Omeopatia: cos’è, come funziona e soprattutto è efficace?

Le pratiche qui descritte non sono accettate dalla scienza medica, non sono state sottoposte a verifiche sperimentali condotte con metodo scientifico o non le hanno superate. Queste informazioni hanno solo un fine illustrativo.
Quando ci ritroviamo di fronte a questa medicina alternativa, i pareri spesso si fanno discordanti: c’è chi afferma che si tratti solo di acqua e zucchero e chi giura di averne ricevuto un beneficio. L’unica soluzione è guardare ai dati per capire se l’omeopatia sia davvero efficace oppure no.
Giulia Dallagiovanna 15 Ottobre 2018

Ma l'omeopatia funziona? La domanda principale quando ci si avvicina a questo argomento non può che riguardare i suoi effetti sul tuo corpo. Prima di tutto è importante precisare che siamo nel campo delle cosiddette medicine alternative, dal momento che si parla di un sistema non convenzionale di cura. E in effetti i suoi prodotti vengono prescritti dai medici per la prevenzione e il trattamento di diverse malattie, tra cui l'influenza, ma anche l'asma, l'artrite, l'ansia e la depressione. Il principio su cui si basa è quello del "simile che cura il simile" teorizzato dal medico tedesco Samuel Hahnemann nell'Ottocento. Te lo dico subito: non esiste nessuno studio valido che dimostri l'efficacia dell'omeopatia.

Cos'è

Partiamo prima di tutto cercando di capire cosa sia di preciso l'omeopatia. Già il nome suggerisce il metodo seguito da questa medicina alternativa: "omeo" deriva dal greco "òmoios", che significa "simile". Il rimando è appunto al principio su cui si basa questo metodo: "il simile cura il simile". Secondo Hahnemann, cioè, una sostanza che poteva provocare determinati sintomi in un individuo sano, sarebbe stata in grado di guarire quelle stesse manifestazioni in una persona malata. In altre parole, se una sostanza ti provoca la febbre quando stai bene, nel momento in cui hai davvero la febbre, quella stessa sostanza te la farà passare.

Il medico ha approfondito questo discorso nel suo libro Organon dell'arte di guarire, ma la sua presunta efficacia non ha mai trovato un riscontro scientifico.

I principi fondamentali

Oltre a quello di cui ti ho già parlato, c'è un altro principio fondamentale che sta alla base di questa pratica ed è la famosa memoria dell'acqua. Il principio attivo del prodotto viene diluito diverse volte in acqua (oppure alcol, in alcuni casi), e maggiore è la diluizione, più potente risulterà il farmaco. La ragione riguarda proprio le capacità dell'acqua di ricordare le caratteristiche di una sostanza. Ed è proprio con questo liquido che vengono imbevute quelle palline di zucchero che ti troverai davanti quando assumi un prodotto omeopatico.

L'ultimo passaggio prevede lo scuotimento, procedura che gli omeopati chiamano "succussione" o "dinamizzazione". Insomma, dovrai agitare diverse volte il flacone prima di utilizzarlo in modo da attivare la soluzione.

Un altro principio sul quale si basa l'omeopatia è quello della memoria dell'acqua e della diluizione del principio attivo

Altri principi di cui potresti aver sentito parlare sono la specificità medicamentosa e la legge di Hering. Nel primo caso si intende il fatto che l'omeopatia guarda al rimedio più che alla malattia e che per ogni disturbo c'è una soluzione specifica e dosi precise. Questo perché, secondo gli omeopati, ogni sostanza è in grado di determinare un'alterazione dell'equilibrio della "forza vitale" che a sua volta produce un cambiamento nello stato di salute della persona. Dal momento però che questa forza tende alla conservazione, non bisogna mai proporle stimoli eccessivi, perché non sarebbe in grado di accettarli.

La legge di Hering invece riguarda il percorso che permette di arrivare a una vera guarigione, che è più profonda della semplice eliminazione dei sintomi. Secondo la legge, le manifestazioni dovrebbero scomparire progressivamente, andando dall'alto verso il basso e soprattutto dall'interno verso l'esterno, "buttando fuori" la malattia.

I prodotti omeopatici

In questo articolo ti ho qualche volta parlato di farmaco omeopatico, ma si tratta più che altro di una convenzione mentre sarebbe meglio riferirsi a loro come a prodotti. Li trovi in diversi farmacie e nella maggior parte dei casi la loro formulazione è in palline zuccherate da far sciogliere sotto la lingua. E questo spiega anche il loro successo tra i bambini (e di conseguenza tra i genitori).

