Bicicletta elettrica, e-bike e bicicletta a pedalata assistita: qual è la differenza?

Qaul è la differenza tra un’e-bike, una bicicletta a pedalata asisstita e una bici elettrica? Spesso questi modelli sono confusi tra loro e non è neppure facile orientarsi correttamente nell’acquisto se non si sa quale uso se ne può fare. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.
Gaia Cortese 1 giugno 2020

C’era una volta la bicicletta tradizionale. Nonostante il primo disegno di qualcosa che assomigliasse ad una bicicletta si debba attribuire a quel genio di Leonardo da Vinci, l’invenzione di questo veicolo a due ruote si deve a un certo Karl von Drais, un barone tedesco che nel 1817 ideò la Laufmachine (che tradotto significa “macchina da corsa”). Si trattava di un mezzo un po’ rudimentale con due ruote e uno sterzo che sostituiva l’attuale manubrio e fu introdotta in Italia due anni dopo prendendo il curioso nome di draisina.

Nei secoli la bicicletta si è evoluta parecchio (per fortuna) e oggi ne conosciamo varietà e tipologie svariate. Tant’è che regna una grande confusione tra quelle che sono biciclette a pedalata assistita, e-bike, bici elettriche. Vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza e di capire su quale modello orientarci se siamo prossimi ad un acquisto.

Cos’è un’e-bike (o a pedalata assistita)

Un’e-bike non è altro che una bicicletta a pedalata assistita: questo modello è dotato di un motore elettrico fissato sul telaio (più raramente all’interno del mozzo posteriore o anteriore) e di una batteria che lo alimenta, generalmente al litio. Un’e-bike è del tutto uguale ad una bicicletta tradizionale nel momento in cui non si mette in funzione il motore; la differenza sostanziale è che, se hai bisogno di una spinta in più, semplicemente azionando il motore, puoi essere aiutato, o meglio “assistito” nella pedalata, essere sostenuto nello sforzo e soprattutto andare più veloce!

I livelli di assistenza sono diversi (eco, sport, turbo) e variano a seconda del modello e del produttore; puoi comunque scegliere di aumentare o diminuire la potenza richiesta attraverso un piccolo computer posizionato sul manubrio.

Cos’è una bici elettrica

La bici elettrica invece è un qualcosa di più simile a un vero e proprio motorino, tanto da poter ricordare l’iconico Ciao della Piaggio, semplice e leggero nella struttura, uno dei ciclomotori più venduti in Italia tra il 1967 e il 2006. Con questo tipo di bicicletta non devi neppure pedalare, perché non esiste una relazione tra pedalata e motore.

Cosa dice la legge

Anche il Codice della Strada distingue chiaramente le bici tradizionali da quelle a pedalata assistita. Nell’Articolo 50 si legge: “I velocipedi sono i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.

Anche la direttiva del Parlamento europeo 2002/24 definisce le e-bike o a pedalata assistita o Electric Pedal Assisted Cycle (EPAC) come "mezzi dotati di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 kW la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”. Così, per questi veicoli, considerati a tutti gli effetti biciclette, non c’è obbligo immatricolazione, assicurazione, targa e patentino, oltre a poter essere utilizzati senza problemi sulle piste ciclabili.

Discorso diverso per le biciclette elettriche, che non rispettano la direttiva 2002/24 e rientrano invece in un regolamento di omologazione che le distingue in due categorie: le L1eA e le L1eB. 

Le L1eA sono cicli a due o tre ruote progettati con la trazione a pedale ed equipaggiati con motore elettrico ausiliario di potenza nominale inferiore a 1000 W e in grado di esprimere velocità non superiori a 25 km/h. Una categoria di veicoli che rimane in una sorta di limbo per ciò che riguarda gli obblighi di targa, assicurazione e comportamento in strada.

Le L1eB sono i cicli a due o tre ruote dotati di motore elettrico con potenza nominale continua massima sino a 4000 W e velocità di costruzione non superiore ai 45 km/h. in questo caso le norme applicate dovrebbero essere quelle previste per chi usa il ciclomotore, vale a dire obbligo di casco, targa, assicurazione e limite di età da rispettare.