Alzheimer, come prevenire e curare la demenza con l’attività fisica

La cura e la prevenzione dell’Alzheimer partono dallo stile di vita: seguire una dieta equilibrata e soprattutto svolgere attività fisica. L’esercizio aerobico sembra avere ottimi benefici sia per rallentare il decorso sia l’insorgere della malattia, per cui in realtà non c’è ancora una terapia definitiva.
Valentina Rorato 18 novembre 2019
* ultima modifica il 18/11/2019
Con la collaborazione del Dott. Fabrizio Cacopardo Fisioterapista

L’Alzheimer e la demenza senile sono strettamente collegati allo stile di vita. Per prevenire l’insorgere della malattia ma anche per rallentarne il decorso è molto importante fare attenzione alla dieta, che deve essere equilibrata e ricca di vegetali, e praticare dell’attività fisica. Il segreto dell’importanza dello sport potrebbe nascondersi in un ormone che viene rilasciato a seguito di un allenamento, l'Irsina. Pare che questa sostanza abbia una funzione protettiva contro la demenza senile.

Alzheimer e movimento

Fare movimento fa bene a tutti, anche ai malati di Alzheimer. Non rinunciare quindi mai a una bella passeggiata soprattutto all’aria aperta, perché i benefici sono significativi per la salute del corpo e della mente. Secondo uno studio del Beth Israel Deaconess Medical Center a Boston, la pratica di un’attività aerobica, come può essere la camminata, la corsa, la bicicletta, ma anche lo yoga e il tai chi (che oltre al corpo coinvolgono anche la mente) sono utili al fisico e stimolano l'attenzione e la velocità dei processi legati alle abilità intellettive, sia nelle persone sane sia nelle persone con deterioramento cognitivo lieve (mild cognitive impairment).

L'attività fisica, inoltre, è importante anche per rimanere indipendente. Muoversi in autonomia è fondamentale per la propria autostima. E potrebbe aiutarti a dormire meglio, consumando le energie in eccesso, e a darti la sensazione di normalità, altro privilegio che spesso si perde proprio a causa dell’Alzheimer. Quanto sport bisogna fare? Non c’è bisogno di esagerare e non sono richieste sessioni intensive. Le linee guida internazionali indicano moto per 150 minuti a settimana, ovvero 30 minuti al giorno.

Le persone più anziane dovrebbero scegliere delle attività leggere, come la cyclette o il tapis roulant, che possono essere regolati sia in velocità  sia in fatica. E’ meglio evitare la corsa o gli allenamenti intensivi (i famosi Hiit). A che età iniziare? Il prima possibile. Si dovrebbe iniziare da bambini e inserire lo sport in una sorta di routine quotidiana per tutta la vita. Detto ciò, qualsiasi momento è il momento giusto per iniziare, magari facendosi aiutare dalla compagna degli amici, che potrebbero rendere l'allenamento più divertente.

Esercizi fisici per malati di Alzheimer

La maggior parte dei malati di Alzheimer è affetta da una forma di demenza senile, ma non ha problemi fisici e motori. In assenza di malattie cardiache e ipertensione, gli esercizi fisici indicati sono solitamente aerobici e molto semplici. Il programma prevede una scheda, che deve essere personalizzata da un fisioterapista o da un personal trainer specializzato, della durata di 20 minuti.

L’istruttore deve spiegare con molta chiarezza e soprattutto con calma i movimenti da fare, avendo la pazienza anche di ripetere le indicazioni più volte. Per poi creare un’atmosfera più piacevole quando si è in palestra, si consiglia un sottofondo musicale. Ecco un esempio di esercizi indicati:

  • Alzare le braccia sopra la testa e inspirare. Abbassare le braccia ed espirare.
  • Alzare un spalla e inspirare, abbassarla ed espirare. Alternare le spalle 10 volte e poi fare il medesimo movimento alzando e abbassando entrambe le spalle.
  • Piegare il capo indietro e inspirare, piegarlo in avanti ed espirare, girarlo a destra e inspirare, girarlo a sinistra ed espirare.
  • Da seduto, inclinare lateralmente il torace: inspirare, espirare. Inclinare il torace in avanti: inspirare, espirare. Girare il torace prima a destra poi a sinistra e inspirare ed espirare.
  • Marciare da seduto. Sollevare il ginocchio destro: inspirare. Appoggiare il piede a terra: espirare. Ripetere l’altra gamba.

