L’imperfezione oltre ai filtri: come i nostri volti stanno diventando tutti uguali

Usiamo tutti i filtri che ci aiutano a rendere una foto più bella, soprattutto quando il soggetto ritratto siamo noi stessi. Ma in questo modo non rischiamo di rendere standard proprio quei tratti che dovrebbero distinguerci gli uni dagli altri? Non stiamo rinunciando a parte della nostra identità? Questa riflessione è al centro del progetto Volto Manifesto, di Lorella Zanardo e Cesare Cantù.
Giulia Dallagiovanna 12 Maggio 2021

Un selfie, qualche filtro per correggere i dettagli che non ti piacciono e la foto è pronta per essere condivisa sui social. Magari ti sei tolto un po' di occhiaie, hai reso le labbra un pochino più carnose o eliminato quella macchiolina che proprio non ti piace. E questa sequenza di azioni la ripetono migliaia, anzi milioni di utenti ogni giorno. Con lo stesso identico scopo: vedersi più belli in foto. Ed è, nei fatti, un desiderio innocente, perseguito da secoli visto che pure nei ritratti si cercava di migliorare i volti delle persone secondo i canoni di bellezza in vigore. Solo che oggi si è evoluto in un sistema molto più amplificato e "standardizzato", al punto stiamo rischiando di annullare ogni difetto nella ricerca di una perfezione che ci rende tutti incredibilmente uguali. È proprio questo fenomeno a essere al centro del progetto "Volto Manifesto", di Lorella Zanardo e Cesare Cantù.

L'idea non è tanto quella di giudicare, quanto di capire un fenomeno che ci riguarda tutti e che ci investe senza che nemmeno ce ne rendiamo conto. Eppure, se cominci a dare uno sguardo alle varie bacheche o alle foto che i tuoi amici postano, ti accorgerai che piano piano tendiamo a mettere in risalto sempre gli stessi tratti. E così, tutti ora possiamo avere delle labbra carnose, dimenticarci della cellulite, cancellarci qualche ruga. Con i medesimi filtri, per forza di cose tutti uguali. Eliminando però proprio quei tratti che ci rendono unici, distinguibili e riconoscibili gli uni dagli altri.

Volto Manifesto esplora questo nuovo mondo in un documentario di venti minuti, che non potrai trovare online, ma solo guardarlo in diretta streaming nei due eventi già programmati: il primo è previsto per stasera alle 20:30, mentre il secondo per sabato 15 maggio alle 18:00, sulle pagine Facebook Il Corpo delle Donne e Nuovi Occhi per i Media, sul profilo Twitter e Instagram di Lorella Zanardo.

A distanza di anni dal precedente documentario, "Il Corpo delle Donne", questo progetto, accompagnato anche da un decalogo, si concentra invece sul volto. D'altronde, se ci pensi, è la tua vera carta d'identità, la prima cosa che l'altra persona vede di te. Ma per renderlo davvero unico non possiamo rinunciare alla naturalezza, costituita per forza di cosa da imperfezioni, da cicatrici o difetti che raccontano la tua storia. Quella parte di te più interessante da conoscere.

Credits photo: in copertina la locandina di "Volto Manifesto"