Rimedi omeopatici: cosa sono e come funzionano?

Granuli, globuli o gocce. I rimedi omeopatici, si presentano spesso in tubicini di plastica con sigle e nomenclature incomprensibili riportate sulle confezioni. Cerchiamo di fare chiarezza sui quali siano e come funzionino i rimedi proposti dall’omeopatia per risolvere problemi di salute di varie entità.
Gaia Cortese 10 aprile 2019

Curare il simile con il simile. È questo il principio su cui si basa l’omeopatia (dal greco òmoios "simile" e pàthos, "malattia"), una pratica inventata da un medico tedesco, Samuel Hahnemann, nell'Ottocento. Secondo l’omeopatia, l’organismo ha in sé tutte le risorse per poter guarire da eventuali malesseri o disturbi di salute. I rimedi omeopatici non fanno altro che stimolare questa capacità di autoguarigione, somministrando le stesse sostanze che hanno provocato il disturbo.

Origine dei rimedi omeopatici

I rimedi omeopatici possono essere di origine vegetale, animale o minerale. Tra questi i rimedi di origine vegetale coprono ben il 70% di tutti i rimedi omeopatici in circolazione. La caratteristica che contraddistingue le preparazioni in omeopatia è la diluizione, aspetto che ha portato molto spesso questa pratica ad essere messa in discussione in ambito scientifico.

La diluizione in omeopatia

Facciamo un esempio. Sulla confezione di un rimedio omeopatico, dopo il nome della sostanza medicinale, compaiono alcune sigle composte da una cifra e da una o più lettere. Se dovesse quindi capitarti tra le mani una confezione di "Ledum palustre 7 CH" (per citarne uno a caso), la sigla riportata significa che la sostanza iniziale (il rosmarino selvatico triturato e polverizzato) è stata sottoposta a 7 diluizioni secondo il metodo originario di Hahnemann, il nostro medico tedesco. Vale a dire che se la diluizione 1CH (o 1C) è una diluizione 1 a 100, la diluizione 7CH ci dice che la sostanza iniziale è stata diluita 7 volte per 100 volte.

Quindi, la cifra indica il numero di diluizioni cui è stata sottoposta la sostanza iniziale (7, 9, 15, 30 e così via), mentre le lettere denotano il metodo utilizzato: CH (diluizione centesimale secondo il metodo di Hahnemann), DH (diluizione decimale secondo il metodo di Hahnemann), K (diluizione secondo il metodo di Korsakov), LM o 50M (diluizione cinquanta millesimale).

La dinamizzazione in omeopatia

Oltre alla diluizione, esiste anche un’altra tecnica per la produzione di rimedi omeopatici che sfrutta la dinamizzazione (anche detta potenziamento). In cosa consiste? In pratica il prodotto già diluito viene scosso con potenza, almeno 100 volte in senso verticale, con movimenti netti, veloci e di breve distanza (circa 20 centimetri). Ovviamente esistono macchinari appositi per questa operazione, anche se c’è ancora chi predilige la preparazione manuale, sostenendone che il risultato finale sia migliore e l’efficacia maggiore.

Quali rimedi omeopatici esistono?

Quando il rimedio omeopatico presenta sotto forma di granuli, questi sono contenuti in un tubicino di plastica. Sono piccole sfere di lattosio, impregnate della sostanza medicinale omeopatica diluita (diluizioni che solitamente sono medio-basse). I granuli possono essere assunti più volte al giorno secondo le indicazioni dell’omeopata.

Poi ci sono i globuli, molto simili ai granuli, ma leggermente più piccoli. Il contenuto di un tubicino (in genere 200 globuli e a diluizioni piuttosto elevate) viene assunto in un'unica dose (per esempio, un tubo una volta alla settimana). Infine ci sono le gocce, realizzate di norma con una soluzione alcolica.

Le regole dell'omeopatia

Come per gli antibiotici devono essere rispettati gli orari in cui assumerli, anche i rimedi omeopatici prevedono alcune regole. Lo scopo è quello di non vanificare la terapia e ottenere i migliori risultati.

  1. La somministrazione del rimedio omeopatico dovrebbe avvenire il prima possibile, quindi fai attenzione ai primi sintomi e intervieni tempestivamente.
  2. La somministrazione di un rimedio omeopatico può variare a seconda dell’entità del disturbo e della fase del decorso del malessere. Per fare un esempio, per l’Oscillococcinum, uno dei rimedi omeopatici forse più conosciuti, all’insorgere dei sintomi si consiglia una dose ogni 8 ore nelle prime 24 ore, a sintomatologia conclamata una dose mattina e sera per 3-4 giorni, mentre come semplice prevenzione una dose la settimana da ottobre a marzo.
  3. I granuli e i globuli devono essere sciolti sempre sotto la lingua, poiché solo in questo modo si può favorire l'assorbimento del rimedio omeopatico tramite la fitta rete di capillari venosi in questa parte della bocca.
  4. I rimedi in forma liquida invece (sciroppi e gocce) dovrebbero essere trattenuti sotto la lingua per almeno un minuto prima di essere ingeriti.