Plastica: la rivoluzione delle cose

La odiamo sempre di più, perché sta distruggendo il Pianeta. Ma qualche decennio fa, la plastica ha portato nel mondo i cambiamenti di cui tutti avevamo bisogno. A partire dal settore alimentare, per passare a quello sanitario, fino all’abbigliamento, la plastica si è guadagnata il suo posto nel mondo con una naturalezza quasi spaventosa. Vediamo ora quali sono gli ambiti in cui la plastica si è resa insostituibile, trasformando gradualmente quello in cui viviamo in un mondo di plastica.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
22 febbraio 2019

L’ho detto e ripetuto decine di volte fino a ora: la plastica è ovunque intorno a noi. E sebbene oggi la vediamo come un nemico da sconfiggere, un enorme problema da debellare, forse ci siamo dimenticati del ruolo che è arrivata a rivestire nel corso degli anni dalla sua nascita fino a oggi. Non facciamo che gridare all’eliminazione della plastica, ma è chiaro che non abbiamo realmente contezza del fatto che, in determinati campi di applicazione, si tratta di un materiale insostituibile. Lo abbiamo già detto, da quando è stata inventata la plastica ha cambiato il mondo. Ma lo ha fatto in meglio o in peggio? Di questi tempi, se chiedessi in giro, la maggior parte delle persone opterebbe per la seconda opzione. Eppure, prima che ci rendessimo conto che la sua produzione era ormai arrivata a numeri incontrollabili, accettavamo la sua presenza nelle nostre vite passivamente, come se fosse la cosa più naturale del mondo. E questo perché, in molti settori, diventare la cosa più naturale del mondo è proprio quello che ha fatto.

Versatilità, igiene, resistenza al calore e agli urti, lavabilità, replicabilità, basso costo. Sono soltanto alcune delle caratteristiche che hanno reso la plastica indispensabile per diversi tipi di produzione. Oggi stiamo cercando di sostituirla in tutti i modi. Ma ci sono settori in cui, probabilmente, il processo sarà molto lungo e faticoso, perché l’avvento della plastica ha regalato loro un’evoluzione senza precedenti. Ecco quali sono:

  • Settore alimentare: pensa alle bottigliette di plastica, alle pellicole per alimenti, al packaging, ai contenitori in cui metti il pranzo prima di andare in ufficio. Per la l’imballaggio, il trasporto e la protezione del cibo, la plastica è insostituibile, perché ne consente la conservazione e lo protegge da batteri e altre sostanze. Diversa è la situazione per quanto riguarda gli oggetti monouso, che oggi rappresentano soltanto una comodità e potrebbero essere tranquillamente sacrificati in favore di materiali più biodegradabili e compostabili.
  • Giocattoli: sostituire i giocattoli in gomma e plastica con altri materiali è possibile, ma non sempre facile. La plastica infatti è un materiale igienico e facilmente lavabile, resistente ai germi e agli urti. Perfetta, quindi, per i bambini, soprattutto per i più piccoli.
  • Igiene personale e sanità: siringhe, flaconi, flebo, contenitori vari per sostanze sensibili e delicate, ma anche cosmetici e oggetti che hanno a che fare con la nostra igiene intima. Cosa potremmo fare senza questo materiale? Con cosa ci laveremmo i denti, dove metteremmo i medicinali, come potremmo sentirci al sicuro senza strumenti monouso che ci vengono scartati davanti agli occhi prima di infilarsi sotto la nostra pelle? L’ambito sanitario è forse quello in cui la plastica ha raggiunto il suo ruolo preminente, dove l’usa e getta non verrà mai visto come una pratica da debellare. E dove la plastica, ovviamente, è utilizzatissima, e lo sarà per molto tempo ancora.
  • Costruzioni: un altro settore in cui la plastica è fondamentale anche se non la vedi, è quello cantieristico e delle costruzioni. Grazie alle sue proprietà isolanti, dal punto di vista termico e acustico, alla sua resistenza a batteri e al tempo (come sappiamo, non si degrada praticamente mai) e alla sua adattabilità a urti e intemperie, la plastica è diventata il materiale protagonista nella costruzione di tubi, cavi, fili, pavimenti e rivestimenti.
  • Abbigliamento: la plastica ha iniziato a rivestire un ruolo di preminenza nel settore dell’abbigliamento, a partire dai collant di nylon per proseguire con le suole delle scarpe. Con il tempo, questo materiale ha totalmente investito anche il campo della moda, arrivando a sostituire diversi tessuti di origine animale con produzioni sintetiche e allontanando pian piano la società dall’industria della pelletteria.
  • Elettronica e tecnologia: tutti i prodotti hi tech sono fatti di plastica. E così anche le componenti ausiliarie che ne consentono il funzionamento. Computer, tablet, telefoni, caricabatterie, phon, lavatrici, forni, cavi, fili, caricabatterie. Per questo genere di produzioni la plastica non ha sostituti. Oppure preferiresti che il tuo cellulare fosse fatto di legno?
  • Trasporti: anche quello automobilistico e quello aereo sono ambiti in cui la plastica non trova validi sostituti. Grazie alle sue proprietà termiche e meccaniche, è il materiale numero uno per il settore dei motori. A esso, si affiancano anche le componenti riguardanti la sicurezza, come caschi, cinture e imbottiture.
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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…