Giochi per anziani affetti da demenze

Sono tanti i giochi per anziani affetti da demenza con cui intrattenerli, ma anche aiutarli a mantenere in attività il cervello. Il gioco è prima di tutto un grande strumento di socializzazione ed è quindi fondamentale quando si è bambini, ma anche quando l’età è avanzata. Quali sono le attività cognitive più utili? Puoi coinvolgerlo in giochi di società, come la tombola, il bingo, il domino, il backgammon e le carte. È importante che ci sia un appuntamento fisso: tipo tutti i giorni alle 17 o tutti i sabati pomeriggi. Inoltre, le partite non devono durare molto, perché non devi dare il tempo al malato di Alzheimer di stancarsi, perdere la concentrazione o sentirsi frustrato. Considera quindi un impegno di circa 20 minuti.

Possono essere interessanti anche attività semplici come ascoltare la musica, ascoltare la lettura di giornali o libri (se non è in grado di leggerli da solo), ma anche guardare vecchi film, che conosce bene. Devono essere in target con l’età del malato e soprattutto non devono spaventarlo. Inoltre, sono ottime anche le attività manuali, come dipingere, ballare, fare giardinaggio o prendersi cura di un animale domestico.

L'attività fisica per prevenire l'Alzheimer

L’attività fisica serve anche a prevenire l’Alzheimer, non solo a ridurne la progressione. Esattamente come per i malati, la scelta migliore ricade sull’attività aerobica. Quale? Quella che senti più adatta a te e soprattutto è più compatibile con i tuoi eventuali problemi di salute e con il tuo stile di vita. Ciò che conta è la costanza: due ore a settimana sono la soglia minima di impegno. Perché proprio l’esercizio aerobico? Questo genere di attività aiuta a preservare le strutture corticali e sottocorticali, mentre la stimolazione delle capacità mentali ne garantiscono la corretta funzionalità. Inoltre, durante l'attività aerobica viene stimolata la produzione dell‘Irsina, noto come ormone dello sport. Questa sostanza sembra avere la capacità di proteggere il cervello dalla demenza e i ricercatori stanno addirittura studiandola per inserirla in nuove terapie farmacologiche. È possibile sostenere che la sinergia tra attività fisica e mentale siano un’ottima strategia non farmacologica per la prevenzione e la cura della demenza.

Il parere dell’esperto

Perché la fisioterapia può essere importante per un malato di Alzheimer?  Lo abbiamo chiesto al dottor Fabrizio Cacopardo, fisioterapista.

“La fisioterapia ricopre molteplici funzioni, come stimolare e mantenere la mobilità e l’autonomia e ridurre il rischio di cadere. Ovviamente non esiste un percorso universale da seguire, ma ci sono dei programmi che vanno adatti al paziente in base al grado di demenza e alla salute cardiovascolare. Si svolgono principalmente esercizi a corpo libero per rinforzare la muscolatura degli arti inferiori, dando così maggiore stabilità al malato, e degli arti superiori, per migliorare la coordinazione. Talvolta si utilizzano palle mediche, come le over ball”.

La fisioterapia può avere anche scopo preventivo?

Certo. Deve esserci una diagnosi medica che indichi la predisposizione alla malattia e in base a questa il fisioterapista può elaborare un percorso di lavoro. Ovviamente, si consiglia anche la pratica di attività fisica, che deve essere a bassa intensità ma svolta con molta costanza”

Fonti| "Cognitive Reserve and the Prevention of Dementia: the Role of Physical and Cognitive Activities.", pubblicato su Current Psychiatry Reports in settembre 2016;
"World Wide Fingers will advance dementia prevention" pubblicato su The Lancet in gennaio 2018;
Alzheimer Italia

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