Microplastiche: quelle particelle che raggiungono ogni angolo del mondo (anche il nostro stomaco)

Ti ho già parlato della plastica come problema ormai davanti agli occhi di tutti. Eppure il pericolo non si trova soltanto nei rifiuti, nelle bottigliette non riciclate, nei sacchetti abbandonati sulle spiagge. Come un virus, infatti, la plastica è in grado di raggiungere luoghi del mondo per noi impensabili, come le profondità dell’oceano o l’alta montagna, sotto forma di pezzettini minuscoli.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
26 aprile 2019

Non le vedi, non le senti e non ne percepisci il danno ambientale. Eppure sono sempre lì, che galleggiano nelle acque di fiumi, laghi e mari, aleggiano nell’aria che respiri, si staccano dai tuoi vestiti depositandosi a terra, impregnano il cibo che mangi. Fino a qualche tempo fa, le microplastiche erano un problema decisamente sottovalutato, a causa anche del fatto che non era semplice individuarle. Oggi, però, le conosciamo fin troppo bene. E non ne siamo abbastanza spaventati.

Le microplastiche sono pezzettini minuscoli di polietilene, caratterizzati da una grandezza molto ridotta che varia tra i 330 micrometri e i 5 millimetri. Può avere varie origini: può essersi staccata da un rifiuto più grande, può essere rilasciata dai capi d’abbigliamento durante un lavaggio, può rappresentare il rifiuti di prodotti cosmetici come dentifrici o creme esfolianti.. La cosa certa è che si tratta di particelle talmente piccole che sono impossibili da vedere, e impossibile è quindi anche evitare consapevolmente il contatto con loro. Solo negli oceani si stima che la presenza di microplastiche sia di 63.000 particelle per ogni chilometro quadrato. Tantissimi frammenti che galleggiano nell’acqua in attesa di essere ingeriti da pesci, cetacei e molluschi che poi magari vengono pescati e arrivano sulle nostre tavole. Recenti studi hanno dimostrato che gli esseri umani possono arrivare a ingerire anche 32.000 microplastiche ogni anno. Spaventoso, no? Anche se, a dire la verità, la notizia che più mi ha sconcertato è recente e riguarda il fatto che, secondo una ricerca, i ghiacciai italiani presentano lo stesso livello di inquinamento da microplastiche degli oceani.

Questa notizia, che si riferiva nello specifico a un ghiacciaio presente nel parco nazionale dello Stelvio, stiamo parlando di un luogo che si trova a 3000 metri di altitudine, mi ha fatto molto riflettere. In pratica il mondo scientifico ci sta dicendo che la plastica è in grado di raggiungere non solo gli angoli più reconditi e profondi delle acque del mondo, ma anche quelli più in alto. Perché trasportate dal vento, perché rilasciate dalle attrezzature sportive, la provenienza in realtà importa poco. Ciò che importa è che, in grande o piccola forma, invisibile o visibile, la plastica arriva dappertutto. Anche i ghiacciai. Anche il profondo oceano. Anche il nostro corpo.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…