

Tradotto significa che la quarantena per un contatto Covid non è più considerata alla stregua di una malattia e quindi l’assenza non è più a suo carico. L’Inps, ha spiegato, può occuparsi dunque solo delle indennità relative al 2020 “nel limite delle risorse stanziate” e non degli eventi avvenuti relativi al 2021.

I sindacati si sono mossi chiedendo un’immediata risposta da parte del Governo e un intervento normativo urgente che consenta all’Istituto di assicurare ai lavoratori le giuste tutele, l’Unione Nazionale di Imprese invece si è detta preoccupata per “lo scarica barile tra Inps e Ministero del Lavoro” che ricadrà inevitabilmente sulle imprese e sui lavoratori.

Quindi? Per ora l’empasse rimane. Anche se lo scorso 15 settembre la sottosegretaria al Ministero del Lavoro Tiziana Nisini ha specificato che “è in corso di avanzata predisposizione da parte del Ministero una proposta normativa da presentare in Parlamento nel corso dell’iter di conversione del decreto-legge n. 111 del 2021, volta a superare le criticità finora riscontrate nell’applicazione dell’articolo 26 del provvedimento Cura Italia”, e che “in queste ore sono in corso le interlocuzioni con il Ministero dell’economia al fine di individuare le necessarie nuove risorse per il 2021″.

Sul quando Nisini non ha dato numeri, concludendo che “si auspica che di poter giungere a breve una soluzione positiva”.

Nel frattempo però restano una certezza, che se sei in quarantena non sei in malattia, e una domanda: chi la pagherà?

Fonte | Inps

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