Questi granuli sono costituiti principalmente da lattosio, ma se sei intollerante a questo zucchero potrai sempre utilizzare le formulazioni alternative: forma liquida, creme, lozioni e così via. Il principio con il quale sono state prodotte è sempre il medesimo.

C'è però una curiosità, che è anche la ragione per cui non è possibile parlare di farmaci: all'interno delle confezioni non troverai né l'etichettatura, né il classico foglietto illustrativo. Il bugiardino, insomma. La commercializzazione dei prodotti omeopatici è infatti soggetta a procedure semplificate. E la conseguenza è importante: non è possibile affermare che abbiano una specifica azione terapeutica. Per legge, inoltre, non devono contenere più di un centesimo della più piccola dose utilizzata nella medicine prescrivibili, cioè nei farmaci veri e propri. Insomma, la quantità di principio attivo che questi prodotti possono contenere non è da ritenersi efficace da un punto di vista farmacologico.

Gli effetti collaterali

Uno dei vanti maggiori dell'omeopatia è che i suoi prodotti sono tollerati praticamente da tutti, dal momento che producono pochi e lievi effetti collaterali. E in effetti, tra i prodotti di punta c'è un famoso preparato contro l'influenza di cui i bambini fanno largo uso. Ma questo vantaggio è probabilmente da ricondursi al discorso efficacia, che vedremo più nel dettaglio in seguito.

Per ora ti basti sapere che è vero, non sono documentati effetti avversi gravi in chi ha assunto i famosi granuli e le poche controindicazioni sono per chi soffre di diabete (a causa dell'elevata presenza di zuccheri) e per chi ha un'intolleranza al lattosio, come già ti dicevo.

Quando vengono prescritti

Prima di tutto, va detto che i prodotti omeopatici non hanno bisogno di ricetta, per il semplice fatto che non sono farmaci. Ti potranno venire consigliati dal tuo medico o dal tuo farmacista come trattamento di diverse malattie, tra cui: influenza, otite, asma, allergia, dermatite e altre malattie che colpiscono la pelle, depressione, stress e ansia, artrite e pressione alta. Vengono anche proposti per alleviare gli effetti collaterali delle cure contro un tumore, come chemio e radioterapia.

In ogni caso, il consiglio è quello di chiedere sempre al tuo medico ma soprattutto di non utilizzarli mai in sostituzione dei farmaci veri e propri. L'omeopatia può al massimo essere considerata un'integrazione di cure tradizionali che già si stanno facendo. È triste, ma opportuno, ricordare il bambino di 7 anni originario di Ancona che nel maggio del 2017 morì a causa di un'otite, perché il medico si era ostinato a somministrargli solo rimedi omeopatici e nessun antibiotico.

Cosa dice la legge

Proviamo a capire in breve anche come viene regolata l'omeopatia dalla legge italiana. Prima di tutto questa pratica è riconosciuta come "medicina non convenzionale", in linea con quanto richiesto dalle istituzioni europee che hanno invitato gli Stati membri a garantire ai cittadini la più ampia libertà di scelta terapeutica. Fondamentale, però, regolare gli ambiti e le modalità con la quale può essere esercitata dal momento che, per legge, l'omeopatia costituisce atto sanitario.

Ed è questa la ragione per cui: "È attività di esclusiva competenza e responsabilità professionale del medico chirurgo, dell’odontoiatra, del veterinario e del farmacista,  ciascuno per le rispettive competenze". Insomma, non può esistere la figura dell'omeopata che non abbia anche una laurea in una di queste discipline. Lo stabilito l'accordo sancito dalla Conferenza Stato Regioni il 7 febbraio 2013. Accanto agli Ordini regionali di queste categorie, dovresti trovare quindi anche l'elenco dei professionisti che esercitano l'omeopatia.

L'omeopatia funziona?

Eccoci arrivati allora alla domanda più importante: l'omeopatia funziona? La risposta più corretta e sulla quale non si può avere nulla da obiettare è semplice: non esistono studi validi che ne dimostrino l'efficacia.

