Lavorare solo 4 giorni a settimana può aumentare la produttività (e soprattutto il tuo benessere)

E se il tradizionale weekend passasse da due a tre giorni? Lo ha permesso Microsoft ai suoi dipendenti che nel mese di agosto hanno potuto godere dei weekend lunghi rimanendo a casa dall’ufficio anche il venerdì. Ciò che ne è risultato è che non solo migliora l’umore dei lavoratori, ma anche ne beneficiano le vendite e la produttività.
Gaia Cortese 6 novembre 2019

Tra i tanti decaloghi Ohga, non poteva mancare quello dedicato alle 10 buone ragioni per prenderti un day off dall’ufficio: tiene lontano lo stress, mette di buon umore, fa stare meglio. Ma al secondo punto del decalogo ti accennavo accennavo anche alla migliore produttività sul lavoro dopo il rientro in ufficio. Ebbene, se ne è accorto anche il colosso della Microsoft, che in Giappone ha testato la settimana di lavoro di 4 giorni, anziché di 5.

Così lo scorso agosto, i 2.300 dipendenti della sede di Tokyo, aderendo all’iniziativa “Work Life Choice Challenge”, hanno lavorato un giorno in meno e goduto dei cosiddetti weekend lunghi: venerdì, sabato e domenica a casa. Quello che ne è risultato è sorprendente.

Secondo quanto riportato dall’azienda stessa, durante il periodo del test la produttività, misurata in termini di vendite per dipendente, è aumentata del 39,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Merito probabilmente di alcuni processi di snellimento, come la riduzione delle riunioni in azienda o la diminuzione di alcuni costi aziendali fissi, dal consumo della carta all’energia elettrica consumata, ma probabilmente anche lo stato d’animo dei dipendenti ha avuto il suo peso.

La settimana lavorativa corta ha sicuramente consentito ai dipendenti un periodo più lungo per riposarsi e per ricaricarsi di energia, e quindi per tornare in ufficio più motivati che mai. Non sorprende quindi che il 92,1% dei dipendenti abbia dichiarato di apprezzare molto la settimana lavorativa di quattro giorni e, visti i risultati dell'esperimento, Microsoft sta già pensando di ripetere il test nei prossimi mesi invernali.

Che si inauguri un nuova epoca per impiegati e dipendenti? Forse sì. Anche in alcuni Paesi dell’Europa si è deciso di cambiare rotta. In Svezia, per esempio, per alzare il "tasso di felicità" generale, è stata introdotta la possibilità di una riduzione dell'orario lavorativo: 6 ore al giorno anziché 8 in tutti gli uffici pubblici e nelle aziende. Il risultato è che non solo sono diminuiti i casi di depressione, ma anche le assenze per malattia, con un notevole beneficio per la sanità pubblica.

E in Italia? Secondo quanto riporta l’Huffington Post in Italia continuiamo a lavorare mediamente 40 ore a settimana con 6 milioni di disoccupati. Se lavorassimo 36 ore a settimana, 3 milioni di disoccupati probabilmente potrebbero avere un posto di lavoro. E forse saremmo tutti un po’ più felici.