Poetry therapy: il potere della poesia per superare conflitti, conoscersi meglio e affrontare difficoltà

Parole, sentimenti ed emozioni per crescere, capirsi e affrontare momenti difficili. La poesia terapia è questo e molto altro. Per la rubrica Il bene in ogni cosa, Domenico Bulfaro di Mille Gru ci racconta come la poesia può essere utilizzata come strumento di benessere.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
14 maggio 2019

“Sono certo che ciò che conosciamo o che siamo in grado di immaginare circa la potenza curativa della poesia, non corrisponda in alcun modo all’effettivo, reale, profondissimo, potere terapeutico che possiede davvero.”

Poeta e ricercatore, dal 2009 Domenico Bulfaro si occupa di sviluppare, assieme ai suoi colleghi del gruppo Mille Gru, pratiche di poesia terapia in Italia e all’estero, per portare questa fonte di benessere in giro per il mondo ed espanderla il più possibile, coinvolgendo persone di tutte le età all’interno di un percorso di benessere e consapevolezza che può raggiungere ogni aspetto della vita. Dal dolore per un lutto, a un passaggio importante nella crescita personale, fino alla preparazione ad accogliere un nuovo membro della famiglia, il potere della poesia può aiutarti a recuperare il centro di te stesso, a renderti conto delle tue potenzialità, a esprimere emozioni e sentimenti che altrimenti terresti dentro.

Per la rubrica Il bene in ogni cosa, Domenico mi ha raccontato cosa può davvero fare questa disciplina.

In cosa consiste la poesiaterapia?

La poesiaterapia, meglio conosciuta anche in Italia come poetry therapy, è una pratica terapeutica che si serve della poesia per riportare equilibrio e sostenere la crescita psicofisica della persona o come dice Nicholas Mazza, uno dei pionieri americani, è l’uso della lingua, dei simboli e delle storie in ambito terapeutico, educativo e di costruzione sociale”. Gli ambiti di ricerca e applicazione quindi sono vasti e nel tempo si stanno sempre più allargando e incrociando con altre pratiche terapeutiche, in particolare con quelle a lei più affini come la musicoterapia, l’arteterapia, la teatropoesia, la cinematerapia… Negli Stati Uniti da decenni ormai, la poetry therapy è riconosciuta come una valida forma di terapia ed è provato che essa sia efficace in tutto il mondo con diversi tipi di paziente. Così come il poeta è colui che si prende cura della parola, vivificandola, preservandone o ridonandole luminosità, allo stesso modo la parola poetica vivifica e illumina dall’interno la persona, tanto più quelle persone che si nutrono di versi con fine curativo. Si tratta di una disciplina con finalità terapeutiche e non estetiche, anche se credo che in ogni poesia ci sia un corredo terapeutico. Basti pensare ad alcuni autori come Ungaretti, Pozzi, Carminati e Tognolini: le loro poesie sono ideali per avviare pratiche di poetry therapy. Tuttavia, bisogna sempre tenere presente che il fine della poetry therapy è unicamente il benessere e non l’estetica.

Come si articola questa disciplina?

La poetry therapy, che fino a qualche anno fa era considerata come un filone “verticale” della biblioterapia, ora si è costruita come settore indipendente che include la biblioterapia, la terapia narrativa e quella diaristica. Ognuna, anche se mantiene la propria indipendenza sia a livello teorico che pratico, trova punti di convergenza, sovrapposizione e rilancio. Un percorso di poesia terapia può infatti avvenire semplicemente leggendo o ascoltando testi poetici, dicendo ad alta voce testi poetici propri o di altri, o componendo testi poetici propri. In tutti i casi il fine è quello di riattivare o rinforzare il contatto col proprio e altrui sé, per riportare equilibrio laddove ci sono scompensi, disarmonie, ferite psicologiche e simboliche. Gli incontri e le sedute nella maggior parte dei casi avvengono collettivamente ma possono anche svilupparsi individualmente. I percorsi di gruppo sono più diffusi, dato che permettono di lavorare sia a livello personale che transpersonale, favorendo i processi di mutuo soccorso. Ad esempio con i bambini, in genere io parto da uno “stimolo” con una forte carica ludica e pratica, per poi procedure con percorsi di dizione e scrittura che richiedono al bambino maggiore riflessione e messa in gioco del sé. La regola che mi sono dato in tutte le pratiche con tutte le età però è sempre la stessa: “mai forzare la mano”. I nodi quando vengono al pettine si devono sciogliere senza tirare i capelli e produrre del dolore inutile. Il balsamo della poesia, aiuta notevolmente l’azione di scioglimento del dolore, ma tutti i nodi devono sciogliersi in modo naturale e fluido.

