Origami, l’arte di piegare la carta che diventa quasi un esercizio di mindfulness

Piega dopo piega, con dedizione e tanta pazienza, l’origami diventa un esercizio per imparare a concentrarsi sui gesti delle mani e sul momento che stai vivendo. Quasi una tecnica mindfulness che può appassionare e diventare quasi una forma di meditazione.
Gaia Cortese 5 Settembre 2021

Se anche tu fai parte della categoria di persone che almeno una volta ha provato a fare un origami senza successo, forse conoscere qualcosa in più di questa antica arte giapponese, potrebbe convincerti almeno a riprovarci.

Con origami si intende l'arte di piegare la carta con lo scopo di realizzare figure, composizioni e oggetti di vario genere. Si tratta di un'antica arte giapponese che, come tutte le arti orientali, offre anche un aspetto psicologico da considerare. Perché se da una parte ci vuole una buona dose di pazienza per dedicarsi a questa forma di arte, è anche vero che con una certa predisposizione naturale, una tecnica come questa, lenta e ripetitiva nei gesti, può essere anche una forma di mindfulness per ricondurti al qui e ora, e quindi ad un profondo e salutare stato di pace interiore.

Origami: cos'è, significato e tecnica

Significato

La parola origami deriva dal giapponese Oru che significa "piegare" e da Kami che significa carta.  Da qui il significato di origami, ossia “piegare la carta”, o anche “carta piegata”, un termine adottato a livello internazionale per indicare l’arte di piegare la carta.

Tuttavia, la parola Kami ascoltata con la stessa pronuncia, ma scritta con un ideogramma diverso, significa anche “spiriti, divinità”: ecco perché questa sovrapposizione di significato crea anche una correlazione tra l’arte degli origami e la spiritualità. D’altronde, la tecnica dell’origami è molto legata ai principi dello zen e l’azione di piegare e ripiegare la carta per tempi abbastanza lunghi, non può che diventare una sorta di strumento per raggiungere uno stato di rilassamento profondo.

Storia e origini

Per risalire alla storia antica che c'è dietro l’origami, bisogna tornare indietro ai giorni della nascita del primo foglio di carta, dal momento che papiri e pergamene non erano certo materiali adatti ad essere piegati.

La carta viene scoperta in Cina intorno al 103 d.C. e, con ogni probabilità, è qui che nasce la piegatura della carta, intorno al II secolo. Solo più tardi questa tecnica approda in Giappone, patria dell’origami.

Intorno al IX secolo d.C., in occasione dei rituali religiosi nei templi Shinto appaiono  i primi go-hei (strisce di carta bianca piegate a zig-zag), simboli della presenza di Dio. Anche durante le cerimonie nuziali è usanza (e lo è anche oggi), attaccare delle farfalle di carta alle coppe di sakè con cui gli sposi brindano alla loro reciproca felicità. Dai rituali e dalle cerimonie religiose, l’origami diventa presto una pratica comune, impiegata per realizzare piccoli contenitori a uso domestico.

Dalla comparsa della carta l’Europa deve attendere circa sette secoli prima di conoscere l’origami, infatti, la prima figura in carta appare solo nel 1860, quando un prestigiatore giapponese in tournée in Europa stupisce il suo pubblico, esibendo una gru di carta, la cui testa si muove tirandole la coda. Così anche l'origami inizia a diffondersi e c'è chi ne elogia anche le qualità terapeutiche.

Origami e pedagogia

Un riconosciuto pedagogo tedesco, Friedrich Froebel, intorno alla metà del secolo scorso, è il primo a riconoscere all’origami delle potenzialità per ciò che riguarda lo sviluppo e l’educazione del bambino.

La teoria pedagogica che lo studioso tedesco porta avanti si fonda sul principio che i prodotti dell’attività umana sono frutto di trasformazioni continue della materia, che, realizzandosi grazie alle mani e alla mente dell’uomo, portano ad uno sviluppo sia psichico che manuale; in questo senso Froebel sosteneva che l'attività esercitata nel contesto dei giochi dell'infanzia dovesse tramutarsi in attività creativa  nell'ottica di un corretto sviluppo della persona.

Materiali

Solo carta. Per realizzare un origani non serve altro. Tuttavia la carta impiegata deve avere particolari caratteristiche. Innanzitutto deve essere liscia, leggera e al contempo resistente. Puoi utilizzare anche un semplice foglio di quaderno, ma la carta per macchina da scrivere o la carta da pacco rispondono meglio ai requisiti per realizzare l'origami.

Diversamente puoi acquistare la carta speciale per origami, in vendita nei migliori negozi di giocattoli o di modellismo. In questo caso ti troverai fogli di forma quadrata (solo così le pieghe possono combaciare perfettamente) e di due colori: un lato del foglio infatti è bianco, mentre l’altro è colorato.

Le misure dei lati di questo quadrato perfetto possono variare e di norma sono comprese tra i 12 e i 20 centimetri.

Tecnica

La tecnica dell’origami si può apprendere attraverso i numerosi tutorial disponibili online o su manuali dedicati. Come prima cosa appoggia il tuo foglio di carta su un piano di lavoro liscio e rigido. La parte colorata del foglio di carta deve essere rivolta verso il piano di lavoro, mentre la parte bianca sarà rivolta in alto.

Per la buona riuscita di un origami, devi avere la massima precisione nell'esecuzione delle pieghe e, per questo motivo, dovrai ripassare più volte sulla stessa piega, strisciandola con l’unghia del pollice.

Ogni piega è indispensabile per poter completare l’origami, quindi se hai intenzione di saltare qualche passaggio, non farlo. Qualità fondamentale per la buona riuscita di un origami è una buona dose di pazienza (ricordalo a ogni passaggio): solo con uno stato d'animo predisposto, riuscirai a portare a termine un origami e forse anche ad appassionarti a questa tecnica.