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4 Novembre 2020
14:00

Il progetto del treno da Trento a Penia per una mobilità montana più sostenibile

La linea attraverserebbe le valli di Cembra, Fiemme e Fassa, favorendo una mobilità più sostenibile. L'associazione Transdolomites ha commissionato uno studio di fattibilità.

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Il progetto del treno da Trento a Penia per una mobilità montana più sostenibile
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Immagina una ferrovia che parte da Trento e sale su per le Dolomiti fino a Penia, dopo Canazei, passando per la Val di Cembra, la Val di Fiemme e la Val di Fassa: consentirebbe finalmente di lasciare a casa un po' di macchine e far respirare meglio le magnifiche montagne e i tanti paesi che le popolano, rendendo sostenibile la mobilità in una zona dal grandissimo appeal sia per le vacanze invernali sia per quelle estive. A questo ambizioso progetto ha iniziato a lavorare concretamente l'associazione Transdolomites, che la settimana scorsa ha incaricato lo studio tecnico Ibv Hüsler Ag di Zurigo di analizzarne la fattibilità.

Nel 2010 l'associazione ha istituito il Comitato promotore per la costruzione della ferrovia Trento-Cembra-Fiemme-Fassa, detta anche Ferrovia delle Valli dell'Avisio. Era una bella idea dieci anni fa, adesso è diventata una necessità per un'area, soprattutto quella delle valli di Fiemme e di Fassa, che nella stagione 2018-2019 ha ospitato oltre sette milioni di turisti, come ha scritto Il Dolomiti. Trovare una soluzione al traffico su gomma è oggi fondamentale sia a livello ambientale, che a livello logistico-organizzativo, perché gli ingorghi e le congestioni negli orari di punta rischiano di paralizzare le valli.

Per questo i temi chiave sono mobilità sostenibile e investimenti nelle rinnovabili. Lo studio di fattibilità commissionato da Transdolomites durerà almeno sette mesi, costerà circa 25mila euro e ha il duplice compito di calcolare i costi economici e l'impatto ambientale dell'opera. Costruire senza distruggere gli ecosistemi è la priorità, altrimenti si perderebbe l'intento sostenibile della ferrovia: anche per questo si cercherà di ripristinare il più possibile linee ferroviarie già esistenti, sia attive che in disuso. Al termine dell'analisi di Ibv Hüsler Ag, i risultati saranno presentati (l'anno prossimo) agli investitori, privati e pubblici. Il treno dell'Avisio si inserirebbe nel quadro di un panorama europeo che mira sempre più a promuovere il trasporto su rotaie (di merci e persone) come più sostenibile di quello sulle auto, e sarebbe utile tanto ai turisti quanto ai pendolari delle tre valli coinvolte.

Sono nato a Venezia, un posto magico, che tuttavia potrebbe diventare un simbolo dei danni della crisi climatica in cui viviamo. Da giornalista, ma anche da ottimista, voglio raccontare come possiamo combatterla, attraverso l’impegno della scienza e della gente. Ho collaborato con diverse testate, parlando di tutto, cercando di usare le parole come specchio per mostrare gli avvenimenti nel mondo, e non come sguardo personale da imporre. Mi piacerebbe andare ovunque, ma vorrei trovare un mezzo di trasporto sostenibile al cento per cento.