Tutto ciò che devi sapere sulla fascia portabebè: sai perché è importante?

Non è una moda, ma il recupero di una modalità antica con la quale si portavano i bambini: ecco perché la fascia portabebè, che è diffusa in diverse culture, è importante e utile.
Sara Polotti 26 Gennaio 2022

La fascia porta bebè è uno strumento davvero utile e comodo che, a differenza dei più classici passeggini, permette di portare con sé il bambino o la bambina in maniera più diretta. La pratica di portare i bambini in fascia si chiama babywearing e ricorda, effettivamente, il marsupio; ma rispetto ad esso la fascia è meno rigida e anche nei primi mesi può essere sfruttata per tenere in braccio i neonati avvolgendoli in un bozzolo. Ed è qualcosa di ancestrale e antico: i genitori hanno sempre "portato" i bambini (si dice proprio così), utilizzando tessuti o imbracature che permettessero loro di svolgere le proprie attività senza staccarsi dai bebè.

A partire dai tre o quattro mesi (o da quando il piccolo riesce a reggere il capo da solo) è possibile portare in fascia i bambini e le bambine, usando la fascia fronte-genitore e non fronte-mondo (ci sono troppi stimoli visivi e la postura è errata!), per favorire il legame, la comodità e lo sviluppo fisico. Già: la fascia è uno strumento dai numerosi benefici!

Ecco quindi i motivi per cui portare il bebè in fascia è utile e importante.

Cos'è la fascia portabebè

La fascia portabebè è una larga striscia di tessuto più o meno elastico, piuttosto resistente, che si avvolge attorno al corpo in modo che possa reggere (davanti o sulla schiena) il bebè, a partire dalla nascita (in posizione fetale o sdraiata, per cullarlo in modo che la testa sia comunque protetta e appoggiata) e dai primi mesi (quando il bimbo regge la testa, si può uscire in posizione fronte-mamma o fronte-papà).

Ce ne sono di diverse tipologie (quella con l'anello, quella ergonomica, quella elastica, tubolare…) e permette di portare i bimbi accudendoli a contatto.

La fascia portabebè è comoda

Esattamente come il marsupio, la fascia portabebè permette di portare i bambini e le bambine dai primi mesi di vita sul proprio corpo, tenendoli attaccati a sé mentre si svolgono le azioni quotidiane. Si tratta di uno strumento utile soprattutto ai genitori di quei neonati che faticano a rilassarsi o a dormire nella culla o quando sono lontani da mamma o papà. Se, insomma, i bimbi richiedono il contatto fisico, la fascia è una soluzione davvero comoda.

Allo stesso tempo, permette di svolgere i propri compiti tenendo sempre sotto controllo il bebè, rendendo (a molte persone) la vita con il neonato più semplice.

Favorisce il bonding

Il legame mamma-bebè o papà-bebè è molto importante, ma spesso non innato. Non c'è da preoccuparsi se inizialmente non si sente il famoso istinto, o se si sentono i bimbi "lontani". Un modo per favorire il legame infatti c'è: si tratta del contatto fisico, sia pelle-a-pelle, sia non a diretto contatto. Il contatto, infatti, è un potente creatore di legami. Stare vicini, esattamente come permette la fascia, fa sì che i sensi come l'olfatto e l'udito acuiscano le percezioni, stimolando il cervello e favorendo così il bonding, il legame parentale che si forma nei primi mesi di vita del bebè. Portare i bambini in fascia è quindi molto consigliato quando si tratta di creare un legame profondo (anche nel caso di adozione).

È importante per la crescita muscolare

Rispetto al passeggino, la fascia porta-bebè stimola la percezione muscolare dei bambini e delle bambine: i loro recettori fisici, quelli localizzati nelle articolazioni, nelle ossa e nei muscoli, percepiscono infatti il movimento e favoriscono la propriocezione, ovvero la percezione del proprio corpo, fondamentale per la crescita e per lo sviluppo dei movimenti autonomi.