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18 Novembre 2020
15:00

Un quartiere speciale: benvenuti al Villaggio Solidale di Mirano, dove paura e discriminazione non esistono

Il Villaggio Solidale nasce dalla voglia di inserire nella quotidianità i valori della vicinanza e dell’aiuto reciproco. Accoglie persone con problemi di vario tipo, aiutate non solo dagli operatori della struttura, ma anche da famiglie che decidono di vivere lì e offrire il proprio tempo libero.

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Un quartiere speciale: benvenuti al Villaggio Solidale di Mirano, dove paura e discriminazione non esistono
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In apparenza può sembrare un quartiere come tanti, in una cittadina simile a molte altre che conosci. Eppure se provi a entrarci puoi vedere un mondo quasi ideale con giovani mamme aiutarsi tra di loro, ragazzi africani e asiatici pranzare con coetanei italiani e case con la porta aperta. Senza paura e senza discriminazione, cose che, come sai, sono spesso all'ordine del giorno.

A circa 20 km da Venezia e dalle sue lagune puoi imbatterti nel Villaggio Solidale di Mirano, una comunità nata intorno alla villa Boldù-Grimani, grande residenza costruita all'inizio dell'800. Oggi vi abitano mamme sole con figli, anziani bisognosi, persone temporaneamente in difficoltà, lavoratori e anche studenti fuori sede.

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La "mappa del Villaggio"

La Fondazione che lo gestisce è dedicata a Guido Gini, un imprenditore vissuto nella prima metà del ‘900 in una corte rurale, dove le persone vivevano in stretto rapporto, da qui l'idea del Villaggio dove si intrecciano le vite di persone bisognose di aiuto con quelle delle famiglie solidali. Si tratta di single e coppie con figli, che, pur avendo la loro vita e il loro lavoro, hanno scelto di vivere all'interno del Villaggio per dare agli altri abitanti un po' del loro tempo libero.

Una casa per chi é in difficoltà, una piazza per la comunità.
Lo slogan del Villaggio

Ci si fa compagnia a vicenda: c'è chi aiuta i bambini nei compiti, chi spinge la carrozzina a qualcuno e viceversa magari riceve aiuto in qualche altra cosa. Ci sono poi anche volontari e operatori della struttura che aiutano adulti con disagi di vario tipo a diventare semi-autonomi. Tutto questo avviene in maniera del tutto spontanea, senza qualcuno che gestisca o dica cosa fare.

Negli ultimi anni è stato costruito un nuovo edificio, oltre a quelli già esistenti, ovvero Casa Nuova Aurora, un palazzo di quattro piani per persone diversamente abili. Difficoltà economiche, relazionali, ma anche, come potrai capire, fisiche e psicologiche: in totale gli abitanti del Villaggio sono circa 50. La cornice vede poi le varie costruzioni contornate da un bosco con alberi secolari, una realtà sociale molto particolare e pienamente immersa nel verde.

Nato all’ombra del Vesuvio, ho sempre avuto la voglia di condividere con gli altri le mie scoperte, trovando ben presto nella scrittura la mia dimensione ideale. Alle scuole medie, la passione della mia professoressa di italiano e la visione di “Fortapasc” hanno trasmesso in me il “sacro fuoco” del giornalismo, dopo essermi dedicato soprattutto a racconti e poesie. Dalle redazioni scolastiche alle testate nazionali, ho alle spalle un percorso decennale di collaborazioni e tirocini tra Napoli, Roma e Milano in agenzie di stampa, periodici, giornali online, televisioni e web tv. Nel 2013 ho preso il tesserino di pubblicista e dal 2018 sono giornalista professionista. Intanto, spinto da un approccio metodico e razionale, mi dirigevo inizialmente verso studi di fisica e scienze dei materiali, per scegliere poi una formazione umanistica. Nel 2015 mi sono laureato in Filosofia proseguendo con un master in Giornalismo e una magistrale in Editoria e culture della comunicazione e della moda. Nei miei articoli racconto storie di impegno sociale e progetti di innovazione sostenibile: le scelte quotidiane di ciascuno, unite insieme, possono salvare il mondo. Credo che per stare bene con le altre persone, dovremmo essere innanzitutto in armonia con noi stessi. Le mie oasi di tranquillità? I parchi pieni di verde, le rive dei laghi e l’aria pulita delle zone di montagna. Mi piace esplorare mondi diversi dal mio: il volontariato mi ha insegnato a conoscere le esperienze di altre persone, la lettura a osservare la realtà attraverso le pagine di romanzi storici e fantasy, di saggi psicologici e manuali di comunicazione.