video suggerito
video suggerito
18 Gennaio 2023
11:30

Lavorare a maglia è una terapia (da fare in gruppo): ecco spiegato il successo dei knit café

Perché sferruzzare in compagnia fa stare così bene? Ce lo spiega Rosanna Bassani, insegnante e designer di maglieria, che organizza lezioni e corsi per imparare a lavorare a maglia, scambiando anche quattro chiacchiere.

239 condivisioni
Lavorare a maglia è una terapia (da fare in gruppo): ecco spiegato il successo dei knit café
Immagine

Una maglia a diritto, una maglia a rovescio e soprattutto il piacere di chiacchierare mentre si sferruzza. Lavorare a maglia è un’attività appassionante e se lo si fa in compagnia, all’ora dell’aperitivo o davanti a un tè con pasticcini, meglio ancora.

È per questo che da diverso tempo spopolano i knit café, luoghi dove gli appassionati di lavoro a maglia possono incontrarsi e dedicarsi al proprio hobby in compagnia di persone che condividono la stessa passione e, secondo un sondaggio del brand We are knitters, la maggior parte dei fan del lavoro a maglia si concentra a Milano, seguita da Genova e Torino. Proprio nel capoluogo lombardo, infatti, sono in continuo aumento i luoghi messi a disposizione di chi vuole incrociare i ferri in compagnia.

In via Buonarroti, per esempio, Sferruzzamente offre corsi per chi è alle prime armi e per chi invece vuole migliorarsi approfondendo alcune tecniche, mentre all’ombra degli alberi di acacia di via Ampere, c’è Lana di miele, un knit garden bar dove si lavora a maglia e all’uncinetto in un “giardino urbano", dove far tacere tutto il "ronzio" della routine quotidiana.

L’idea del knit café è ripresa anche dalla merceria Zucchero filato di via Tunisia, dove abbiamo incontrato Rosanna Bassani, trent’anni di esperienza nel lavoro a maglia e all’uncinetto, che sono diventati il suo lavoro principale tra negozi di filati, scuole e associazioni.

“Il mio knit café? In verità tengo lezioni in vari luoghi, non ho un luogo fisso, ma il mio obiettivo è quello di riuscire a personalizzare quelli che sono dei corsi collettivi, perché possano andare incontro alle esigenze di ciascun allievo. Così, dalle prime lezioni si può iniziare a operare su alcuni campioni e imparare i punti base fino a realizzare un capo vero e proprio, scelto dallo stesso allievo – spiega Rosanna Bassani -. È senza dubbio un lavoro collettivo: ogni allievo viene stimolato anche dai lavori altrui, dalle spiegazioni e dai consigli rivolti agli altri; sono infatti convinta che tanti cervelli insieme ragionino molto meglio che se presi singolarmente".

Immagine

“Ritrovarsi a lavorare ai ferri è una boccata di ossigeno, un momento di puro piacere puro. Le persone arrivano rilassate perché in fondo si tratta di un hobby, non ci sono voti o esami, e poi per tante di loro è quasi una terapia – continua Rosanna -. È un momento creativo che aumenta l’autostima perché dal nulla si può creare un prodotto utile e bello, che hai voluto tu, e poi c'è il movimento ripetitivo delle mani che è come un mantra che invita a rilassare la mente".

I knit café possono essere diversi l'uno dall'altro, ma non è un caso che in ogni occasione, incontro dopo incontro, vengano a crearsi rapporti umani belli e profondi. Non è raro, infatti, che alcune allieve diventino vere e proprie amiche nella vita, che trascorrano insieme le vacanze e passino del tempo insieme a prescindere dal corso di maglia.

"Le chiacchiere tra donne sono meravigliose, perché tra loro riescono ad aprirsi molto facilmente e forse un aspetto positivo dello sferruzzare e che ti lascia labbra e testa molto libere, questo contribuisce alla socialità tra persone – spiega Rosanna -. Mi capitano molte donne operate di recente al tumore al seno che ritrovano il piacere di stare insieme, donne che hanno subito maltrattamenti o donne che sentono la solitudine. Ovvio, non si tratta di fare una seduta dallo psicologo, ma questa cosa fa davvero bene".

Con il segno zodiacale dei Gemelli, non potevo avere come unica passione quella della scrittura. Al piacere di spingere freneticamente tasti sul computer ho così aggiunto nel tempo l'interesse per il rispetto dell'ambiente e la salvaguardia degli animali, la passione per l'eco-design e tutto ciò che è bioarchitettura. Lo slancio di stupore che provo ogni volta che un progetto di verde urbano rende più bella la mia città, mi spinge a coltivare ancora più piante e fiori sul terrazzo di casa (ma mi definisco ancora un pollice verde in erba). Giornalista e mamma di due adorabili pesti, quando non lavoro o quando il piccolo di casa fa il suo sonnellino pomeridiano, cerco di ritagliarmi del tempo libero scegliendo tra le seguenti opzioni: un'ora sul campo da tennis, una camminata nel verde, venti minuti di Reiki o una pila di riviste di arredamento da sfogliare in solitudine.