Bloccata sulla Diamond Princess: parla Shannon, in quarantena sulla nave in Giappone a causa del Coronavirus

Una testimonianza diretta da una passeggera da giorni in quarantena a bordo della nave da crociera Diamond Princess.
Sara Del Dot 12 febbraio 2020
* ultima modifica il 12/02/2020
In collaborazione con il Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore del Centro medico Santagostino di Milano

Ieri si parlava di 135 contagi accertati a bordo. Già questa mattina, però, sono stati segnalati altri 39 casi, per un totale di quasi 175 passeggeri infetti a bordo della Diamond Princess, la nave da crociera da diversi giorni ormai bloccata nel porto di Yokohama, in Giappone.

A causa della diffusione del nuovo Coronavirus, recentemente ribattezzato Covid-19, quella che sarebbe dovuta essere una vacanza e un’occasione di svago si è trasformata in una terribile quarantena per le migliaia di turisti a bordo. Quarantena che, sperano, si concluderà il 19 febbraio.

Shannon da giorni trascorre le giornate rinchiusa nella sua cabina assieme a suo marito e alla loro figlia. Sono stati riforniti di mascherine e salviette all’alcol per detergere le superfici e devono lavarsi le mani regolarmente. Ogni giorno viene loro consegnato cibo, acqua e materiali ludici per la bambina. Potrebbero uscire sul ponte principale ogni due giorni ma, avendo una camera dotata di balcone, preferiscono evitare e tenersi lontani da qualunque possibilità di contagio.

Al momento sulla nave solo una ridotta percentuale di passeggeri è stata sottoposta a test, quindi è ancora difficile capire chi possa essere stato colpito dal virus. I controlli comunque sono ancora in corso e la speranza è che a breve Shannon e gli altri possano tornare alle loro vite.

Il parere dell'esperto

A partire da questa testimonianza, abbiamo chiesto al dottor Albert Kasongo quali sono i rischi che si corrono stando in un ambiente chiuso e affollato in presenza conclamata del virus.

"Ovviamente se si è in un ambiente chiuso, molto affollato e vi sono casi accertati di virus, sapendo che la diffusione avviene attraverso goccioline di saliva, va da sè che il rischio di contagio è molto più elevato. C'è il rischio che più tempo la gente passa in quella nave più aumenteranno i casi di contagiati. Magari sarebbe più sensato controllare e fare prelievi a tutte le persone, anche risultanti negative, non solo a chi presenta una temperatura oltre 37 gradi e mezzo e i sintomi, e magari farle scendere dalla nave e metterle in isolamento all'esterno della nave. Come misure precauzionali, oltre a fare cambiare le mascherine ogni due ore come stanno effettivamente facendo, sarebbe opportuno rimanere ad almeno un metro di distanza l'uno dall'altro, lavarsi spesso le mani, starnutire nell'incavo del gomito e trascorrere più tempo possibile all'aperto."

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