Il vaccino universale contro l’influenza è sempre più vicino

La direzione della ricerca in questo ambito è proprio quella di trovare un farmaco che possa essere valido anche per diversi anni e garantire una copertura più lunga dei sei mesi del farmaco che si usa oggi. Gli esperti della Georgia State University hanno tentato una nuova strada, che al momento sta dando buoni risultati sui topi.
Giulia Dallagiovanna 11 gennaio 2020
* ultima modifica il 11/01/2020

È da tempo che gli esperti provano a crearlo e ormai la direzione è questa: un vaccino universale contro l'influenza che protegga da tutti e tre i ceppi virali esistenti. Su Ohga ti avevamo già parlato dello studio dell'Università di Melbourne, nel quale si parlava di potenziare la reazione dei linfociti T. Ora però è dalla Georgia State University negli Stati Uniti che arrivano buone notizie: un farmaco brevettato da questi ricercatori avrebbe fornito uno scudo protettivo di lunga durata contro 6 genotipi, ovvero i maggiori sottotipi dei virus in circolazione, sul gruppo di topi impiegato durante la sperimentazione. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Advanced Healthcare Materials.

Se hai aderito anche tu all'ultima campagna vaccinale, saprai che il prodotto che hai assunto ti fornisce una copertura di sei mesi, ovvero per tutta la durata della stagione dell'influenza. Se però vorrai essere protetto anche il prossimo inverno, dovrai rifare la procedura. Inoltre, e forse di questa informazione non eri a conoscenza, il farmaco ti difende solo dai tre o quattro genotipi dei virus più diffusi quest'anno. I bersagli da colpire sono stati individuati sulla base di quello che si è verificato nell'emisfero australe, per il semplice fatto che lì freddo e relativi malanni arrivano prima.

L'idea invece è quella di sviluppare un vaccino che protegga contro i sottotipi più diffusi in media, al di là della singola stagione influenzale. In questo caso sono state prese in esame due proteine, l'M2 e l'Na. La prima è presente in tutti i virus, anche se non nella stessa identica versione, e la seconda si trova solo sulla superficie di alcuni, ma è tra le componenti che cambiano meno di frequente negli anni. E così è stato elaborato un farmaco che le contenesse entrambe: la Na infatti ricopre la M2.

Il nuovo vaccino contiene due proteine frequenti nei virus influenzali: l'M2 e l'Na

"Molti degli attuali vaccini non sfruttano la proteina Na, che sta diventando un antigene sempre più importante nella ricerca dei vaccini anti-influenzaleha spiegato Gilbert Gonzalez, tra i più importanti autori dello studio – Finora ci si è concentrati sulla proteina HA (emoagglutinina) perché è quella a cui reagisce il corpo. Ma mutando molto rapidamente, costringe a modificare ogni anno il vaccino".

Invece questa soluzione consentirebbe di utilizzare la stessa formulazione per diversi anni, senza dover indagare quali siano i sottotipi di virus che circolano durante una specifica stagione. Come ti dicevo, il vaccino è stato testato sui topi tramite iniezioni intramuscolari e ha dimostrato di funzionare. Se quindi le sperimentazioni dovessero continuare a dare risultati positivi, anche per quanto riguarda gli esseri umani, allora potremmo avere un'arma più pratica contro una malattia che non è da sottovalutare.

Fonte| "Double‐Layered M2e‐NA Protein Nanoparticle Immunization Induces Broad Cross‐Protection against Different Influenza Viruses in Mice", pubblicato su Advanced Healthcare Materials il 15 dicembre 2019

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