Samantha Cristoforetti è la prima donna comandante della Stazione Spaziale Internazionale

L’astronauta Samantha Cristoforetti ha assunto il comando della Stazione Spaziale internazionale. È la prima donna europea ad assumere questo ruolo e per lei è uUn onore poter rappresentare l’Italia”.
Gaia Cortese 29 Settembre 2022

È la nuova comandante della Stazione Spaziale Internazionale e la prima donna europea ad avere questo ruolo. Samantha Cristoforetti, anche nota oramai come AstroSamantha, ha da poco ricevuto dal cosmonauta russo Oleg Artemyes la simbolica chiave del comando della stazione spaziale, una tradizione marinara che, in questo caso, viene celebrata in un contesto diverso, ma non meno cerimonioso.

“È per me un onore e un privilegio poter rappresentare l’Italia nello spazio – ha dichiarato la Cristoforetti durante l'evento -, e se oggi sono qui è grazie al grande impegno e ai grandi risultati che il nostro paese ha ottenuto, ottiene e continuerà ad ottenere in ambito spaziale”.

Astronauta, ma anche aviatrice e e ingegnera. Per arrivare dove è arrivata, Samantha Cristoforetti ne ha percorsa di strada. Appassionata della serie televisivo Star Trek già da piccola, Samantha consegue la laurea in Ingegneria meccanica all’Università Tecnica di Monaco di Baviera, nel 2001. Successivamente frequenta la Scuola Nazionale Superiore di Aeronautica e dello Spazio di Tolosa in Francia, e poi l’Università Mendeleev delle Tecnologie Chimiche di Mosca in Russia.

“Essere un comandante non significa impartire ordini, ma trovare soluzioni, sapendo anche farsi da parte per permettere a persone più competenti di esprimersi al meglio”

Prosegue gli studi in Italia nell'essere ammessa all’Accademia Aeronautica di Pozzuoli, poi prende la seconda laurea in Scienze Aeronautiche all’Università Federico II di Napoli, naturalmente, uscendo con un 110 e lode.

In questi anni Samantha inizia ufficialmente la sua carriera come pilota dell’accademia aeronautica, arrivando a ricoprire il ruolo di capitano, ma è nel maggio del 2009 che viene selezionata come astronauta dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e, dopo 5cinque anni, diventa la prima astronauta di nazionalità italiana ad effettuare un volo spaziale.

La prima missione

L’abbiamo conosciuta un po’ tutti in occasione della missione Futura nel 2014 che l’ha vista 199 giorni consecutivi in orbita. Come aveva dichiarato l’allora presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston, “la missione Futura ha permesso di mostrare al mondo la qualità dei programmi spaziali dell’Italia, realizzata tramite la tecnologia e le competenze industriali del nostro Paese e la professionalità delle persone che lavorano in questo settore, di cui Samantha è la punta di diamante”.

Dopo lunghi addestramenti  tra i vari centri specializzati in giro per il mondo, la prima missione di Samantha per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale ha avuto quindi inizio il 23 novembre del 2014 a bordo del veicolo Soyuz. La stazione è un laboratorio interdisciplinare dedicato alla ricerca scientifica, gestito da cinque diverse agenzie spaziali: la statunitense NASA, la russa RKA, l’europea ESA, la giapponese JAXA e la canadese CSA-ASC.

Nel "Diario di un’apprendista astronauta" pubblicato nel 2018, Samantha descrive così le prime sensazioni provate una volta in orbita: "C’è la Terra, laggiù. Blu, come si conviene, con spruzzate di bianco che proiettano ombre lunghe sul mare. […] Colgo uno scorcio della Via Lattea, riconosco Cassiopea. Sono lontane quanto la Terra, ma da qui sembra di poterci dialogare. C’è però un che di struggente nel contemplarlo da quassù, da questa scatola di metallo, questo groviglio di tecnologia neanche troppo all’avanguardia che ci permette di essere qui, dove no, proprio no, non ci dovrebbe essere alcun essere umano".

Un modello di genitore

Nel 2022.  in procinto di tornare sulla Stazione Spaziale Internazionale Samantha Cristoforetti si è fatta (involontariamente) sostenitrice di un modello di famiglia a gestione partitaria.

Alla domanda di un giornalista su come si sarebbe organizzata la famiglia (Samantha Cristoforetti e il suo compagno hanno due figli) durante la lunga assenza di cinque mesi, la Cristoforetti ha risposto: "Ho la fortuna di avere un partner che ha sempre dimostrato di cavarsela molto bene in famiglia e di essere il punto di riferimento per i nostri due figli anche per lunghi periodi. Noi astronauti dobbiamo molto a chi ci aiuta quando siamo lontani da casa in missione o in addestramento. Ma c’è molta serenità. Tutto viene vissuto come molta naturalezza che sia la madre o che sia, come avviene più spesso, il padre a partire per lo spazio”.

D’altronde da quel momento in poi ci sarebbe stati almeno 1undici astronauti in missione, di cui otto maschi:  qualcuno ha chiesto a loro come avrebbero gestito i figli? No.

Un riferimento per tutte le bambine

Non solo. Samantha Cristoforetti è stata felice di collaborare alla realizzazione di Barbie AstroSamantha, nell’ambito del progetto Dream Gap Project del marchio Mattel. Una Barbie dalle sembianze dell’astronauta italiana che possa essere un modello per le bambine di tutto il mondo affinché abbiano fiducia nelle proprie potenzialità e possano credere nei propri sogni.

Dopo dopo l’annuncio, ufficializzato dall’Agenzia Spaziale Europea la scorsa settimana al Congresso mondiale di astronautica di Parigi, Samantha Cristoforetti potrebbe partecipare alla missione lunare Artemis. Sarebbe la prima donna a mettere piede sulla Luna.