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12 Dicembre 2019
10:00

A Trento arriva il muro della gentilezza, dove puoi lasciare gli abiti invernali per chi ne ha bisogno

Verrà collocato in piazza Fiera, accanto all’edicola e all’entrata dei mercatini di Natale e sarà possibile posizionarci abiti invernali inutilizzati mettendoli a disposizione delle persone più bisognose che trascorreranno l’inverno al freddo.

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A Trento arriva il muro della gentilezza, dove puoi lasciare gli abiti invernali per chi ne ha bisogno
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“Se non hai bisogno lascialo, se ne hai bisogno prendilo”. È il motto che sta alla base del muro della gentilezza, arrivato anche a Trento per dare una mano ai cittadini meno fortunati a trascorrere i mesi invernali un po’ più al caldo.

Più che di un vero e proprio “muro”, quello che è stato posizionato in piazza Fiera, proprio accanto all’entrata dei mercatini di Natale, è un’installazione composta da due scaffali in materiale adatto per l’esterno, su cui chiunque può lasciare abiti a disposizione per i meno fortunati. Cappotti, maglioni, scarpe, guanti e berretti possono quindi essere depositati e ritirati in qualsiasi momento della giornata, grazie a questa sorta di armadio solidale.

L’iniziativa non è cosa nuova. Nata in Iran, è stata ripresa in varie città d’Italia, tra cui Bologna, Latina e Roma. In quest’ultima metropoli, però, il muro posizionato sulla via Cassia è presto stato abbandonato e lasciato in balia di degrado, sporcizia e vandalismo. Per evitare che accada anche a Trento, gli esercenti dei locali della piazza hanno garantito che si occuperanno di tenere monitorata la struttura.

L’idea di introdurre un muro della gentilezza a Trento è stata presentata mesi fa dal consigliere Cristian Zanetti (Forza Italia) durante una seduta del Consiglio comunale ed è stata approvata il 22 maggio 2019 con 29 voti favorevoli, due astenuti e zero contrari. Ora l'installazione, realizzata dall'artista Senka Semak, è a disposizione di tutti gli abitanti.

Aggiornamento: 16 dicembre 2019 da Sara Del Dot

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.