Plastica e catamarani: un binomio che funziona

Aiutare a salvare i mari utilizzando i mezzi che, nei mari, trascorrono giorni, mesi, anni. Per la rubrica Un mondo di plastica, ti presento i catamarani progettati per studiare, analizzare, pulire e salvaguardare le acque di tutto il mondo.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
14 giugno 2019

Per aiutare il mare ad alleggerirsi dal peso della plastica che lo soffoca ogni giorno, le hanno inventate tutte. C’è il bidone che raccoglie la spazzatura galleggiante, c’è il piccolo robot che cammina sul fondale e “divora” i rifiuti che incontrano le sue fauci, c’è il progetto di Boyan Slat che si prefigge di eliminare completamente il Great Pacific Garbage Patch, l’isola di plastica che galleggia al centro dell’oceano Pacifico.

E poi…. Poi ci sono i catamarani. Sì esatto, hai capito bene. Sto parlando proprio di quell’imbarcazione dotata di due scafi utilizzata principalmente per il trasporto leggero. Bene, nelle storie che sto per raccontarti per la rubrica Un mondo di Plastica, questi buffi natanti diventano protagonisti della lotta alla plastica. Alcuni perché la raccolgono direttamente dall’acqua, altri perché se ne alimentano, altri perché nati proprio da essa.

Manta

Il nome deriva dalla sua forma particolare che ricorda proprio l’animale marino. Ideato dal navigatore franco-svizzero Yvan Bourgnon e finanziato dall’associazione Sea Cleaners, Manta è ancora un prototipo, ma presto diventerà un reale, efficace strumento di lotta alla plastica negli oceani lungo 70 metri e largo 49. Il suo obiettivo è quello di raccogliere, nel corso della navigazione, tutti i rifiuti plastici più grandi, recuperandoli prima che si dividano in microplastiche e tenendo alla larga pesci e altre creature attraverso un allarme sonoro. La sua tecnologia innovativa permette al catamarano di separare i materiali organici da quelli plastici, di cui può arrivare a raccogliere fino a 250 tonnellate prima di doverle scaricare sulla terraferma. Inoltre, Manta fungerà da ottimo raccoglitore di dati sull’inquinamento marino, che saranno messi a disposizione della comunità scientifica.

Mal di Plastica

Un’imbarcazione a vela interamente realizzata con bottiglie di plastica e materiali di recupero, dotata di vela, motore elettrico e sistema a pedali, nata dall’idea di tre italiani, che attraverseranno il mare partendo da Rimini e approdando a Venezia a bordo del catamarano riciclato per sensibilizzare la popolazione riguardo l’inquinamento marittimo.

Race for Water

Appartiene alla fondazione Race for Water il trimarano di 35 metri, alimentato solo di energie rinnovabili che è partito nel 2017 e concluderà il suo viaggio nel 2021. L’obiettivo? Trasmettere la bellezza del viaggio lento, sensibilizzare la popolazione sull’inquinamento degli oceani e raccogliere e analizzare informazioni sullo stato di inquinamento dei mari italiani. Infatti, a ogni tappa del viaggio nuovi ricercatori salgono a bordo, per recuperare campioni ed effettuare nuovi studi da approfondire una volta tornati nelle proprie rispettive nazioni.

Plastic Odyssey

Un catamarano di 25 metri alimentato quasi esclusivamente dai rifiuti e dalla plastica che galleggiano sulle acque al suo passaggio. In pratica, questa imbarcazione riesce a trasformare 4-5 kg di plastica in circa 3 litri di carburante attraverso un processo chiamato pirolisi.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…