L’opera lirica ha la meglio sul caffè espresso: ora è candidata come patrimonio culturale immateriale Unesco

Un’eccellenza del Paese che non poteva essere ignorata dal Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Così la candidatura dell’opera lirica italiana, come patrimonio culturale immateriale, è stata accettata.
Gaia Cortese 31 Marzo 2022

Lo ha annunciato l'Unesco sul proprio sito:la candidatura dell'opera lirica italiana come patrimonio culturale immateriale italiano per il ciclo 2023 è stata accettata.

Per valutare le candidature ricevute, lo scorso 29 marzo si è riunito in modalità telematica, il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, sotto la presidenza di Franco Bernabè. tra le candidature italiane compariva anche il caffè espresso (presentato come "caffè italiano espresso tra cultura, rituali, socialità e letteratura nelle comunità emblematiche da Venezia a Napoli"), ma nonostante il dossier con cui è stato presentato sia stato molto apprezzato dai membri del Direttivo, ad avere la meglio è stata l'"l'arte italiana dell'Opera lirica".

Come patrimonio culturale, infatti, non ci si limita solo ai monumenti e alle collezioni di oggetti di valore, ma anche tutte quelle espressioni orali, arti dello spettacolo, pratiche sociali, opere di artigianato, riti e feste, che danno vita a una tradizione. Il patrimonio culturale immateriale diventa quindi fondamentale per mantenere una diversità culturale di fronte alla globalizzazione contemporanea, pertanto deve essere tutelato.

Nata dall’evoluzione del linguaggio italiano nel 17esimo secolo, prima nell’Italia Centrale poi in tutta la penisola e poi ancora all’estero, l'opera lirica ha sempre avuto una funzione di aggregazione sociale. L'emigrazione di cantanti lirici e di produttori teatrali ha consentito la diffusione e la condivisione di competenze musicali e letterarie in tutto il mondo, mantenendo sua identità originale.

"È un riconoscimento dovuto a un’eccellenza del Paese che ha fatto conoscere in tutto il mondo la nostra lingua e il nostro patrimonio storico . Un settore che poi è stato duramente colpito dalla pandemia: ripartiamo da qui, dai teatri, dalle accademie e dai conservatori – ha commentato su Corriere.it la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni -. Per i professionisti e gli operatori del settore, per tutti gli appassionati di musica e delle arti dello spettacolo, per l’Italia intera oggi è una giornata tanto importante quanto attesa".