Hector Bellerin va in goal per l’ambiente: il calciatore è riuscito a piantare 58.617 alberi nella foresta amazzonica

Il calciatore dell’Arsenal Hector Bellerin è un ambientalista convinto. Fa yoga e dal 2016 ha deciso di seguire un’alimentazione vegana. Grazie alla sua raccolta fondi è riuscito a piantare nella foresta amazzonica più di 50.000 alberi. “Sin da bambino, con l’aiuto di mio nonno, ero solito piantare alberi nel suo giardino. L’ambiente è una questione che mi sta molto a cuore”.
Francesco Li Volti 14 settembre 2020

Hector Bellerin è un calciatore atipico. Ha iniziato la sua carriera al Barcellona e si è trasferito all'Arsenal nel 2011, squadra di cui è attualmente vice-capitano. A giugno Bellerin si era impegnato, attraverso l'associazione One Tree Planted, a finanziare la piantumazione di 3.000 alberi per ogni vittoria dell'Arsenal fino alla fine della stagione. Il bottino è stato di 7 vittorie tra giugno e luglio, più un pareggio per il quale il calciatore spagnolo ha deciso di piantare comunque gli alberi, anche se la squadra non aveva tecnicamente vinto.

Forse per provocazione, forse per ammirazione, anche l'agenzia di scommesse Paddy Power ha deciso di contribuire a questa iniziativa, piantando 6.000 alberi per ogni sconfitta dell'Arsenal (l'importante è piantare, ma a questo punto non sarebbe stupendo se per tutte le partite di ogni club si decidesse di piantare gli alberi a prescindere dai risultati?). L'esito della campagna? 58.617 alberi piantati nella foresta amazzonica, il polmone verde del nostro pianeta, che sta vivendo un momento tragico a causa del disboscamento e dei continui incendi. Infatti i dati dell’agenzia brasiliana di ricerca spaziale del governo (INPE) hanno mostrato che da gennaio a maggio la deforestazione nella parte brasiliana dell'Amazzonia è aumentata del 34%.

Ma Bellerin sta sostenendo un progetto di riforestazione molto più ampio che mira a piantare gli alberi nel corridoio verde di Araguaia, nel Brasile centrale. L'obiettivo è creare un luogo in cui ripristinare più di un milione di ettari, piantando oltre 1,7 miliardi di alberi.

Questo corridoio collegherà due degli ecosistemi più vitali del mondo: la foresta pluviale amazzonica e la savana del Cerrado, rendendolo il corridoio naturale più lungo della Terra e uno dei più grandi progetti di riforestazione del Sud America. Uno degli obiettivi principali del progetto è ripristinare la vegetazione autoctona all'interno di una matrice di diversi usi del suolo.  Ci sarà anche un risvolto economico: infatti One Tree Planted aiuterà anche a creare oltre 37.000 posti di lavoro.

Attraverso una raccolta fondi, Bellerin è riuscito a coinvolgere anche i suoi tifosi. "Mi preoccupo profondamente di avere un impatto positivo per le generazioni future. Spero che in questo modo e utilizzando la mia piattaforma, gli altri vedranno quanto sia importante prendersi cura del nostro mondo e fare donazioni per una causa che riguarda davvero tutti noi"- ha dichiarato Bellerin.

"Quando ho visto il grande lavoro svolto da One Tree Planted, ho capito che era qualcosa in cui volevo essere coinvolto".

La svolta ambientalista e ecologista di Bellerin inizia però quando aveva 19 anni. Durante un'amichevole tra l'Arsenal e il Fortest Green Rovers, scopre che la squadra dei suoi avversari sposa a pieno i suoi ideali. Quindi stacca un assegno per donare a tutta la struttura dei pannelli solari in grado di alimentare le luci e l'acqua calda degli spogliatoi. Diventa il secondo socio finanziatore del club che nel frattempo viene accreditato dalle Nazioni Unite come carbon neutral, ovvero che rispetta perfetta gli standard ecologici: le maglie vengono lavate in modo biologico senza saponi industriale, la squadra viaggia su mezzi ecologici, al pubblico, e persino ai suoi tesserati, vengono consegnati dei pasti vegani e l'interno impianto non ha alcun impatto ambientale.

Ma non finisce qui. La rivista Forbes lo ha inserito tra gli sportivi più impegnati nelle tematiche ambientali e sociali. Nel 2017 devolse 50 sterline per ogni minuto giocato all'Europeo Under 21 alle famiglie delle vittime dell'incendio che devastò la Glenfell Tower di Londra.