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1 Agosto 2021
11:00

Madrid si veste di verde: intorno alla città sorgerà una foresta urbana lunga 75 chilometri

Sono pronti per partire i lavori per la realizzazione del "Bosque Metropolitano", che si estenderà per oltre 600 ettari e funzionerà da raccordo per le aree verdi già esistenti. Con questo progetto l'amministrazione di Madrid punta a ridurre l'inquinamento atmosferico e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

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Madrid si veste di verde: intorno alla città sorgerà una foresta urbana lunga 75 chilometri
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Una cintura verde per Madrid. No, non stiamo parlando di karate, ma dell'ambizioso piano di forestazione urbana che cambierà il volto della capitale spagnola. Un anello fatto di 450 mila nuovi alberi, lungo 75 chilometri, che occuperà una superficie di 600 ettari  e ridurrà l'impatto delle emissioni inquinanti.

Madrid infatti vuole dare un importante segnale in chiave di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici e il "Bosque Metropolitano" si propone come una soluzione nature-based che anche le grandi città italiane dovrebbero prendere a modello. Del resto, sappiamo bene che gli alberi sono dei preziosi alleati nella lotta contro i cambiamenti climatici, per l'appunto, e che gli spazi verdi contribuiscono al benessere di una comunità.

Lo scorso marzo l'amministrazione comunale ha reso noti i progetti vincitori del concorso internazionale (una "call for ideas" come si direbbe in gergo) bandito l'anno scorso e a settembre dovrebbero partire i primi lavori. Si prevede che il Bosque Metropolitano venga realizzato in 12 anni, per un costo complessivo di 77 milioni di euro.

Gli obiettivi sono molteplici: migliorare la qualità dell'aria, favorire l'assorbimento dell'anidride carbonica, combattere l'effetto isola di calore, collegare le superfici forestali già esistenti e il ripristino ecologico e paesaggistico delle aree degradate . Non solo. Una foresta urbana di queste dimensioni aiuterà inoltre a prevenire il rischio di alluvioni e permetterà di migliorare la biodiversità locale, creando corridoi naturali in diversi quartieri della città e dando impulso allo sviluppo di piste ciclabili e di infrastrutture per la mobilità sostenibile.

Le chiamano smart cities, ma il futuro delle metropoli non può che essere questo. Non sono affatto da sottovalutare i risvolti positivi anche dal punto di vista sociale di una trasformazione in senso green dei centri urbani. Se vogliamo essere pronti davanti una sfida epocale come la crisi climatica, forse dovremmo prendere spunto dall'esempio di Madrid.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.