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19 Maggio 2021
13:00

In Abruzzo c’è un villaggio a misura di hobbit: intervista al suo ideatore

Gli Hobbit, creature fantastiche così come le loro dimore. In Abruzzo, vicino al borgo di Bucchianico, Nicolas Gentile, pasticciere appassionato di saghe fantasy, sta ricreando un villaggio dove sembrerà di vivere nella Contea, in un universo fatato e ricco di sorprese.

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In Abruzzo c’è un villaggio a misura di hobbit: intervista al suo ideatore
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"Credo che al giorno d'oggi gli Hobbit abbiano bisogno di essere in qualche modo descritti, dal momento che sono diventati rari e timorosi della Gente Alta, come ci chiamano." Queste parole potrebbero esserti familiari… Già, soprattutto se ti sei imbattuto nelle opere di J. R. R. Tolkien o nei film che ne sono stati tratti. "Lo Hobbit" è il titolo a cui seguirà la nota saga del Signore degli anelli. Ebbene, la celebre Contea, la regione da cui inizia il viaggio degli eroi, la terra di Frodo Baggins e di suo zio Bilbo è oggi realtà.

Sì, hai letto bene! In un piccolo borgo dell'Abruzzo, Bucchianico, c'è un posto magico con case piccine, misteriosi oblò e boschi ombreggiati. Un luogo nel quale ci guida Nicolas Gentile, di nome e di fatto vista la sua cortese apertura verso gli altri. Mettiti comodo e facciamoci raccontare tutto.

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Com'è nata la tua passione?

Era il 14 febbraio del 2000, ricordo il giorno e anche l'ora: era di pomeriggio, tra le 15 e le 17. Venne il tecnico a installarci il primissimo computer con la connessione ad Internet e, pochi minuti dopo, una delle prime cose che vidi fu un annuncio "The Lord of the Rings coming soon 2001". Seppi allora della saga cinematografica, e dei romanzi a cui era ispirata. Mi stupirono parecchio e, a tratti, quasi mi spaventai. Fino a quel momento non avevo mai letto qualcosa di mia spontanea volontà, ma solo tramite la scuola. Era davvero possibile che delle descrizione scritte potessero regalare sensazioni così forti? Da allora è stato amore per la letteratura, cresciuto sempre di più, fino a divorare pagine su pagine.

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Quando hai deciso di fondare il tuo villaggio?

Inizialmente volevo semplicemente una casa Hobbit per me e la mia famiglia. Oltre al lavoro in pasticceria, organizzo eventi a tema fantastico, attirando tantissime persone. Come il compleanno di Bilbo Baggins, che ho ricreato esattamente come nel lungometraggio di Peter Jackson. Alla fine ci siamo abbracciati tutti e abbiamo pianto, chi per malinconia, chi per felicità, chi perché non voleva più andarsene. È stato qualcosa di così emozionante, di mai provato prima, che molti mi hanno detto che avrebbero voluto rimanere lì per sempre insieme a me. Allora ho capito che avere un luogo del genere solo per me non era giusto, non sarebbe stato da vero hobbit e ho deciso di costruirlo per tutti. Non ero l'unico a essermi perso nella famosa Terra di Mezzo. Era ora di smettere di sognare, andando a concretizzare quel desiderio.

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Com'è la tua giornata tipo?

Non è poi così diversa da quella che fa chi abita qui, in maggioranza contadini. Il mio mestiere è molto hobbit, sempre a contatto con il cibo, i colori, i profumi. Dopo gli impegni mattutini, il pranzo e il pisolino pomeridiano, mi immergo nella Contea. O aggiusto una staccionata o zappo o invito gli amici. La sera per ora rientro a casa, nel centro storico del paese, ma presto spero di non dover più andare via e di rimanerci sempre.

Quali sono gli accorgimenti a cui hai dedicato più attenzione?

Persino l'architetto condivide la mia passione. L'aspetto complessivo sarà il più simile possibile a quello cinematografico, ma non uguale, altrimenti lederemmo i diritti d'autore. Stessa cosa per i nomi da usare.  Non c'è un intento economico, ovviamente per questioni burocratiche dovrò configurarlo come un'attività, ma non parlerò mai di clienti. Verranno a trovarci, venendo coinvolti in una serie di avventure. La mia presenza sui social vuole mettere in luce la parte umana del progetto. Rendiamo noto ogni step.

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Come ti vedi un domani insieme ai visitatori?

Mi stanno arrivando migliaia di messaggi, ma adesso non è ancora fattibile. Consiglio a tutti di aspettare, a settembre partirà un crowfunding. Mi immagino in futuro una folla oceanica anche se spero che sia spalmata nel tempo. A me piace conoscere le persone una ad una. La parte bella è scorgere nei loro occhi la meraviglia e sapere che sei tu il fautore.

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Chi ti accompagna in questo percorso?

Innanzitutto determinazione e coraggio, perché ci sono ostacoli da superare e bisogna essere fissi sull'obiettivo. I compagni più preziosi, insieme a mia moglie e ai miei figli che mi appoggiano in tutto e non vedono loro che sia completo. Non potrò mai ringraziarli abbastanza perché, nonostante il mio cuore sia sempre con loro, a volte son costretto a distaccarmi proprio e soprattutto per dedicarmi al progetto. Poi ci sono gli amici che mi aiutano e mi danno sostegno e tantissime persone che mi stanno supportando, anche in maniera totalmente gratuita.  Uno hobbit da solo non riesce a costruire un'intera Contea, un gruppo di hobbit invece sì.

Nato all’ombra del Vesuvio, ho sempre avuto la voglia di condividere con gli altri le mie scoperte, trovando ben presto nella scrittura la mia dimensione ideale. Alle scuole medie, la passione della mia professoressa di italiano e la visione di “Fortapasc” hanno trasmesso in me il “sacro fuoco” del giornalismo, dopo essermi dedicato soprattutto a racconti e poesie. Dalle redazioni scolastiche alle testate nazionali, ho alle spalle un percorso decennale di collaborazioni e tirocini tra Napoli, Roma e Milano in agenzie di stampa, periodici, giornali online, televisioni e web tv. Nel 2013 ho preso il tesserino di pubblicista e dal 2018 sono giornalista professionista. Intanto, spinto da un approccio metodico e razionale, mi dirigevo inizialmente verso studi di fisica e scienze dei materiali, per scegliere poi una formazione umanistica. Nel 2015 mi sono laureato in Filosofia proseguendo con un master in Giornalismo e una magistrale in Editoria e culture della comunicazione e della moda. Nei miei articoli racconto storie di impegno sociale e progetti di innovazione sostenibile: le scelte quotidiane di ciascuno, unite insieme, possono salvare il mondo. Credo che per stare bene con le altre persone, dovremmo essere innanzitutto in armonia con noi stessi. Le mie oasi di tranquillità? I parchi pieni di verde, le rive dei laghi e l’aria pulita delle zone di montagna. Mi piace esplorare mondi diversi dal mio: il volontariato mi ha insegnato a conoscere le esperienze di altre persone, la lettura a osservare la realtà attraverso le pagine di romanzi storici e fantasy, di saggi psicologici e manuali di comunicazione.