La bicicletta è il mezzo di trasporto ideale per la Fase 2: ma bisogna favorirne l’utilizzo nelle città

Non inquinano, non generano assembramenti e permettono di stare all’aria aperta: le biciclette sembrano il mezzo di trasporto perfetto per la ripartenza.
Gianluca Cedolin 21 Aprile 2020

Finalmente abbiamo iniziato a pensare alla Fase 2, pur sapendo che non siamo ancora fuori dall’emergenza, e che dobbiamo procedere con cautela. Quando ricominceremo a spostarci, come ci muoveremo? Nei mezzi di trasporto pubblico, per evitare gli assembramenti, saranno probabilmente contingentati gli ingressi, potenziando le corse o scaglionando gli orari di inizio lavoro e scuola per evitare affollamento all’ora di punta. Ma muoversi in solitaria potrebbe essere, almeno all’inizio, sicuramente meno rischioso. E qui siamo di fronte a un bivio: chiuderci tutti, da soli, nella nostra macchina, ricominciando a inquinare, o cogliere la palla al balzo per modificare finalmente le nostre abitudini e incominciare a pedalare?

Oltre a essere il mezzo di trasporto ideale per un futuro green e sostenibile, la bicicletta sembra essere perfetta per la Fase 2, visto che si sta all’aria aperta e lontano da tutti. Ma, tuttavia, servono interventi importanti per permettere ai ciclisti di pedalare in sicurezza, visto che in Italia gli spazi ciclabili sono ancora troppo pochi, e spesso siamo costretti a pedalare a bordo strada, con le auto che ci sfrecciano vicine. Per questo, lanciando l’idea di rendere la bicicletta elettrica il mezzo per risolvere il sovraffollamento del trasporto pubblico, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha evidenziato l’esigenza di migliorare i percorsi per biciclette.

E infatti in poco tempo ha raggiunto le 3mila firme la petizione su Change.org Spazio ai pedoni e alle biciclette a Milano per la Fase 2!. Nella presentazione della petizione si legge che Milano «deve continuare a funzionare e deve garantire a tutti di spostarsi. In particolare, i giovani arrivati negli ultimi anni a Milano non possiedono l’auto». I promotori si augurano che Milano non venga riportata «indietro di dieci anni», e che si presti attenzione all’aria che respiriamo.

Un’idea potrebbe essere quella di incentivare l’acquisto di biciclette, normali o a pedalata assistita, attraverso dei bonus. Oppure bisognerebbe implementare la flotta di e-bike e biciclette in sharing. Che gli italiani abbiano sposato un futuro ecologico sulle due ruote, intanto, lo dicono i dati: secondo Confidustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori), nel 2019 sono state vendute oltre 1,7 milioni di biciclette, con un aumento del 7% rispetto al 2018.

Floridissimo il settore delle biciclette elettriche, che ha registrato un +13%, passando da 173mila a 195 pezzi venduti; ma anche le vendite di biciclette normali sono tornate a crescere. In tutto, il mercato vale, alla vendita, 1,35 miliardi in Italia. Con la speranza che la crisi del Covid-19 sia un’occasione per agevolare la smart mobility.