Santa Fiora, il borgo toscano che invita i lavoratori in smart working a trasferirsi qui

Un antico e suggestivo borgo toscano dove ritirarsi in totale relax per lavorare in remoto. Se l’idea ti piace, a Santa Fiora, in provincia di Grosseto, l’Amministrazione Comunale ha messo a disposizione 30mila euro per coprire la metà delle spese di affitto.
Gaia Cortese 5 Aprile 2021

Alle pendici del Monte Amiata, il Comune di Santa Fiora, in provincia di Grosseto, è uno dei borghi più belli e pittoreschi d’Italia. Arroccato su una rupe toscana, lo chiamano il paese dell’acqua, perché questo borgo è tutto costruito intorno alle sorgenti del fiume Fiora e alla Peschiera, un incantevole laghetto che raccoglie le acque di questo fiume.

Senza dubbio, Santa Fiora è un luogo in cui regna la tranquillità, interessante da visitare, ma anche ideale per viverci. L’occasione arriva attraverso un bando lanciato nel 2020, ma aggiornato anche per il 2021, per invitare chiunque stia lavorando in smart working, a farlo in questo antico borgo.

Il Comune, infatti, pagherà il 50 per cento delle spese sostenute per l’affitto per trasferte di almeno due mesi (ma la durata non deve superare i sei mesi) finalizzate al lavoro da remoto, garantendo servizi di banda ultra larga per la connessione alla Rete.

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Se stai già apprezzando l’idea di lavorare in smart working in un luogo così suggestivo, immerso nella natura e soprattutto lontano dalla frenesia e dalla confusione della città, affrettati ad accedere al bando: ci sono 30mila euro a disposizione per sostenere i voucher che saranno richiesti da chi vorrà essere, per almeno sei mesi, cittadino acquisito del borgo di Santa Fiora.

Negli ultimi tempi, il borgo toscano sta compiendo passi importanti per rinnovarsi e per diventare una meta turistica sempre più ambita. Oltre ai voucher per i lavoratori in smart working, si sta lavorando molto sulle strutture ricettive.

“Santa Fiora ha registrato negli ultimi anni un trend positivo di turismo – ha affermato il sindaco Federico Balocchi – e questo ci riempie di soddisfazione ma, di fatto, mancano le strutture ricettive e abbiamo l’esigenza di aumentare i posti letto per rispondere correttamente a questa crescita. Abbiamo pertanto messo a bando una cifra importante, pari a 100mila euro, che ci auguriamo possa essere un buon incentivo per sostenere interventi che vanno in questa direzione”.