Mandala terapia: colorare nel cerchio magico per ritrovare la propria mappa interiore

Un cerchio magico pieno di forme geometriche, da colorare con le tinte che più rispecchiano il tuo stato d’animo in quel momento. Forse ne hai uno a casa, di mandala da colorare, eppure devi sapere che per alcuni questa arte rappresenta una vera e propria terapia. Per la rubrica Il bene in ogni cosa, Monica Morganti oggi ci racconta la mandala terapia.
Rubrica a cura di Sara Del Dot
18 giugno 2019

Colorare è una cosa che sappiamo fare tutti sin da quando siamo piccoli. Eppure da adulti non lo facciamo più. Forse, invece, dovremmo.

Mandala significa cerchio sacro. E all’interno di quel cerchio può esserci qualsiasi cosa. Nella mandala terapia, puoi riempire quel cerchio con colori mai casuali, del cui valore simbolico magari in quel momento non ti rendi nemmeno conto. Ti ricordi quando da piccolo passavi il tempo a colorare immagini in bianco e nero? Ecco, con la mandala terapia potrai dedicarti alla stessa attività. E in quel momento aprirai un dialogo con la tua anima lasciando fluire i pensieri liberamente, come non ti accadeva da tempo. Monica Morganti, ormai da anni si è resa conto del potere terapeutico che questa disciplina, che ha riscontrato sia nei suoi studi Junghiani sia nel buddhismo tibetano, offre a chi la pratica. Di conseguenza, ha scelto di costruire e teorizzare un metodo che utilizzasse il mandala come porta di accesso per l’io. E ha deciso di raccontarcelo.

Come ti sei avvicinata all’arte del mandala?

Come analista io ho una formazione junghiana. Già nella sua psicoanalisi Jung utilizzava i mandala come immagine archetipica. Accanto a questo, nel corso della mia vita ho svolto un percorso di buddhismo tibetano, in cui ho incontrato i mandala che i monaci realizzano con fiori e colori e che poi distruggono. Ho quindi unito dentro di me queste due cose, il mandala junghiano e quello del buddhismo tibetano, e ho iniziato a dipingerli. Infatti, accanto a quello terapeutico ho seguito anche un percorso artistico che mi ha portato a esporre i miei mandala in diversi posti del mondo. Nel corso di una mostra, un grafico si è innamorato di un mio mandala e mi ha chiesto se potesse trasporlo in bianco e nero. Da questo incontro è nato uno dei miei tanti libri, con all’interno 30 mandala da colorare tratti dalle mie opere, a cui ho aggiunto delle letture psicologiche, unendo quest’arte alla psicoterapia.

In che modo?

Il grafico ha scelto un mandala, lo ha trasposto in bianco e nero per renderlo colorabile, e poi io ho dato a questo mandala un titolo, ad esempio “tradimento”, aggiungendo alcune figure psicologiche di stimolo al concetto stesso di tradimento. È così che sono arrivata a costruire questi materiali.

Come si usa il mandala come strumento di benessere?

Colorare, e in particolare colorare forme che hanno un significato simbolico, favorisce una dimensione meditativa. Quello che accade è che io mi trovo in una situazione di fragilità emotiva perché sono molto nervosa e allora mi metto a colorare il mandala della rabbia. Mentre coloro queste figure geometriche il mio inconscio e il mio conscio si parlano e io riesco a elaborare il sentimento. Quindi, quando io finisco l’esperienza meditativa, io sono più consapevole, più tranquilla, insomma sto meglio. Questo è ciò che succede se colori un mandala, anche se non hai davanti un analista. Ma il mandala può essere anche utilizzato a livello di auto-lettura. Infatti, siccome mi piace rendere le persone indipendenti, ho spiegato alle mie pazienti che esiste un vocabolario cromatico, il che significa che per un determinato mandala tu scegli determinati colori che non sono mai casuali, hanno un significato simbolico e stimolano ricordi e sensazioni personali. Quindi, le persone colorano i mandala e io faccio scrivere loro su un foglio tutte le associazioni che fanno su ciascun colore che hanno utilizzato. Questo esercizio in qualche modo racconta il loro stato d’animo mentre stanno colorando, regalando informazioni in più.  Un’altra cosa che si può fare è dare al mandala un titolo. Magari tu l’hai scelto perché accanto hai visto la parola “tradimento”, ma poi lo guardi e ti viene in mente un ricordo lontano, come la casa di una tua vecchia zia. A questo punto provi a scrivere un racconto o una favola mettendo insieme questi due titoli, ovvero “tradimento” e “la casa della zia”. In questo modo consenti al tuo inconscio di parlare ulteriormente di questi temi in modo “altro”, senza riferirti direttamente alla tua esperienza, ma troverai una serie di elementi che ti aiuteranno a riflettere. Un passo ulteriore può essere prendere il mandala e appenderlo a una parete, lasciandolo lì per qualche giorno e consentendo ai tuoi pensieri di fluire liberamente ogni volta che lo guardi.

Quindi può essere utilizzato sia in compagnia del terapeuta sia in modo autonomo?

Assolutamente sì. È chiaro che se lo fai in analisi, all’interno di un percorso io ci metto anche la mia competenza e possiamo rifletterci insieme. Ma è una cosa che puoi fare anche benissimo da solo. Anzi, è molto probabile che facendolo tu ti renda conto che non c’è alcun bisogno di fare un percorso analitico, perché è uno strumento talmente potente che funziona a prescindere. È una vera e propria chiave di accesso all’inconscio. Mentre colori, stai aprendo un dialogo con l’anima.

A chi è consigliata la mandala terapia?

Il mandala è uno strumento che io utilizzo molto in terapia con i miei pazienti, ma lo possono usare anche i miei colleghi nel corso delle loro terapie. Tuttavia chiunque può utilizzarlo: per se stesso, per un proprio percorso personale, o ancora le madri con i propri figli. Naturalmente è uno strumento che a seconda della profondità con cui lo utilizzi dà risultati diversi. Quello che è certo, è che il mandala è perfetto per tutte le età. Viene infatti utilizzato sia con i bambini dell’asilo sia con i malati di Alzheimer, perché fa bene proprio a tutti, in primis perché è un’attività assolutamente non giudicante. Infatti, colorare è una cosa che facciamo tutti, non è possibile che ci faccia sentire bravi o non bravi.

Quali sono i benefici della mandala terapia?

Io ho avviato questa disciplina facendo un percorso, ma solo in seguito mi sono accorta di quanto fosse potente. Per questo ho deciso di sistematizzarla. La mandala terapia infatti aumenta il rilassamento, la concentrazione e favorisce la consapevolezza di alcune dinamiche. Quando la pratichi, non ti senti mai giudicato, e questo evita di attivare qualsiasi tipo di resistenza, così abbassi le funzioni emotive e lasci liberi i pensieri. Di questa forza me ne sono accorta negli anni, attraverso i miei pazienti. Dalla scelta dei colori fino alla decisione del titolo, mi sono accorta che emergevano connessioni, collegamenti, scenari affascinanti, partendo da un dato del momento riuscivano ad attivare altre mille esperienze. È una cosa davvero potente.

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Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco altro…