Quanta plastica mangi?

Nel corso di un solo anno possiamo assimilare fino a 121.000 particelle di microplastiche, tramite il cibo ma anche attraverso l’aria che respiriamo. Queste microparticelle di polietilene, infatti, sono riuscite a raggiungere anche i luoghi più insospettabili. Tra cui anche il nostro stomaco. Per la rubrica Un mondo di plastica, scopri come e quanta ne mangi.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
28 giugno 2019

Lo so, il titolo potrebbe facilmente strapparti un sorriso. È comico infatti pensare di trovarsi nel piatto, all’ora di cena, una bottiglietta schiacciata al posto di un bel filetto alla piastra o di un salmone appena sfornato.

Naturalmente nessuno di noi annovera il polietilene tra i suoi alimenti prediletti. Eppure, devi sapere che, di plastica, ne mangi. E anche tanta. Senza rendertene conto.

Delle microplastiche, in questa rubrica, te ne ho già parlato. Si tratta di minuscole particelle di polietilene più grandi di 330 micrometri ma più piccole di 5 millimetri, che possono derivare da vari fenomeni a seconda dei quali vengono caratterizzate come primarie o secondarie. Le microplastiche primarie sono quelle che arrivano nell’ambiente già come tali, come le microfibre rilasciate dalle lavatrici o le particelle presenti in prodotti cosmetici (dentifrici o creme). Quelle secondarie invece facevano in precedenza parte di plastiche di dimensioni maggiori, da cui si sono distaccate nel corso del tempo.

La quantità di queste particelle all’interno dell’ambiente è spaventosa. Secondo i dati delle Nazioni Unite, solo nei mari del mondo sono presenti circa 51 trilioni di microplastiche. Non stupisce affatto quindi che una buona parte di esse finisca per essere ingerita dagli animali marini e riesca a percorrere tutta la catena alimentare arrivando fino a noi.

Ma non sono solo i pesci a fungere da canale preferenziale per il loro approdo nel nostro organismo. Infatti, le microplastiche riescono a raggiungerci in decine di modi. Diversi studi ne hanno reperita una quantità più o meno consistente anche nel miele, nell’acqua di rubinetto e, in misura maggiore, in quella in bottiglia, nel sale, nello zucchero e addirittura nella birra. Perché, oltre a essere raccolte dagli animali di cui spesso ci nutriamo, queste microparticelle vengono facilmente trasportate anche dal vento e dagli insetti volanti, tant’è che ne è stata ritrovata una quantità notevole anche sul ghiacciaio dello Stelvio, a quasi 3000 metri di altitudine.

Sei sicuro di voler sapere quante ne mangi?

Bene, se sei arrivato a leggere fino a qua significa che non hai paura di sapere cosa entra nel tuo stomaco ogni giorno. Per capire, o meglio, conteggiare nel modo più preciso possibile la quantità di microplastiche che gli esseri umani ingeriscono, negli ultimi anni sono stati condotti diversi studi. Il più recente, Human Consumption of Microplastics, è stato pubblicato il 5 giugno 2019 sulla rivista scientifica Environmental Science and Technology. Secondo questa ricerca, gli esseri umani assumono ogni anno una quantità di microplastiche che va dalle 39.000 alle 52.000 particelle derivanti soltanto dal mare. Se a queste si aggiungono quelle che è possibile inalare per via aerea, la cifra può salire fino a 74.000 toccando il picco di 121.000. Vogliamo proseguire? Se bevi soltanto acqua in bottiglia è probabile che, a questi numeri già astronomici, si aggiungano fino a 90.000 microplastiche all’anno, molte di più rispetto alle 4.000 assunte da chi beve soltanto acqua di rubinetto.

Se questi numeri ti hanno sconvolto, pensa che gli scienziati che hanno condotto l’analisi li considerano terribilmente sottostimati. Infatti, diversi alimenti di consumo non sono ancora stati analizzati, in particolare quelli che vengono acquistati avvolti in un packaging di plastica.

A questo punto, ti verrà spontaneo chiederti che effetti abbiano queste microplastiche sulla tua salute, dal momento che pare tu ne ingerisca in quantità industriali. Purtroppo, non è ancora chiaro quali siano gli effetti dell’assunzione di tutta questa plastica sul corpo delle persone. Ciò che si sa, però, è che molte plastiche contengono, nella propria composizione, diversi additivi ed elementi ad alta tossicità, i cui effetti potrebbero essere visibili a lungo termine.

Le istituzioni comunque non rimangono indifferenti al problema. A settembre 2018, infatti, il Parlamento Europeo ha richiesto alla Commissione l'approvazione del divieto di commercializzazione di prodotti cosmetici contenenti microplastiche a partire dal 2020.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…