Sindrome del tunnel carpale, conosci questo disturbo del polso?

Questo problema è dovuto allo schiacciamento del nervo mediano e causa formicolio e senso di intorpidimento alle prime tre dita della mano e a parte dell’anulare, oltre che dolore all’avambraccio. Disturbi molto fastidiosi, visto che avvengono spesso di notte e possono rendere difficoltose operazioni che facciamo tutti i giorni con le mani.
Federico Turrisi 3 settembre 2019
* ultima modifica il 03/09/2019

Aprire un barattolo o impugnare un oggetto. Azioni quotidiane che possono diventare difficoltose se soffri di sindrome del tunnel carpale. Un disturbo molto fastidioso che interessa il polso e la mano; e anche molto diffuso, soprattutto tra le donne sopra i 40 anni. Primo punto che devi memorizzare: si tratta di una neuropatia, quindi di una malattia che colpisce il sistema nervoso periferico, ossia i nervi. Non va quindi confusa con l'artrosi, che invece è un processo di logoramento delle cartilagini articolari.

È sempre bene comunque avere cura della salute dei polsi, soprattutto se svolgi attività lavorative che prevedono movimenti ripetitivi (per esempio se fai il/la cassiere/a): ricordati di fare ogni tanto delle pause per rilassarli e di fare attenzione alla tua postura. Piccoli accorgimenti che possono aiutare a prevenire la sindrome del tunnel carpale. Ma in che cosa consiste esattamente questa patologia?

Che cos'è il tunnel carpale

Il tunnel carpale è un canale che si trova nel polso, proprio all'ingresso del palmo della mano. Si tratta di uno spazio ristretto, abbastanza affollato, dal momento che ci passano il nervo più importante della mano, ossia il nervo mediano, e i nove tendini che ti consentono di flettere le dita. All'uscita del tunnel, diciamo così, il nervo si distribuisce sulle prime tre dita (pollice, indice e medio) e su parte dell'anulare. La sindrome del tunnel carpale è dovuta proprio alla compressione del nervo mediano.

Le cause della sindrome del tunnel carpale

Ma come mai si schiaccia il nervo mediano all'interno del tunnel carpale? Ti starai chiedendo. Trovare una causa scatenante non è facile. Spesso è una combinazione di fattori. Il disturbo può essere congenito: banalmente, hai un tunnel carpale più stretto. Può essere provocato da traumi (lussazioni, fratture) al polso che causano gonfiore e quindi riducono per il nervo lo spazio in cui passare. Possono esserci ragioni ormonali: in questi casi i fattori scatenanti sono la ritenzione idrica e il gonfiore, tipici soprattutto del periodo della gravidanza e della menopausa. Ci sono infine malattie, come il diabete e l'ipotiroidismo, che fanno crescere il rischio di sviluppare il problema. Non è invece ancora stata dimostrata a livello scientifico la connessione tra la sindrome del tunnel carpale e i lavori che consistono in movimenti ripetitivi e forzati delle mani e dei polsi.

I sintomi del tunnel carpale

Se cominci a sentire un formicolio sulle prime tre dita e su parte dell'anulare (le dita raggiunte dal nervo mediano di cui abbiamo parlato sopra), allora conviene preoccuparti, perché questo è uno dei sintomi principali della sindrome del tunnel carpale. Questo avviene soprattutto di notte, in una fase profonda del sonno, quando, senza che ce ne accorgiamo, i nostri polsi assumono una posizione di flessione. Ed è parecchio fastidioso: non è piacevole infatti svegliarsi nel cuore della notte a causa di questi dolori.

Oltre al senso di intorpidimento e di perdita di sensibilità nelle dita interessate, un altro sintomo è il dolore all'avambraccio. Dolore che si può estendere a tutto il braccio fino ad arrivare alla spalla. Nei casi più gravi, la sindrome del tunnel carpale può compromettere la tua capacità di impugnare saldamente gli oggetti e può rendere più faticose attività normalissime come digitare un testo con la tastiera del computer.

Diagnosi della sindrome del tunnel carpale

Una diagnosi veloce è importante se non vuoi che il tuo nervo mediano si danneggi ulteriormente, creando dei seri problemi. Per individuare la sindrome del tunnel carpale i medici si avvalgono di test specifici come quello di Tinel o quello di Phalen. Il primo consiste nel farsi picchiettare il polso da uno specialista: se provi del formicolio alle prime tre dita o percepisci una sensazione simile a una scossa, allora ti trovi di fronte a una sindrome del tunnel carpale. Nel secondo invece ti viene chiesto dal medico di tenere gli avambracci in posizione orizzontale e di flettere i polsi con le mani giunte rivolte verso l'alto, come se stessi pregando – si può eseguire anche con le dita rivolte verso il basso -; se dopo un minuto cominci a sentire un torpore alle prime tre dita, è il segno che hai la sindrome del tunnel carpale. L'esame più preciso rimane l'elettromiografia, che viene effettuata da un neurologo per verificare lo stato di salute del nervo mediano.

Rimedi per il tunnel carpale

Esistono due vie per risolvere il problema. Scopriamole insieme.

Trattamento non chirurgico

È possibile risolvere il problema e cancellare questo fastidioso disturbo? La risposta è sì, sempre e comunque sotto la supervisione di un medico. Quando il dolore è intermittente e di lieve entità puoi optare per il trattamento non chirurgico. Questo consiste in una piccola infiltrazione di cortisone all'interno del tunnel carpale che combatte l'infiammazione. In molti casi questa operazione è sufficiente per far sparire i sintomi.

Intervento chirurgico

Se invece la condizione è più critica, allora devi considerare l'intervento chirurgico, che prevede il taglio del legamento che fa da "tetto" per il tunnel carpale. Ci sono essenzialmente due modi: o l'incisione cutanea o l'intervento per via endoscopica, cioè entrando dentro il tunnel con una piccolissima telecamera e una lametta per tagliare il legamento. In entrambi casi si procede con l'anestesia locale e si arriva all'eliminazione in maniera definitiva del disturbo. Le probabilità che si ripresenti la sindrome del tunnel carpale sono bassissime.

Fondamentale dopo l'intervento è la fisioterapia. Infatti puoi anche impiegare mesi per recuperare pienamente la forza e la sensibilità del polso e della mano. Proprio per accelerare il recupero viene spesso consigliato l'uso di un tutore o di una polsiera, soprattutto di notte: queste apparecchiature infatti permettono di mantenere rilassato il polso e possono esserti utili anche nel trattamento non chirurgico.

Fonte | Humanitas

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