Zone a basse emissioni: cosa sono, perché fanno bene all’ambiente e qual è la situazione in Italia

In vista del totale divieto di produzione delle auto non elettriche nel 2035, le città europee si sono già organizzate da tempo con delle zone a basse emissioni. In queste aree possono circolare soltanto alcune categorie di veicoli meno inquinanti. L’Italia è ancora indietro, lo segnala un nuovo report realizzato dal progetto Clean Cities.
Francesco Castagna 5 Agosto 2022

Ma nel 2022 esistono ancora dei veicoli inquinanti come una volta? Purtroppo sì e non sono solo macchine. C'è però una notizia positiva, stanno diminuendo sempre di più. Questo è stato possibile anche grazie alla decisione dell'Unione europea di azzerare la produzione di veicoli non elettrici entro il 2035.

Cosa sono

Esistono anche altri metodi per limitare nell'immediato le emissioni di CO2 dovute all'uso dei veicoli. Pensate per regolamentare i veicoli più inquinanti, nell'Unione Europea sono sorte da diversi anni delle zone non accessibili ai veicoli che producono emissioni. Al momento si dividono in due tipologie:

  • zone a basse emissioni: aree in cui i veicoli ad alte emissioni devono pagare di più per circolare
  • zone a zero emissioni: luoghi in cui i veicoli ad alte emissioni non possono entrare. Ciò significa che ad accedervi saranno solamente veicoli elettrici a batteria o a celle a combustibile a idrogeno.

Sono le zone LEZs, less emissions zones, ma in Italia le conosciamo comunemente come le ZTL. Se il primo pensiero è quello di associare questa sigla a una multa, in realtà dovremmo comprendere che queste aree sono molto utili.

Servono infatti a contrastare l'aumento di particelle fini, biossido di azoto e (indirettamente) ozono, tre agenti inquinanti che preoccupano l'Europa sia sotto il punto di vista ambientale che della salute delle persone.

Per far sì che tutte le auto abbiano un livello regolamentato di emissioni, l'Unione Europea ha regolato il livello di emissioni con il documento "Euro Standards".

La situazione italiana

In Europa ci sono più di 300 città che hanno almeno una LEZ. L'Italia è ancora indietro, mentre il trend degli altri Paesi è in crescita. Nel 2025 saranno già 500 le città ad adottare misure di questo tipo, mentre tra il 2030 e il 2035 alcuni Stati (Paesi Bassi, Francia, Regno Unito e Paesi Scandinavi) cambieranno le loro zone a basso consumo in zone a zero emissioni.

A confermarlo è un report della campagna Clean Cities, dal nome "I trend di sviluppo delle zone a basse e zero emissioni in Europa". L'analisi mostra soprattutto le cause del nostro svantaggio rispetto agli altri Paesi EU.

Si parla di "imperfetta redistribuzione di responsabilità e competenze tra Stato, Comune e Regioni"; l'assenza di un quadro comune che definisca cosa sia una zona a basse emissioni in Italia; la presenza di molteplici interventi di emergenza e di misure "che trasformano il testo amministrativo di riferimento in un'intricata giungla di leggi, accordi quadro, note e ordinanze".

Ma poi si segnalano anche tutta una serie di problematiche a livello provinciale e comunale. In questo caso il report segnala che le misure prese dai sindaci spesso vengono attuate per periodi troppo brevi, inoltre sono pensate solamente per ridurre le soglie limite di emissioni e non in maniera strutturale.

In più, i sistemi per monitorare l'applicazione di questi divieti sono inefficaci. Spesso mancano i controlli o sono a campione e durano soltanto durante l'inverno.  Nonostante tutto, in Italia esistono diverse zone a basse emissioni. La maggior parte si trovano nel nord Italia, anche se non mancano anche nel centro e in Sicilia, anche se l’Italia, rispetto a tutti gli altri Stati europei, detiene l'infelice primato europeo di 67 auto per 100 abitanti.

La situazione europea

L'Agenzia europea dell'Ambiente (EEA) ha mostrato in una mappa come queste zone contribuiscano a migliorare la qualità dell'aria grazie al regolamento Euro Standards e alle zone a basse emissioni.

EEA Euro Standards and LEZ 2000
EEA Euro Standards and LEZ 2000

In Europa le zone a bassa emissione vengono chiamate con sigle diverse, ma hanno tutte lo stesso scopo: migliorare la qualità dell'aria. I Paesi in cui sono presenti queste zone sono: Germania, Olanda, Francia, Belgio, Inghilterra, Danimarca, Norvegia, Ungheria e Italia.