Lauren Potter e la sua determinazione: sarebbe stata cheerleader e attrice (anche con la Sindrome di Down)

Voleva danzare e recitare. Voleva essere una cheerleader. E alla fine ci è riuscita. Lauren Potter ha recitato nella serie tv Glee per sei stagioni consecutive nel ruolo di Becky Jackson, una cheerleader… con la Sindrome di Down.
Gaia Cortese 16 agosto 2019

Voleva così tanto fare la cheerleader che alla fine ci è riuscita, se pur recitando in una serie televisiva. Peccato che la serie tv in questione fosse Glee, e che abbia riscosso un tale successo da essere trasmessa per sei stagioni consecutive negli Stati Uniti (dal 2009 al 2015) da Fox.

Lei è Lauren Elisabeth Potter e, a vent'anni appena compiuti (è nata il 10 maggio 1990), è un modello di comportamento per le persone con e senza disabilità. Il tema delle disabilità c’entra perché a Lauren Potter è stata diagnosticata la Sindrome di Down alla nascita e fino all’età di due anni non è riuscita a muovere neppure un passo. Ma non appena lo ha fatto, ha iniziato a frequentare una scuola di danza e di recitazione e chi l’ha sempre incoraggiata a seguire la sua grande passione è sempre stata la madre.

Se hai una disabilità continua a impegnarti più che puoi. A ogni costo.

Lauren Potter

Lauren frequenta poi la Riverside Polytechnic High School e qui partecipa ad un’audizione per entrare nella squadra di cheerleader della scuola, purtroppo senza riuscirci. Ironia della sorte, un anno dopo, le si presenta l’occasione per riprovarci, questa volta per finzione perché si tratta di un provino televisivo: si presenta e ottiene il ruolo di una ragazza che fa la cheerleader nella serie tv Glee. Tra tutte le tredici ragazze che si sono presentate per il ruolo, i produttori della serie televisiva musicale hanno scelto proprio lei. Il suo personaggio è Becky Jackson, e sarà presente in tutte e sei le stagioni di Glee.

Una vera soddisfazione sotto tutti gli aspetti perché non solo Lauren può finalmente recitare (la sua passione fin da piccola insieme alla danza) e fare la cheerleader come aveva sempre voluto fare, ma i suoi stessi coetanei, alcuni dei quali l’avevano ridicolizzata in passato in alcuni episodi di bullismo, improvvisamente hanno il suo poster attaccato in camera. E Lauren Potter lo sa: “Sono contenta che adesso mi vedano come io mi sono sempre vista”, perché lei non ha mai smesso di credere nelle proprie capacità e non ha mai visto la Sindrome di Down come un ostacolo o un limite a quello che poteva e voleva raggiungere.

Nel novembre del 2011 viene nominata da Barack Obama nel Comitato Presidenziale per le persone con disabilità intellettive. Stringe poi una partnership con AbilityPath, tanto da comparire anche in uno spot contro il bullismo, e collabora anche alla campagna "Spread the word to end the Word" contro l'emarginazione. Oggi Lauren Potter non è più solo un'attrice, ma viaggia e tiene discorsi in tutta America, ed è un esempio per tutti.