La cover per smartphone in pelle umana artificiale: ha senso migliorare così il rapporto con la tecnologia?

L’aspetto non è dei più belli, ma se può in qualche modo migliorare il rapporto che abbiamo con i devices elettronici che ormai governano le nostre vite, tanto meglio. L’originale idea è di un dottorando francese in Telecomunicazioni. Così nasce Skin On Interface.
Gaia Cortese 4 gennaio 2020

Può una cover smartphone in pelle umana artificiale migliorare la qualità del rapporto tra l'essere umano e la tecnologia? Ci ha provato un dottorando francese in Telecomunicazioni, Marc Teyssier, inventando la Skin On Interface, una speciale cover composta da due strati di silicone e uno di elettrodi, in grado di riconoscere i più comuni gesti di interazione umana: da una carezza a uno schiaffo, dal solletico a un pizzicotto.

"Skin On Interfaces sono una serie di interfacce che sembrano pelle agli occhi e al tatto ma che possono essere usate sui più comuni dispositivi – ha spiegato Marc Teyssier -. Quando comunichiamo con altri umani durante una conversazione faccia a faccia usiamo qualche volta il tocco per trasmettere emozioni. Accarezziamo, facciamo il solletico: interagiamo con la pelle come fosse un’interfaccia".

Skin On Interface è una serie di interfacce che alla vista e al tatto sembra pelle umana, e può essere usata su diversi dispositivi; è disponibile sia nella versione classica rosa che in quella ultra realistica con tanto di pelle d’oca, per rendere l’esperienza ancora più stimolante.