L’infermiera, l’anestesista, il rider: ecco chi sono i 57 Cavalieri al merito premiati dal Presidente della Repubblica

Uomini e donne che svolgono professioni diverse, che ricoprono ruoli distinti, ma che hanno mostrato lo stesso coraggio e la medesima voglia di aiutare chi era in difficoltà in piena emergenza sanitaria. Ecco chi ha ricevuto il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica dal Presidente Mattarella.
Gaia Cortese 4 giugno 2020

Non solo operatori sanitari o volontari della Croce Rossa. Nell'emergenza scatenata dalla diffusione capillare del Covid-19 ci sono state tantissime persone che hanno dimostrato un'umanità immensa. Si sono distinte per il loro altruismo, per il loro coraggio, per la passione che hanno messo nel loro lavoro mentre l'Italia iniziava a registrare numeri spaventosi per ricoveri e decessi. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire questi "eroi" del titolo di Cavalieri al merito della Repubblica, in nome della solidarietà e dei valori costituzionali dimostrati, e noi non possiamo che renderne merito qui.

Il 20 febbraio la prima diagnosi da nuovo coronavirus arriva grazie a un'intuizione: Annalisa Malara, anestesista di Lodi, e Laura Ricevuti, medico del reparto medicina di Codogno, identificano Mattia come il paziente 1, affetto da Covid-19. Era il 2o febbraio e il nostro Paese stava per essere investito da una pandemia che nessuno si sarebbe mai aspettato.

"I riconoscimenti, attribuiti ai singoli vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali".

Pochi giorni dopo, torna a fare il medico all’ospedale di Busto Arsizio, Don Fabio Stevenazzi del direttivo della Comunità Pastorale San Cristoforo di Gallarate: prima di entrare in seminario era infatti un internista del Pronto Soccorso e non ci ha pensato due volte a tornare in ospedale per aiutare chi ne aveva bisogno.

Codogno era zona rossa, ma Giuseppe Maestri, farmacista, ha percorso ogni giorno cento chilometri per trasportare farmaci e medicinali in piena zona "transennata". Dopo Codogno, la città presa di mira dal contagio è stata Bergamo e qui, Fabiano di Marco, primario di pneumologia all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ha vissuto in prima linea l'emergenza, dandone una chiara testimonianza: "Precipita tutto domenica primo marzo. Al mattino presto entro al Pronto soccorso. Non dimenticherò mai. La guerra. Pazienti ovunque con polmoniti gravi, che rantolavano, sulle barelle, nei corridoi”.

C'è poi chi si è presentato alla Croce Rossa di Torino con uno stock di mille mascherine protettive acquistate di tasca sua: Mahmoud Ghuniem Lufti, 35 anni, origini palestinesi e una famiglia di 13 persone in Libano da mantenere, è il rider che in piena emergenza ha fatto probabilmente la consegna più importante della sua vita.

Non si può poi dimenticare quella foto diventata simbolo dell’emergenza coronavirus. Elena Pagliarini, 43 anni, infermiera di Cremona, viene fotografata da una collega, la dottoressa Francesca Mangiatordi, al termine di una notte di lavoro senza sosta in Pronto soccorso. Elena risulterà positiva al Covid, ma oggi può fortunatamente considerarsi guarita.

Mentre Maria Rosaria Capobianchi e il suo team di sole donne riescono a isolare il virus all’ospedale Spallanzani di Roma, l'inventiva e l'originalità che contraddistingue gli italiani non viene a mancare: Renato Favero e Cristian Fracassi riescono a trasformare una maschera da snorkeling in un dispositivo medico per aiutare chi ha difficoltà respiratorie.

Esemplare anche la storia di Mata Maxime Esuite Mbandà, terza linea del Zebra Rugby Club e volontario sulle ambulanze per l’Associazione Seirs Croce Gialla di Parma: in piena emergenza Covid-19 non ci ha pensato due volte ed è tornato a fare volontariato in ambulanza.

Anche Maria Sara Feliciangeli, fondatrice dell’Associazione Angeli in Moto, si è impegnata con i suoi amici motociclisti per consegnare farmaci a domicilio alle persone affette da sclerosi multipla, mentre Ettore Cannabona, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, ha devoluto in beneficenza l’intero stipendio mensile.

È diventato Cavaliere al merito anche Bruno Crosato in rappresentanza degli Alpini della Protezione civile del Veneto che hanno messo in piedi, in tempo record, ben cinque ospedali dismessi della regione.

Sono soli alcuni delle 57 persone che hanno ricevuto il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica, ma sicuramente ci sono anche tante altre persone che non appartengono a questa schiera, che si sono distinte per coraggio e altruismo. A tutte loro, da parte di Ohga, va il nostro più sincero ringraziamento, per tutto quello che hanno fatto in un momento davvero complicato della nostra vita.