Vaccini Covid per gli under12: a che punto siamo?

La fascia di popolazione al di sotto dei 12 anni al momento è esclusa dalla campagna vaccinale, ma le aziende farmaceutiche hanno già iniziato i test anche sui bambini che appartengono a questa fascia di età. Oggi abbiamo già i primi risultati per il gruppo 5-11 anni.
Giulia Dallagiovanna 22 Settembre 2021
* ultima modifica il 27/09/2021

Convivere con il virus. È questo che stiamo cercando di fare ora, dopo essere usciti dalle prime fasi dell'emergenza e aver trovato più di una risposta contro il Covid e le sue complicanze. E così, dobbiamo essere muniti di green pass per accedere a bar e ristoranti al chiuso e, a partire dal 15 ottobre, anche per recarci sul nostro luogo di lavoro. Non possiamo ancora togliere le mascherine, ma abbiamo ricominciato a frequentare cinema, teatri e palestre. La vita in presenza si sta piano piano riconquistando lo spazio che quella da remoto le aveva completamente sottratto. Un risultato che è stato reso possibile soprattutto dai vaccini. Oggi, il 76, 24% della popolazione over 12 ha completato il ciclo, mentre 6.800 persone hanno già ricevuto la terza dose, approvata per pazienti trapiantati e immunodepressi. Da questo scenario rimangono però ancora esclusi i ragazzi più giovani. Proviamo allora a capire insieme a che punto siamo con gli studi e i test per chi ha dagli 11 anni in giù.

Vaccino efficace per la fascia 11-5 anni

I primi dati ufficiali che abbiamo per quanto riguarda il vaccino per gli under12 ci arrivano da Pfizer-BioNTech e si concentrano nella fascia di età 5-11 anni. Per intenderci, se un giorno dovesse essere approvato si arriverebbe a coprire completamente anche elementari e prime medie, garantendo così l'intero ciclo scolastico in presenza. Ma a questo risultato manca ancora un po' di tempo.

I dati provengono da uno studio di fase 2/3 e, secondo quanto comunica l'azienda farmaceutica, dimostrano senza dubbio l'efficacia e la sicurezza del vaccino. Nello specifico, ai bambini sono state somministrate due dosi a distanza di 21 giorni, proprio come da protocollo per gli adulti, ma in quantità ridotte. Se quindi chi ha dai 12 anni in su vengono iniettati 30 microgrammi di soluzione, ai più piccoli ne sono riservati solo 10. Una modifica necessaria per garantire la tollerabilità del farmaco anche nei soggetti più giovani.

Per quanto riguarda efficacia ed eventuali effetti collaterali, Pfizer ha specificato che in entrambi i casi non sono pervenute informazioni differenti rispetto a quanto era già emerso nella fascia 16-25 anni. Dunque nessun aumento delle reazioni avverse e soprattutto nessun evento nuovo. Ora però lo studio dovrà passare al vaglio di FDA, l'ente americano che regola l'approvazione dei farmaci negli Stati Uniti, ed EMA, l'analogo europeo. L'azienda ha dichiarato di voler presentare richiesta formale di approvazione "il prima possibile".

Subito dopo Comirnaty di Pfizer potrebbe arrivare Spikevax di Moderna. Il secondo vaccino a mRNA che ormai abbiamo imparato a conoscere, infatti, è già in corso di sperimentazione sui bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni. Dovrebbero essere circa 2.200 i partecipanti reclutati e i test erano iniziati a Marzo. Potrebbe quindi non mancare troppo tempo per i primi risultati.

Il vaccino per i bambini under5

Il proposito di entrambe le case farmaceutiche è quello di riuscire ad abbassare la soglia di età fino ad arrivare ai neonati di 6 mesi. Questo significherebbe poter vaccinare praticamente l'intera popolazione e poter forse dichiarare la fine della pandemia. Al momento, però, le sperimentazioni sono ancora corso.

Per chi ha meno di 5 anni le dosi previste sono di 3 microgrammi a iniezione

Pfizer-BioNTech ha arruolato in tutto 4.500 partecipanti dagli 11 anni in giù e provenienti da oltre 90 trial partiti in quattro Paesi diversi: Stati Uniti, Polonia, Finlandia e Spagna. Il prossimo step sarà la verifica sui bambini che hanno tra i 2 e i 5 anni e, infine, tra i 6 mesi e i 2 anni. Per tutti loro la quantità prevista per ciascuna iniezione è 3 microgrammi. I primi risultati potrebbero arrivare già tra ottobre e novembre. Moderna invece può contare su 6.795 volontari tra i 6 mesi e gli 11 anni, ma al momento non abbiamo a disposizione una stima delle tempistiche.

L'appello dei pediatri

La Società italiana di pediatria già ad agosto aveva lanciato un appello con la speranza che si potesse avere presto a disposizione il vaccino contro il Covid anche per i ragazzini con meno di 12 anni. Il principale timore della SIP è che più a lungo il virus è lasciato libero di circolare e maggiore è la possibilità che sorgano nuove varianti.

Ma accanto al problema della comunità e della salute pubblica, esiste anche quello del singolo bambino. Solo in Italia il 5,5% dei tamponi positivi proviene da un soggetto che ha tra gli 0 i 9 anni, mentre il 10% riguarda le persone che hanno tra i 10 e i 19 anni. In totale, all'interno di queste fasce di età si sono verificati anche 30 decessi. Negli Stati Uniti, l'American Academy of Pediatrics parla invece di più di 4 milioni di contagi tra bambini e adolescenti e, al momento, si contano anche 346 decessi ufficiali.

Questi numeri vengono a ricordarci che non dobbiamo sottovalutare il Covid nemmeno quando colpisce una persona molto giovane e che il vaccino è necessario per tutti.

Fonti| Comunicato stampa di Pfizer; American Academy of Pediatrics

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.