Sei un caso sospetto o un contatto stretto? Ora potrai fare il test rapido anche dal tuo medico di famiglia o dal pediatra

Da oggi fino al 31 dicembre 2020 il Governo, con il Decreto Ristori, stanzierà 30 milioni di euro per permettere ai medici di famiglia o ai pediatri di libera scelta di eseguire oltre 2 milioni di test antigenici. Ad un tampone fatto in studio corrisponderà una remunerazione di 18 euro e verranno forniti dispositivi di sicurezza a tutti i medici: per ora, però, solo la Fimmg ha firmato l’accordo.
Kevin Ben Alì Zinati 28 Ottobre 2020
* ultima modifica il 19/11/2020

Anche il tuo medico di famiglia e il tuo pediatra. Da oggi anche loro potranno, anzi dovranno, effettuare il test rapido nel momento in cui tu o tuo figlio foste sospetti casi Covid. Lo prevede l’accordo stralcio tra la Sisac e i medici di famiglia e la misura è contenuta anche nel Decreto Ristori presentato ieri dal premier Giuseppe Conte: il Governo ha previsto lo stanziamento di 30 milioni di euro che consentiranno agli oltre 50mila medici e pediatri di eseguire in autonomia, da qui alla fine dell’anno, circa 2 milioni di tamponi antigenici. Come puoi immaginare, l’idea è duplice: introdurre un’altra misura per cercare di ridurre la diffusione dei contagi e alleggerire il carico gravato sulle Asl cercando di smuovere il traffico che sta inghiottendo il sistema sanitario.

Le novità

L’accordo introduce una remunerazione per i medici che effettueranno il test rapido. Si tratta di 12 euro se il tampone antigenico venisse effettuato fuori dallo studio, come negli spazi messi a disposizione delle Asl o nei tendoni della Protezione Civile oppure di 18 euro se il test verrà effettuato all’interno dello studio.

Te lo starai chiedendo e sì, gli studi dei medici dovranno essere organizzati con ingressi separati e stanze dedicate all’effettuazione dei test e da igienizzare dopo ogni paziente, dovrà essere predisposto un percorso di sicurezza nel caso di un paziente positivo e ai medici verranno poi forniti i dispositivi di sicurezza. 

A chi verrà fatto il test rapido

Secondo quanto si legge nell’accordo, medici di famiglia e pediatri di libera potranno effettuare il test antigenico:

  • alle persone individuate come “contatti stretti asintomatici
  • ai casi sospetti di contatto che il medico di medicina generale si trova a dover visitare
  • ai contatti stretti asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento identificati in base ad una lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità Pubblica o di Igiene e Prevenzione

I medici avranno una remunerazione di 18 euro se il test verrà effettuato nel proprio studio e di 12 se fatto in strutture dell'Asl.
Se il test rapido dovesse dare esito positivo il medico deve informare le autorità sanitarie raccomandandoti subito l’isolamento domiciliare fiduciario in attesa del risultato del tampone molecolare di conferma. Se invece fosse negativo, ti rilascerebbe un’attestazione certificata.

Accordo… a metà

Il testo è stato sviluppato sulla base dell’Atto di indirizzo della Conferenza Stato-Regioni ma, ad oggi, stato firmato solo dalla Federazione dei medici di medicina generale (che rappresenta comunque il 65% della rappresentatività) e non dalle altre sigle. Queste contestano la mancata garanzia della sicurezza sia nei confronti dei cittadini sia verso i medici stessi e l’obbligatorietà dell’esecuzione dei tamponi, preferendo invece l’adesione su base volontaria. Nel frattempo, però, da novembre e fino al 31 dicembre 2020 medici e pazienti avranno anche questa soluzione in più.

Fonti | Governo; Ansa  

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