Il piccolo principe: il significato di un libro da rileggere a tutte le età

L’amicizia, più che gli affari. Il legame con una persona, invece che sapere quanto guadagna. Il piccolo principe non capisce come mai i grandi siano attratti da aspetti così noiosi dell’esistenza, mentre lui è forse più d’accordo con la volpe: bisogna correre il rischio di soffrire un po’ ed essere addomesticati, invece che vivere un’intera vita presi dal proprio lavoro. Ecco il significato del libro più famoso di Antoine de Saint-Exupéry.
Giulia Dallagiovanna 4 aprile 2019

Ci sono un principe, un pilota d'aerei e una rosa. Solo che il principe è piccolo, il pilota è appena precipitato nel deserto del Sahara e la rosa non è uguale a tutte quelle che la circondano. Il piccolo principe, il racconto scritto da Antoine de Saint-Exupéry nel 1943, invita a guardare l'essenziale, il significato più profondo di tutto quello che ti sta attorno, degli incontri che fai, degli oggetti che vedi. E quando avrai capito il verso senso dell'amicizia e dell'amore, allora ti sembrerà del tutto normale il legame fra un principe, una rosa e un pilota d'aerei.

Il protagonista viene da un'asteroide molto lontano e molto piccolo. È infatti l'unico essere umano ad abitarlo e deve prendersi cura di una rosa e controllare che il baobab non cresca troppo e non occupi tutto lo spazio a disposizione. Però un giorno il principe e il fiore litigano. La rosa infatti si prende gioco di lui e gli racconta di essere l'unica pianta di quel tipo nell'intero universo. Il piccolo principe, irritato, decide di partire e durante il suo viaggio per i pianeti incontrerà diversi personaggi: un re assetato di potere, un burocrate molto attento a seguire le regole, un ubriaco, un individuo molto vanitoso, un uomo d'affari convinto di possedere le stelle e un geografo, che sa molte cose, ma ne ignora il vero significato. Infine, arriverà sulla Terra. Qui troverà un serpente velenoso che parla sempre per enigmi, un fiore con tre petali e l'eco della sua stessa voce. Ma quella più importante è la conoscenza con il pilota d'arei perché sarà lui, poi, a raccontare tutta la sua storia.

Il significato più profondo di tutto il libro, però, non riguarda tanto i personaggi in sé, quanto il modo nel quale li guarda il protagonista. Non prova nessuna simpatia per un re o un uomo d'affari e non ha nessun interesse per i risultati che hanno raggiunto. Non capisce come facciano i grandi a essere attratti da questi aspetti noiosi dell'esistenza. È molto meglio ascolta la volpe, quando gli spiega che quando si viene "addomesticati", cioè quando ci si lega a una persona, si corre il rischio di soffrire un po'. Ma quello che conta davvero nella vita, non è quante cose si posseggono, ma quali rapporti si sono stretti con chi ci sta attorno. D'altronde non sono questo l'amore e l'amicizia? Non si rinuncia a una parte della propria libertà, correndo il rischio di farsi un po' male, per non perdere la bellezza di legarsi a una persona?

E così quella rosa era davvero l'unica, almeno per il piccolo principe che si era preso cura solo di lei ed era questa la differenza con tutti gli altri fiori. Solo che lei era un po' troppo vanitosa per ammettere di aver bisogno di lui e quindi preferisce attribuire la sua particolarità a un fatto del tutto marginale, come il suo aspetto esteriore. Ma un bambino lo capisce subito perché quella rosa o quella volpe o il suo amico sono speciali.

Ecco come mai potrà sembrarti una storia adatta ai più piccoli, ma in realtà è un racconto che piccolo, ti ci vuole far tornare. Per capire di nuovo quello che una volta sapevi benissimo e, cioè, cosa conta davvero nella vita.