Si parla di Evidence Based Medicine quando l'efficacia di una terapia, un medicinale o di qualsiasi altra teoria medica è basata su prove. E questa è la ragione per cui vengono effettuati diversi studi e sperimentazioni, prima in laboratorio e poi su un numero sempre maggiore di persone. Semplificando un po', l'iter da seguire è quello di dividere i partecipanti in due gruppi e di somministrare al primo il farmaco da testare e al secondo un placebo. Né i volontari né i ricercatori sanno chi ha assunto cosa. In questa situazione si parla di studio in doppio cieco. Dopo un certo numero di tempo si va a verificare se nello stato di salute delle persone si è verificato un qualche cambiamento e se sono stati registrati degli effetti avversi. A quel punto si svelano i due gruppi e ci si può accertare se un farmaco ha raggiunto gli obiettivi che ci si era prefissati e se si è dimostrato sicuro.

Cosa c'entra tutto questo con l'omeopatia? Nel 2018 è stato inaugurato un archivio che raccoglie tutti gli studi effettuati dal 1949 a oggi. Ne figurano in tutto 1.087 di cui 16 meta-analisi, ovvero la revisione di tutte le ricerche su un dato argomento al fine di incrociare i dati di un numero molto elevato di partecipanti, e 244 studi randomizzati in singolo o doppio cieco. Il problema è che non sono convincenti. Quando è presente, il vantaggio del prodotto omeopatico sul placebo è talmente ridotto da risultare quasi inesistente. Inoltre, uno studio deve seguire determinate procedure e arruolare un certo numero di persone affinché le sue conclusioni possano essere considerate significative.

A tal proposito una meta-analisi eseguita da una delle più importanti riviste di medicina, The Lancet, ha concluso che l'omeopatia non potesse essere considerata efficace, non più di un placebo. D'altronde, come già ti spiegavo prima, anche per legge i prodotti omeopatici devono contenere una quantità davvero minima di principio attivo. E senza neanche entrare nel merito di quale sia questo principio attivo, viene difficile pensare che abbia forza a sufficienza per provocare un reale cambiamento nel nostro corpo.

…Però con te ha funzionato

Lo starai sicuramente pensando: "dite quello che vi pare, con me ha funzionato". E io ti rispondo che sì, in alcuni casi è possibile che con te abbia funzionato. Si chiama effetto placebo e viene impiegato anche in Medicina. Se assumi un preparato convinto che sia un farmaco davvero efficace, alcuni disturbi potrebbe davvero risolverteli. Pensa, ad esempio, a sfoghi dovuti allo stress, a un momento in cui ti senti stanco e senza energie e ad altri problemi simili. Non solo, ma devi sapere che i tuoi geni possono influenzare il modo in cui rispondi al trattamento con un placebo e alcune persone sono predisposte a reagire piuttosto bene. Certo, contro un'otite l'effetto placebo non può nulla. Per non parlare di patologie ancora più gravi.

Se una persona sana contrae malattie come raffreddore o influenza, guarisce comunque, al di là di qualsiasi rimedio omeopatico

Oltre all'effetto placebo, c'è un'altra variabile da prendere in considerazione. Se una persona sana contrae un'infezione banale come un'influenza o una forma para-influenza, è altamente probabile che sia in grado di guarire da sola senza assumere farmaci specifici. Se quindi ti sembrerà di aver risolto il problema grazie a un rimedio omeopatico, fai attenzione: i sintomi dopo un po' sarebbero spariti comunque, anche senza quei granuli zuccherati.

Come comportarsi

Come puoi allora regolarti di fronte all'omeopatia? In realtà, il consiglio migliore sarebbe quello di non utilizzare i rimedi omeopatici e affidarti solo ai farmaci tradizionali. O, semplicemente, non assumere nessun medicinale quando non vi è la necessità. Devi sapere comunque che questa pratica può essere messa in atto solo da medici regolarmente iscritti all'Ordine e lo scopo è quello di garantire la libertà di scelta terapeutica da parte dei pazienti, proprio come richiesto dalla direttiva europea.

Se quindi hai deciso di affidarti all'omeopatia, ricorda che si parla di prodotti integrativi alle terapie che ti può prescrivere il tuo curante o lo specialista da cui ti sei recato. Tieni presente che sarebbe meglio limitare questa medicina alternativa al trattamento di disturbi poco gravi e che non rischiano di peggiorare. Lo ribadiamo: non è mai stata dimostrata un'efficacia scientifica dei granuli zuccherati e il rischio è di trascurare o ritardare la diagnosi di patologie gravi e che rischiano di complicarsi.

Fonti| Istituto superiore di sanità; Ordine dei Medici; Uppa