Aneurisma cerebrale: quali sono le conseguenze dell’assottigliamento dei vasi

L’aneurisma cerebrale si verifica a causa della perdita di forza del tessuto di una vena all’interno del cervello. Vediamo come riconoscerne i sintomi.
Valentina Danesi 12 Settembre 2022
* ultima modifica il 12/09/2022

L'aneurisma cerebrale è una dilatazione di un vaso arterioso del cervello ed è provocato da un'anomala perdita di tono dei tessuti. Come già saprai, il problema principale di questa formazione è che può rompersi e avere conseguenze anche molto gravi. Di solito, maggiori sono le dimensioni e più elevato è il rischio di rottura.

Cos’è

L’aneurisma cerebrale consiste nella dilatazione di un’arteria nel cervello. Per semplificare, la causa di questo rigonfiamento che si crea è la perdita tono di una parte dell’arteria, o meglio di uno dei tre strati che la compongono. Nel punto dove si presenta il rigonfiamento, l’arteria è più sottile e quindi più soggetta a rompersi: ecco perché è così importante accorgersene, per evitare che si verifichi un’emorragia. Ci sono vari tipi di aneurisma:

  • sacculare, è il più diffuso e lo si riconosce perché è composto da una sorta di stelo
  • fusiforme, che sporge su tutti i lati ed è solitamente associato ad aterosclerosi
  • dissecante, di norma procurato da un danno e con raccolta di sangue negli strati della parete arteriosa.

Le cause

Le parti più soggette ad aneurisma sono quelle in prossimità biforcazioni perché il flusso sanguigno è più intenso e quindi c’è un rischio maggiore di ammorbidimento della parete. Ecco le possibili cause di questo indebolimento:

  • l'ipertensione cronica
  • patologie particolari caratterizzate da anomalie dei vasi sanguigni dell'apparato circolatorio
  • sindrome di EhlersDanlos
  • rene policistico
  • coartazione aortica ossia un restringimento anomalo dell'aorta, che può provocare ipertensione arteriosa
  • malformazione artero-venosa a livello cerebrale.

I sintomi 

L'elemento più pericoloso dell'aneurisma cerebrale è proprio il suo essere asintomatico nella quasi totalità dei casi. Per questo motivo, è molto difficile accorgersi della sua presenza. Ecco i segnali che però potresti notare (quando appunto ci sono):

  • cefalea
  • dolore agli occhi
  • problemi alla vista.

La diagnosi

L’aneurisma solitamente viene diagnosticato grazie a:

  • anamnesi che approfondisce la storia clinica del paziente
  • angiografia a sottrazione digitale 
  • tomografia computerizzata – TC
  • risonanza magnetica – RM
  • angio-risonanza magnetica.

La cura e la prevenzione

Il primo passo, una volta scoperto l’aneurisma, è quello di evitare che si rompa e quindi, in base al caso specifico e al tipo di aneurisma, si procede con:

  • craniotomia e clipping chirurgico, si dovrà quindi mettere una clip metallica sul colletto dell’aneurisma
  • oppure con coils e microspirali che, inserite nell’aneurisma grazie all’uso di un catetere, vanno a riempire lo spazio che viene chiamato “rigonfiamento a palloncino”.

In sostanza, servirà ricorrere all’intervento chirurgico. Tuttavia non dimenticare che ci sono alcuni consigli molto utili da seguire per prevenire la formazione di aneurismi e la loro rottura, come ad esempio: un’assunzione non eccessiva di alcol, niente sigarette e droghe e il controllo scrupoloso della pressione arteriosa.

In caso di rottura

Queste dunque sono le linee guida per scoprire per tempo la formazione di un aneurisma cerebrale e tenerlo monitorato. Ma quando, invece, la situazione peggiora e l’aneurisma di rompe? Vediamo come si procede in questi casi.

Prima di tutto, presta attenzione ai segnali. Sappiamo, ad esempio, che l’emorragia è accompagnata da un mal di testa improvviso e molto forte, da visione doppia, nausea e vomito, perdita di coscienza, confusione, irrigidimento dei muscoli del collo e malessere generalizzato. Quindi, se hai questi sintomi corri subito al pronto soccorso dove verrà eseguita un TAC cerebrale per verificare la presenza di una perdita di sangue.

Dopodiché ti verrà fatta l’angiografia cerebrale che serve per mostrare l’andamento e lo stato di salute dei vari vasi sanguigni nonché della posizione e del tipo di aneurisma. Di norma la prima opzione è un approccio chirurgico diretto, in anestesia generale e a cranio aperto, in cui il chirurgo posiziona microclip (tecnica del clipping) nella giunzione tra la parte sana dell’arteria e la dilatazione, in modo da isolare la parte indebolita.

Possiamo dire in linea generale che oggi la mortalità chirurgica è ridotta, il problema è scoprire il problema per tempo. I pazienti, di norma, hanno un recupero più o meno completo. Dopo la chiusura dell’aneurisma, è comunque indicato l’assoluto riposo a letto e terapie farmacologiche per favorire la coagulazione, ridurre la pressione intracranica ed evitare il vasospasmo, ossia il restringimento patologico dei vasi cerebrali.

Fonte|San Raffaele 

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