Quali sono le tipologie di persone per cui questo genere di terapia è maggiormente indicata? Con chi lavorate di più?

La sua applicazione non predilige una tipologia precisa di persone. Possiamo vederla applicata nella costruzione di gruppi e comunità; è efficace nello sciogliere problematiche legate alla prima adolescenza; risulta particolarmente utile con preadolescenti provenienti da famiglie in gravi difficoltà economiche o che vivono in tessuti sociali con situazioni di criticità; può occuparsi di violenza domestica, migliorare la capacità dell’individuo di gestire le problematiche di salute… personalmente ho lavorato con uno staff formato da psicologo, medici, poeti, educatori in un progetto di poetry therapy finalizzato all’aiuto del superamento di un lutto genitoriale, a causa di un tumore mortale, da parte dell’intero nucleo familiare composto da figli, genitore superstite e nonni. Negli anni, come gruppo di ricerca Mille Gru, abbiamo sviluppato percorsi negli ospedali di Lecco, Milano, Lugano, il Coesit di Melbourne in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e con l’Hospice di Monza. Personalmente, assistito dai componenti di Mille Gru, ho lavorato con tutte le età, anche se negli ultimi anni mi sto dedicando di più a bambini e adulti. Ma come casa editrice Mille Gru ci stiamo prodigando molto anche nel creare e sviluppare letteratura su questa disciplina.

Quali sono i benefici di questa disciplina? In che modo aiuta le persone a stare meglio?

I benefici sono legati al superamento delle difficoltà di crescita, alla risoluzione dei conflitti relazionali, alla rielaborazione di piccoli e grandi lutti, alla guarigione o autoguarigione parziale o totale da malattie fisiche, specie se di origine psicologica, squilibri emotivi… Naturalmente la poetry therapy non va considerata come sostitutiva di pratiche tradizionali della medicina: essa aiuta il paziente e le pratiche della medicina allopatica, quella occidentale, a riportare al centro la persona, da considerarsi nella sua totalità e non più nella singola parte del corpo interessata dalla malattia. In questo ultimo anno, inoltre, con Giacomo Nucci stiamo sviluppando a domicilio, per le neofamiglie, il progetto “Nido”, finalizzato alla creazione e alla crescita di uno spazio intimo poetico, che attiviamo quando la madre incinta è giunta all’ottavo mese di gravidanza. Il nido familiare si costruisce creando un grembo poetico che contenga e sappia nutrire sia il nascituro, ma anche la neomadre e il neopadre. Col percorso di poetry therapy “Così va molto meglio”, insieme alle maestre di Robbiate,  supportato da Amelia Bortini e Simonetta De Donatis di Mille Gru, sto aiutando i bambini di tre classi quinte della scuola primaria a trasformare i conflitti quotidiani, le paure, i desideri mal decodificati e mal gestiti, in momenti privilegiati di espressività e consapevolezza di sé.

La pressione sociale, sempre più opprimente, genera in noi sempre più di frequente mostri che non sappiamo smascherare e trasformare. Le opere letterarie possono alleggerire di molto questa pressione, possono aiutarci a svelare il vero volto di questi mostri, possono essere molto utili nella ricerca di autenticità e forza relazionale in quanto, scrive T. Greening, “creano il nostro percorso verso l’autenticità”. Nel libro “Scacciapensieri” abbiamo suddiviso le poesie terapeutiche, scritte appositamente da molti dei più importanti poeti per l’infanzia italiani, in medicine classificate con parole chiave come: dialogo, risata, stupore, natura, tempo, armonia, ma per essere autentici e unici serve a tutti la stessa identica medicina: l’amore. Prima di tutto per guarire e auto-guarirsi serve amore.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…