I bendaggi: quando e come vanno applicati

Bendaggi e cerotti sono noti fin dai tempi antichi per medicare ferite, supportare arti, alleviare il dolore in alcune sedi del nostro corpo. I bendaggi o fasciature possono essere effettuati con diversi materiali a seconda della funzione che andranno ad esercitare. Queste medicazioni saranno sempre effettuate da personale qualificato evitando gli effetti spiacevoli di queste metodiche.
Dott.ssa Chiara Speroni Dottoressa in Farmacia
9 settembre 2020 * ultima modifica il 09/09/2020

Il bendaggio l’avrai, forse,  sentito più volte chiamare anche fasciatura. Forse non sai che ne esistono diverse tipologie. Inoltre, capita spesso che le bende vengano confuse coi cerotti.

Cosa sono i cerotti?

I cerotti sono utilizzati quando ci tagliamo per coprire una ferita, oppure utilizzati come veicolo di alcuni medicinali. I cerotti da ferita sono costituiti da un tampone non medicato, sul quale puoi apporre l’eventuale crema disinfettante, cicatrizzante, ed eventualmente antibiotica. A volte i tamponi possono essere arricchiti di ioni di argento, i quali aiutano la cicatrizzazione della ferita. Abbiamo detto che i cerotti possono essere utilizzati come veicolo per i farmaci. Ma di quali farmaci parliamo?

I farmaci maggiormente utilizzati sono:

  • FANS (es. diclofenac, ibuprofene, piroxicam, ecc che ci aiutano a combattere i dolori e le infiammazioni es. mal di schiena)
  • Ormoni es. contraccettivi
  • Ipertensione es.clonidina
  • Angina es. nitroglicerina
  • Anestetici es. lidocaina
  • Farmaci utilizzati per la terapia del dolore come fentanyl, buprenorfina, ecc.
  • Disassuefazione da fumo es.nicotina

Quando applichiamo bendaggi e cerotti?

Sia cerotti che bendaggi sono applicati sulle parti dolenti del nostro corpo. I bendaggi trovano applicazione su quelle parti affette da traumi, infiammazioni, oppure applicate come protettive da agenti esterni, oppure per applicare medicazioni su ferite, o ancora per mettere a riposo la parte interessata od immobilizzarla.

Come vedi possono svolgere diverse funzioni.

I materiali utilizzati

I bendaggi possono essere fatti con diversi materiali:

  • Fasce o bende di tessuto garzato semplice utilizzate per fissare medicazioni sottostanti
  • Fasce o bende di tessuto elastico per il trattamento di patologi muscolari, articolari, tendini
  • Garze impregnate di medicamento es. disinfettanti, cicatrizzanti
  • Bende arricchite di gesso, amido, zinco, ecc per renderle resistenti e rigide utilizzate in caso di distorsioni, lussazioni o fratture.

Come puoi ben immaginare ogni tipologia di bendaggio possiede un proprio scopo, ed una propria tecnica con cui venir applicato.

Le tipologie di bende

  • Bende di fissazione: come puoi intuire dal nome servono a fissare un qualcosa sia essa una medicazione, un ago, un catetere ad una parte del nostro corpo. Sono garze orlate, le classiche che hai sempre visto. Fanno parte di questa categoria anche le bende autoffisanti, le quali contengono al loro interno delle fibre elastiche e goccioline di agenti collanti che sono in grado di far aderire la benda su sé stessa ma non alla pelle. Unica attenzione su questa tipologia di benda è che possono dare qualche fenomeno allergico.
  • Bende di supporto: queste sono in grado di supportare un apparato od un’articolazione. Possono anche essere utilizzate per bendaggi elastocompressivi leggeri. Fanno parte di questa categoria le bende all’ossido di zinco o zincate, sono autoaderenti ed indicate per i bendaggi a per lungo periodo.
  • Bende compressive: sono le bende che sono in grado di esercitare una pressione attraverso una tensione applicata dalla benda stessa. Le bende compressive a seconda della pressione esercitata si dividono in: bende a compressione leggera, bende a compressione media, bende a compressione forte.

