Raccomandato l’uso preferenziale del vaccino di AstraZeneca per gli over60: perché è stata presa questa decisione

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli, durante una conferenza organizzata da AIFA e in seguito a un consulto tra tutti i ministri della Sanità dell’Unione europea: la scelta è stata quella di adottare una linea comune, anche alla luce dei risultati dell’indagine di EMA.
Giulia Dallagiovanna 8 Aprile 2021
* ultima modifica il 08/04/2021

Il vaccino di AstraZeneca rimane un farmaco sicuro. Lo ha ribadito ieri l'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali, nel corso della conferenza stampa indetta per annunciare le conclusioni delle indagini rispetto ai rari casi di eventi trombotici che si sono manifestati in seguito all'iniezione. L'Italia però ne raccomanderà l'uso preferenziale solo per le persone over60. La decisione è stata annunciata da Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore della Sanità e capo del Comitato tecnico scientifico, durante un'altra conferenza stampa indetta dall'AIFA nella serata di ieri. Ma cosa significa e perché è stata presa questa decisione?

In linea con gli altri Paesi europei

Il professor Locatelli ha subito precisato che la scelta è avvenuta dopo che il ministro della Salute Roberto Speranza si è consultato in teleconferenza con i suoi omologhi europei. L'idea alla base è quella di scegliere una linea di azione comune che si riveli sicura ed efficace per tutti i cittadini dell'Unione, sulla base dei dati emersi fino ad ora.

Come forse già saprai, i tre Stati più densamente popolati, ovvero Germania, Spagna e Francia, avevano già posto dei limiti di età per la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. Più nello specifico, i primi due lo hanno previsto per chi aveva più di 60 anni, mentre il terzo ha abbassato la soglia addirittura fino ai 55. L'Italia ha deciso di allinearsi a questo modus operandi consigliando, dunque non imponendo, questo specifico vaccino per chi ha dai 60 anni in su.

La questione dell'età

Ma perché proprio 60 anni? La ragione per cui la soglia di età è stata fissata in questo punto riguarda proprio l'incidenza degli eventi trombotici. Secondo l'Ema potrebbe in effetti esserci un nesso di causa-effetto rispetto alla somministrazione del vaccino, sebbene non sia ancora chiaro il meccanismo che porterebbe alla formazione dei coaguli di sangue, potenzialmente letali.

"In queste ultime ore i comitati di farmacovigilanza e vaccinosorveglianza di Ema e AIFA hanno valutato nuovi dati sui fenomeni trombotici e trombo-embolici a carico dei seni venosi cerebrali e di quelli addominali – ha spiegato Locatelli. – La valutazione dell’Ema è che il nesso di causalità è plausibile. Il meccanismo che sottende allo sviluppo di questi fenomeni non è definitivamente chiarito. Ci sono ipotesi. Gli episodi sono rari ma superiori all’aspettato nei soggetti sotto i 60 anni e inferiori all’aspettato oltre i 60 anni d’età". Tutti gli eventi avversi sono stati registrati nei 14 giorni successivi all'inoculo del vaccino.

Gli eventi trombotici rari hanno avuto una maggiore incidenza tra chi aveva meno di 60 anni

Inoltre, sopra i 60 anni il rischio di morire a causa del Covid-19 aumenta in modo molto importante. Diventano dunque nettamente maggiori le probabilità di contrarre l'infezione e non sopravvivere, rispetto a quelle di riscontrare un evento avverso grave dopo il vaccino. Inoltre, non ti dimenticare che anche il Covid più provocare trombosi, in una percentuale compresa tra il 15 e il 20% di tutte le persone che vengono ricoverate.

I numeri da considerare

Al netto di tutte le cautele, è comunque importante avere sempre un occhio ai numeri. I casi di eventi trombotici riportati al 22 marzo sono 86 in totale: 62 di trombosi cerebrale dei seni venosi e 24 di trombosi venosa splancnica, ovvero che coinvolge più vasi all'interno dell'addome. Tra loro, si sono verificati anche 18 decessi. Naturalmente, si tratta di eventi tragici, ma non bisogna dimenticare che il conteggio è stato fatto su una popolazione di 25 milioni di persone vaccinate con AstraZeneca tra Unione europea e Regno Unito. Facendo un rapido calcolo, questo significa che l'incidenza degli eventi trombotici è più o meno di 1 caso ogni 290mila persone e di un decesso ogni 1 milione e 300mila. I dati aggiornati al 4 aprile parlano invece di 169 casi di trombosi cerebrale e 53 per quella venosa splancnica, su 34 milioni di persone che avevano ricevuto AstraZeneca.

L'incidenza delle trombosi è di 1 ogni 290mila persone. Per i decessi scende a 1 ogni 1 milione e 300mila

E proprio perché la morte di una persona è sempre una grave perdita, ricordiamo che al momento i contagi totali da Coronavirus al mondo sono 133 milioni, mentre i morti sono già 2 milioni e 800 mila, anche se questi numeri potrebbero essere in realtà superiori a causa di tutti i casi che, per diverse ragioni, potrebbero essere sfuggiti al monitoraggio. Stiamo parlando di un decesso ogni 47,5 persone contagiate. Risulta subito evidente come il rischio sia nettamente maggiore.

Infine, proviamo a fare un confronto con altri farmaci che già conoscerai. La pillola contraccettiva ha un dimostrato rischio di trombosi, con un'incidenza nettamente superiore rispetto al vaccino antiCovid: 4 persone ogni 10mila donne che l'assumono. L'aspirina? Pensa che nel 1999, in seguito a uno studio americano pubblicato sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine, alcuni giornali titolavano che "uccide come l'AIDS", in riferimento ai 16.500 morti l'anno registrati negli Stati Uniti. Al pari di lei, anche farmaci a base di ibuprofene e altri FANS che tu utilizzerai abitualmente.

Questo non significa che i medicinali di cui ti ho parlato non siano sicuri, anzi. In caso contrario, li avrebbero già ritirati dal mercato. Il problema è che una medicina ha sempre effetti collaterali, il punto è capire quando i benefici superano i rischi. Ecco perché questa è la frase che continui a sentire ripetere in riferimento al vaccino di AstraZeneca.

Cos'ha detto l'EMA

L'Agenzia europea per i medicinali non ha in realtà suggerito limiti di età per la somministrazione del vaccino di AstraZeneca. Anzi, Emer Cooke, il direttore esecutivo di Ema, ha affermato in modo chiaro che questi rari episodi si sono manifestati in tutte le fasce di età e dunque non è possibile stabilire con certezza un nesso rispetto agli anni di una persona.

In ogni caso, l'autorità europea ha lasciato carta bianca ai singoli Paesi dell'UE, invitando a tenere contro non solo dei report sugli effetti avversi, ma anche dell'andamento della pandemia sul proprio territorio. Non serve infatti ricordare, spero, che solo in Italia il Covid ha già provocato oltre 112mila decessi e centinaia di migliaia di ricoveri, portando al limite la capienza di diversi ospedali.

Fonti| Ministero della Salute; John Hopkins University

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