Il test del genoma può evitare la chemio alle donne con tumore al seno: da oggi sarà rimborsabile anche in Toscana

La risoluzione chiesta dalla commissione sanità è stata approvata all’unanimità. L’analisi del genoma sarà rimborsabile per tutte le donne toscane affette da tumore al seno. I test possono aiutare a capire quali pazienti possono evitare di sottoporsi alla chemioterapia evitando così trattamenti fisicamente devastanti che, spesso, non sono necessari.
Kevin Ben Ali Zinati 28 maggio 2020
* ultima modifica il 08/06/2020

Leggere gratuitamente il genoma per capire quando una donna con un tumore al seno può fare a meno della chemioterapia. Quando, dunque, potrebbe risparmiarsi un trattamento spesso devastante e dalle conseguenze fisiche non indifferenti per l’organismo garantendosi così una miglior qualità di vita. Dividere chi deve o può sottoporsi alle terapie da chi invece può evitarle rappresenterebbe, dall’altra parte, anche un risparmio per le sanità regionali. La Lombardia e la Provincia autonoma di Bolzano sono tra le “pioniere” della rimborsabilità dei test genomici per le donne affette da tumore al seno in Italia. Da oggi, però, anche la Toscana garantirà i test gratuitamente. È stata infatti approvata all’unanimità la risoluzione, presentata dalla commissione Sanità, che chiedeva di estendere a tutta la regione in modo omogeneo la rimborsabilità delle analisi del genoma.

Terapia non sempre necessaria

Una volta che in una paziente dovesse essere individuato un tumore al seno, la strategia standard per evitare la sviluppo di recidive prevede la somministrazione “doppia” di chemioterapia e terapia ormonale: eliminando le cellule tumorali si cerca di ridurre a zero le possibilità che queste possano riprodursi. Solo che la chemioterapia non sempre è necessaria, come nei casi in cui si tratti di tumori al seno positivi ai recettori ormonali in stadio precoce e a rischio intermedio.

E questa differenza nel tessuto ormonale è rilevabile con dei test genomici. Ovvero le analisi dell’espressione di alcuni geni specifici che regolano la crescita, l’invasività e la capacità di formare metastasi del tessuto tumorale. Distinguere la tipologia potrebbe evitare a molte donne di sottoporsi a una cura molto impattante per l’organismo: i test, infatti, sono in grado di fornire una previsione attendibile del rischio di recidiva.

Le novità in Regione

A breve, dunque, la “rivoluzione” arriverà anche in Toscana che dovrà quindi studiare la possibilità di inserire il test genomico nel tariffario regionale rendendolo disponibile a tutte le pazienti idonee. La richiesta era partita nei mesi scorsi da Toscana Donna, capofila di diverse altre associazioni regionali che si occupano di tumore al seno, e aveva trovato poi anche l’appoggio del presidente della commissione Sanità Stefano Scaramelli. Come sottolinea la nota della Regione, ora verrà promossa l’accessibilità al test garantendo sempre la parità di trattamento per tutte le donne, così da offrire la completa omogeneizzazione sul territorio della diffusione del test genomico gratuito, “affinché sia tutelata l’equità di trattamento sia per le prestazioni che per le offerte sanitarie”.

Fonti | Regione Toscana 

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