Scoperto un nuovo tipo di cellula T in grado di combattere tutti i tipi di tumore

Un team di ricercatori dell’Università di Cardiff, nel Regno Unito, ha individuato grazie alla tecnica dell’editing genetico un recettore dei linfociti T capace di rilevare e attaccare cellule tumorali di vario tipo. La scoperta ha un potenziale enorme e potrebbe segnare una svolta verso una terapia antitumorale universale, ma è troppo presto per cantare vittoria.
Federico Turrisi 22 gennaio 2020
* ultima modifica il 22/01/2020

La ricerca contro il cancro non si ferma mai e sono numerosi i passi in avanti che sta facendo la scienza medica per terapie oncologiche sempre più mirate ed efficaci. Una nuova speranza arriva da uno studio, da poco pubblicato sulla rivista Nature Immunology, condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Cardiff (Regno Unito) guidato dal professore Andrew Sewell: gli scienziati hanno individuato un nuovo tipo di cellule T, tra le più importanti del sistema immunitario, che potrebbe aiutare a sconfiggere non un uno ma diversi tipi di neoplasie. Anzi, potenzialmente tutti.

Questo nuovo studio ha portato a risultati molto promettenti e segna un passaggio cruciale nella lotta contro i tumori. Per spiegartelo è necessaria una piccola digressione medica. La scoperta è avvenuta quasi per caso: il team di esperti era infatti alla ricerca di metodi non convenzionali con cui il sistema immunitario aggredisce le cellule tumorali e attraverso la tecnica Crispr-Cas9 si è imbattuto in un particolare recettore delle cellule T (Tcr) in grado di rilevare e attaccare le cellule tumorali di vario tipo (dalle ossee alle prostatiche, dalle polmonari alle renali e via dicendo) lasciando intatti i tessuti sani.

La caratteristica di questo recettore è quella di legarsi a una molecola chiamata Mr1, il cui funzionamento è simile a quello dell'Hla, l'antigene leucocitario umano che aiuta a rilevare le cellule tumorali, ma a differenza di quest’ultimo (che varia da persona a persona) è universale. Ed è proprio qui la novità. Non è la prima volta infatti che si sente parlare di terapia genica in campo oncologico. La più diffusa è quella conosciuta col nome di Car-T (Chimeric antigen receptor): gli esperti la utilizzano per riprogrammare il sistema immunitario di un malato di cancro, in modo tale che possa riconoscere e contrastare le cellule tumorali. In sostanza, i linfociti T, ossia un tipo di globuli bianchi, vengono prelevati dal paziente, modificati geneticamente in laboratorio e reinseriti nell'organismo. Una volta rientrati riescono a individuare e attaccare le cellule tumorali, ma solamente alcune tipologie specifiche.

La scoperta dei ricercatori dell'Università di Cardiff cambia la prospettiva: con la nuova cellula T si potrebbero curare tutti i tipi di tumore con lo stesso trattamento. Un trattamento quindi valido per tutti i pazienti oncologici, il che significa avere a disposizione un'arma davvero rivoluzionaria. Ma attenzione ai facili entusiasmi. I ricercatori stessi avvertono che occorrono ulteriori studi, dal momento che siamo ancora a una fase iniziale dei test, condotti per il momento soltanto sui topi e e su cellule umane in provetta. Insomma, per quanto sia un importante passo in avanti, bisognerà aspettare ancora molto tempo prima di vedere farmaci reali per i pazienti.

Fonte | "Genome-wide CRISPR–Cas9 screening reveals ubiquitous T cell cancer targeting via the monomorphic MHC class I-related protein MR1" pubblicato su Nature Immunology il 20 gennaio 2020.

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