Le tipologie di bendaggio

I bendaggi che si possono applicare sono:

  • Bendaggio fisso effettuato con bende all’ossido di zinco. La medicazione permane fino a 5-15 giorni. Può essere utilizzato per: trattamento di edemi di varia nature, ulcere con poca secrezione, mantenimento dopo T.V.P. (trombosi venosa profonda), linfoedemi, profilassi delle patologie venose in gravidanza
  • Bendaggio mobile effettuato con bende non elastiche e non compressive per 24-48 ore. È un bendaggio di facile esecuzione e soprattutto ben tollerato dai pazienti. È utilizzato per: trattamento iniziale dell’edema, quando bisogna avere un rapido accesso alla ferita sulla cute sottostante, ulcere con produzione medio-alta di essudato, prevenzione T.V.P., sostegno.
  • Bendaggio multristrato: bendaggio effettuato mediante sovrapposizione di bende di vario tipo. In questo modo il bendaggio eseguito rimane fisso. La compressione esercitata va in maniera decrescente da caviglia 40 mmHg al ginocchio 17-18 mmHg. Può rimanere sulla ferita fino a 7 giorni in quanto garantisce un buon controllo sull’essudato prodotto. È controindicato in quei pazienti che mostrano microangiopatia diabetica. Gli strati sono così formati:
    • 1° strato: benda assorbente in viscosa, simile al cotone di Germania
    • 2° strato: benda in viscosa e cotone, che aiuta a consolidare il primo strato. È una benda ruvida che serve per far aderire meglio il 3° strato
    • 3° strato: benda elastica a lunga estensibilità e con pressione di 23 mmHg
    • 4° strato: benda coesiva flessibile. A causa dell’elevato contenuto di lattice è fortemente sconsigliata l’applicazione diretta sulla cute.

Gli effetti indesiderati

Se non effettuati correttamente i bendaggi possono portare ad una serie di effetti indesiderati come:

  • macerazione della cute sottostante
  • dermatite da contatto
  • emanare cattivo odore
  • reazioni allergiche
  • danno tissutale

Le calze elastiche

Quante volte ti è capitato di sentir parlare delle calze elastiche in prevenzione a patologie od in seguito ad interventi chirurgici? Ecco, le calze elastiche rappresentano una tipologia di bendaggio compressivo. Le calze elastiche a loro volta possono essere:

  • preventive: già dalla dicitura comprendi come il loro scopo sia preventivo, vengono utilizzate quando non sono presenti patologie e/o interventi chirurgici. Esercitato una pressione che va dai 12 ai 18 mmHg.
  • antitrombo: sono le calze deputate alla prevenzione del T.V.P. esercitano una pressione di 18 mmHg e sono utilizzate da prima dell’intervento fino a che non si ha una completa mobilizzazione. In caso di ulcere sono sconsigliate.
  • terapeutiche: sono le calze utilizzate in caso si edema e sono suddivise in 4 classi, a seconda della compressione che vanno ad esercitare:
  • classe 1 15-21 mmHg
  • classe 2 23-32 mmHg
  • classe 3 34-46 mmHg
  • classe 4 >49 mmHg

Il medico, in questo caso, fornirà le informazioni necessarie circa la pulizia della pelle e come indossare la calza.

Tutto quello che abbiamo detto fino ad ora, è sempre effettuato secondo direttive mediche. Sarà il medico a valutare quale bendaggio effettuare per una ferita, per un edema, per un intervento chirurgico, ecc valutando la situazione clinica di ogni paziente come patologie, stato di integrità della cute, della ferita, ecc.

Traumi o affaticamenti

Quante volte ci è capito di vedere in tv atleti con fasciature a gomiti, spalle, braccia, caviglia, ginocchia, ecc. spesso hanno i bendaggi per alleviare lievi traumi, minimizzando l’entità del dolore e diminuendo il rischio di peggioramento della situazione. Effettuando un bendaggio di questo tipo gli atleti possono continuare a svolgere le loro attività fisiche. Questo bendaggio per poter esercitare al meglio la sua funzione deve essere a stretto contatto con la pelle altrimenti non riesce a svolgere la sua funzione. Spesso vediamo anche dei nastri adesivi colorati applicati in alcuni punti, ecco questi sono i tape. Sono delle strisce elastiche in grado di fornire un fissaggio resistente. Vengono applicate mediante tecnica specifica da uno specialista che andrà a regolare la tensione per ottenere l’immobilizzazione desiderata senza impedire i movimenti dell’articolazione interessata.

Hai visto quante cose esistono? Sai, in questi casi bisogna sempre tener in considerazione che quando ci viene applicato un bendaggio preventivo non abbiamo ancora un infortunio e che abbiamo bisogno di prestare attenzione ai movimenti ed agli sforzi che andiamo ad eseguire.

Saranno sempre il medico con il supporto dello specialista a valutare la singola situazione e consigliando al meglio per la tua guarigione sia essa da trauma, da ferita, da intervento, ecc. Ricordati sempre di riferire gli eventuali farmaci che assumi e le patologie di cui soffri.

Fonti| Allergopharma; Manuale di Scienze Infermieristiche

Laureata in Farmacia presso la facoltà di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Milano. Tesi svolta presso il laboratorio di altro…
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