Soldi sporchi: quanti batteri contengono le monete che tocchiamo ogni giorno?

I soldi vengono usati ogni giorno, passano per milioni di mani e sono terreno fertile per tantissime specie di batteri, più o meno pericolosi. Eppure siamo talmente abituati a maneggiarli da aver praticamente smesso di farci caso.
Sara Del Dot 19 ottobre 2018
* ultima modifica il 22/09/2020

I soldi sono sporchi, lo sappiamo tutti. Eppure ogni giorno ne maneggi una discreta quantità, spesso in situazioni in cui non ti è immediatamente possibile lavarti le mani. Per fare la spesa, per prendere il carrello al supermercato, per il biglietto della metropolitana, per bere un caffè. Magari non te ne rendi neanche conto, ma fuori di casa ci sarà sempre un momento in cui ti frugherai nelle tasche alla ricerca di monetine per fare un acquisto, anche esiguo. E poi, magari, comprerai un trancio di pizza e lo mangerai come se niente fosse.

In Italia, l’80% dei pagamenti avviene in contanti, e la cartamoneta che circola per lo stivale ha un valore che si aggira attorno ai 180 miliardi di euro. Si tratta di milioni e milioni di monete e banconote che ogni giorno passano di mano in mano fino a finire, magari, nelle tue. Puoi averli appena prelevati dal bancomat sotto casa, possono scintillare come se fossero stati intinti nella candeggina, ma puoi starne certo: non sarai mai il primo ad averli presi in mano. E, assieme al loro valore economico, guadagni tutta la sporcizia e i batteri di cui sono impregnati.

Quanti batteri nei nostri portafogli?

Secondo una ricerca della New York University, condotta qualche anno nell’ambito del Dirty Money Project, sulle banconote sono presenti migliaia di colonie di diverse specie di batteri. Quelle maggiormente identificate sono quelle che causano l’acne, a cui si aggiunge naturalmente la flora batterica presente sulla pelle, oltre a diversi batteri associati a ulcera, polmonite e intossicazioni alimentari.

Stringendo il campo solo sulla nostra moneta, l’euro, si stima che su una banconota vivano mediamente 26.000 batteri di varie specie, diverse delle quali patogene. Secondo uno studio condotto dall’Università di Oxford, la valuta più contaminata è la corona danese, contenente 40.200 batteri, seguita dal franco svizzero con una quantità di batteri pari a 32.000. L’euro è risultato un po’ più pulito, con “solo” 11.000 micro organismi. In particolare, i batteri presenti in maggiore quantità sono alcune specie di stafilococchi, come lo stafilococco epidermidis, e la pseudomonas aeruginosa.

Dove mettere questi soldi?

Avendone la possibilità e l’accortezza, probabilmente chiunque abbia un po’ a cuore l’igiene e la salute si laverebbe le mani subito dopo aver toccato dei soldi. Purtroppo, questo non è sempre possibile, e anzi, ne facciamo talmente uso che tendiamo a lasciarli ovunque, anche in zone in cui, data la quantità di germi che contengono, sarebbe assolutamente sconsigliabile. Quanti di noi lasciano i soldi per l’affitto o per le bollette sul tavolo da pranzo o accanto a contenitori per il cibo, così da renderli subito visibili a chi li deve prendere? Ecco, questa è un’abitudine che sarebbe meglio eliminare.

Fonte| "Filthy lucre: A metagenomic pilot study of microbes found on circulating currency in New York City" pubblicato su PLoS One il 6 aprile 2017

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