La scienza sta lavorando a un vaccino anti-tumore e i primi risultati sono molto incoraggianti

Il trattamento, la cui realizzazione porta la firma di ricercatori italiani, si è dimostrato in grado di potenziare la risposta dell’organismo trasportando le informazioni per fargli riconoscere e attaccare le cellule tumorali. Allo stesso tempo, è stato capace anche di migliorare l’efficacia delle terapie immunoterapiche somministrate.
Kevin Ben Alì Zinati 12 Agosto 2022
* ultima modifica il 12/08/2022

La nuova frontiera nella lotta contro i tumori? Un vaccino. Un farmaco, cioè, in grado di trasportare con sé le istruzioni per addestrare il tuo sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali.

Un trattamento dunque capace di potenziare la risposta del tuo organismo e, allo stesso tempo, di migliorare l’efficacia dei farmaci immunoterapici abbattendo i rischi di fenomeni di farmaco-resistenza.

Tutto questo rappresenta il vaccino anti-cancro messo a punto da un team di ricercatori italiani del laboratorio Armenise-Harvard di immunoregolazione dell’Italian Institute for Genomic Medicine presso l’Irccs FPO di Candiolo.

Descritto sulle pagine della rivista Science Translational Medicine, il nuovo vaccino sfrutta le potenzialità di un adenovirus di gorilla reso innocuo per l’organismo umano e possiede una doppia azione.

Da un lato agisce eliminando la proteina Pd1, quella che rallenta la controazione del tuo organismo contro le cellule tumorali, fino addirittura a bloccarla. Sfruttando le capacità di traghettatore dell’adenovirus di gorilla, il vaccino poi è addestrato anche a trasportare diverse cellule tumorali che, come una sorta di falso bersaglio, attirano e orientano la risposta del sistema immunitario.

In questo modo il sistema immunitario riconosce le molecole “estranee”, può attivarsi e combatterle.

Il team di ricercatori italiani ha poi scoperto che il vaccino sarebbe anche in grado di aumentare alcune cellule immunitarie: si tratta delle CD8+, una particolare popolazione di linfociti deputati all’identificazione e all’eliminazione di cellule infettate da virus o di quelle tumorali.

Il vaccino è stato analizzato all’interno di uno studio clinico che ha coinvolto 12 pazienti colpiti da un sottotipo di tumore del colon già in fase metastatica.

Tutti e 12 insieme al vaccino hanno ricevuto anche un farmaco immunoterapico (un inibitore dei checkpoint immunitari) e quasi tutti hanno risposto bene al trattamento. L’efficacia della combinazione terapeutica in alcuni casi è durata anche due anni.

Come ha spiegato Luigia Pace, direttrice del laboratorio di immunoregolazione Armenise-Harvard, in una recente intervista, “il trattamento è già all'esame dell'Agenzia italiana del farmaco per l'autorizzazione e l'auspicio è che possa presto essere disponibile per i malati. Vari istituti italiani, tra cui il Candiolo Cancer Institute, sono pronti ad avviare la sperimentazione clinica dopo l'ok dell’Aifa”.

Fonte | "Adenoviral-based vaccine promotes neoantigen-specific CD8+ T cell stemness and tumor rejection" pubblicata il 10 agosto 202 sulla rivista Science Translational Medicine ; Nouscom

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