La silenziosa protesta dei russi all’invasione dell’Ucraina su una pagina Instagram

Piccoli manufatti realizzati con stoffa, plastilina, fil di ferro e argilla, disseminati per le vie di Mosca e San Pietroburgo per protestare contro la guerra. Un modo creativo per esprimere il proprio dissenso, che prende forma anche su un profilo Instagram con quasi 7mila follower.
Gaia Cortese 5 Maggio 2022

Alcuni sono colorati di giallo e blu, come i colori della bandiera ucraina. Altri espongono simboli pacifisti o le scritte "Peace", “Stop War”, "Peace & Love". Omini e animaletti stilizzati che compaiono in ogni angolo nascosto della città: su un marciapiede, tra i fiori di un'aiuola, su una panchina o ai pedidi di un monumento.

Sono delle piccole figure realizzate con plastilina, stoffa, argilla o fil di ferro disseminate lungo le vie cittadine di Mosca e San Pietroburgo. È la protesta silenziosa che i civili russi stanno portando avanti per dimostrare il proprio dissenso alla guerra in atto.

La “piccola” protesta, che è stata riportata dalla rivista online The Moscow Times, uno dei pochi organi di informazione indipendente ancora non censurato dal regime di Putin, oggi può contare su quasi settemila sostenitori, o forse anche di più. Ma di sicuro quasi settemila sono i follower del profilo Instagram malenkij piket (“piccola protesta”) che raccoglie le foto dei piccoli manufatti realizzati contro la guerra.

Dal momento che  fino ad oggi sono stati quasi 15mila gli arresti di manifestanti scesi in piazza per gridare il loro dissenso all’invasione dell’Ucraina, e che il solo nominare la parola guerra o invasione può portare alla condanna a fino 15 anni di carcere, la protesta dei cittadini russi che hanno preso le distanze da Putin, hanno trovato questo modo per protestare, forse prendendo spunto da altre proteste del passato in modalità  "silenziosa".

Basta pensare all’inizio degli anni Ottanta alla Rivolta degli Gnomi nella cittadina polacca di Wrocław. In quell’epoca, infatti, la Polonia era governata dal regime comunista. Gli oppositori del regime esprimevano il proprio dissenso con scritte e slogan sui muri della città che il regime eliminava prontamente ricoprendole di vernice nera. Il movimento di protesta “Alternativa Arancione” iniziò così a disegnare degli gnomi sopra quella vernice che copriva le loro scritte di protesta.

Un modo alternativo per rispondere alla repressione, ma soprattutto per raccogliere un ampio consenso tra la popolazione. Cosa che sembra essere sempre più evidente anche nella piccola, ma grande, protesta dei cittadini di Mosca a San Pietroburgo.