Le microplastiche che non ti aspetti: dalla tisana rilassante all’abitudine di lavarsi i denti

Delle microplastiche ne parliamo in continuazione. Minuscoli frammenti di polietilene che colpiscono ambiente e salute delle persone, che hanno origine praticamente da qualunque cosa. Così, anche le tue abitudini apparentemente innocue possono trasformarsi in veri e propri nemici del Pianeta.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
4 novembre 2019

Da quando esiste la plastica ci sono sempre state, hanno sempre colpito noi e l’ambiente, tuttavia abbiamo iniziato a notarle solo di recente. Le microplastiche, ormai lo sappiamo, sono ovunque. Nel mare, in alta montagna, nei nostri alimenti e quindi nei nostri stomaci, addirittura nei nostri polmoni. E le origini di queste nano particelle dalle dimensioni più piccole di 5 millimetri sono le più disparate. Dalle più conosciute microfibre derivanti dai vestiti low cost che laviamo in lavatrice, alle parti di plastica più grandi che si disgregano, fino ai tappi delle bottiglie di plastica che rilasciano minuscoli frammenti ogni volta che vengono aperti e il sale da tavola. Eppure devi sapere che alcuni oggetti “nemici del Pianeta” da cui le microplastiche possono staccarsi liberandosi nell’ambiente circostante e raggiungendo la fauna selvatica, il nostro corpo e l’ambiente intero, possono essere anche oggetti a cui non penseresti mai. Come le bustine di the e tisane oppure le cialde del caffè o ancora il dentifricio con cui ti lavi i denti. D’altronde, deve pur esserci una ragione se da alcuni studi è emerso che ingeriamo in media l’equivalente di una carta di credito ogni settimana. Ma vediamo insieme alcuni degli insospettabili nemici del Pianeta che sprigionano quotidianamente milioni di microplastiche.

The e tisane

Difficile farci caso se non se ne è consapevoli, eppure solo la tisana che ti prepari la sera prima di andare a dormire è in grado di rilasciare una quantità inimmaginabile di microparticelle in plastica. L’hanno scoperto e confermato i ricercatori della McGill University di Montreal, in Canada, in una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Science and Technology a fine settembre 2019. Nel corso della ricerca, gli studiosi hanno verificato che in un una sola tazza di the bollente, una sola bustina in nylon o in Pet (polietilene tereftalato) è in grado di rilasciare almeno 11,6 miliardi di microparticelle (di dimensione quindi maggiore a 100 nanometri), e 3,1 miliardi di nanoparticelle (dimensione minore di 100 nanometri). Una quantità enorme di plastica, che viene quasi totalmente ingerita e assimilata dal nostro organismo finendo in seguito in circolo nell’ambiente.

Caffè

La moka, ormai si sa, è il metodo di preparazione di caffè più ecologico in assoluto. Niente plastica, niente parti monouso, solo una sciacquata veloce prima di mettere la miscela nel il filtro. Eppure, sempre più persone tendono a usare le cialde monouso da inserire nella comoda macchinetta automatica invece di attendere quei cinque minuti che la moka inizi a fare il suo gorgoglio sommesso. Il problema è che le capsule di ecologico non hanno proprio niente. Innanzitutto sono monouso, producono rifiuti indifferenziati in enorme quantità. Inoltre, la compressione iniziale a cui la cialda viene sottoposta comporta uno sprigionamento di metalli, ftalati e microplastiche che finiscono inevitabilmente dentro il nostro caffè. Ciò che inizialmente poteva essere considerato soltanto un’ipotesi, in realtà è stato verificato in uno studio del 2017, Phthalates and heavy metals as endocrine disruptors in food: A study on pre-packed coffee products, condotto da alcuni ricercatori italiani che hanno verificato la presenza in questi piccoli pacchettini di caffè di sostanze come appunto ftalati e metalli.

Dentifricio

Anche una semplicissima eppure irrinunciabile abitudine come quella di lavarsi i denti può essere dannosissima per l’ambiente, se portata avanti con l’utilizzo di prodotti carichi di microplastiche. Come le creme esfolianti, alcuni cosmetici e alcuni tipi di dentifricio, quel dentifricio che promette denti bianchissimi grazie alla presenza di micro sfere che finiscono poi nello scarico del lavandino e quindi nell’oceano. Secondo l’Unep, infatti, in Europa i cittadini rilasciano ogni giorno 74 tonnellate di microplastiche solo lavandosi i denti.

Questo articolo fa parte della rubrica
Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…